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News ed Eventi

CORSO DI FORMAZIONE e CORSO DI AGGIORNAMENTO DIRETTORE TECNICO DELLA PRODUZIONE dei Centri lavorazione/produttori di elementi in legno ad uso strutturale ai sensi “D.M. 17/01/2018 cap. 11.7.10.1”
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Corso - Programma e Informativa
Due nuove CoC in provincia di Udine

Arredo Italiana Srl

Via IV Novembre 95, 33048 San Giovanni al Natisone (UD)
Telefono: 0432.758316, info@arredoitaliana.com; http://arredoitaliana.com
Licenza uso logo: PEFC/18-32-17
Scadenza Certificato: 04/10/2022
Categorie di appartenenza: arredi esterni, mobili. L'azienda ha certificato la produzione di sedie, sgabelli, divani, poltrone, mobili da giardino e semilavorati e complementi certificati PEFC.
Fa parte della certificazione multisito Cluster Arredo e Sistema Casa.
Approccio: separazione fisica e percentuale.
Organismo di certificazione: DNV GL - Business Assurance Sweden AB (www.dnvgl.com).
 

D'Agaro Srl
Frazione Pieria 17, 33020 Prato Carnico (UD)
Telefono: 0433.747982;
impresa@dagarosrl.it;
www.dagarosrl.it
Licenza uso logo: PEFC/18-32-41/07
Certificato: SA-PEFC/COC-007324-7
Scadenza Certificato: 14/10/2024
Categorie di appartenenza: commercio legno, ditte boschive, legna da ardere, pellets, cippato ecc.  
L'azienda ha certificato l'attività di vendita legname e legna da ardere.
Specie: abete larice e faggio.
Approccio: separazione fisica.
Fa parte del gruppo di certificazione Consorzio Forestale Legno Locale.
Organismo di certificazione: Soil Association Certification (www.soilassociation.org).

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FriûlDane e Legnolandia: gli abeti bianchi friulani ricordano le vittime di Genova

Sarà realizzata con l’abete bianco delle foreste della Regione Friuli VG la “Radura della Memoria” di Genova, installazione temporanea che sarà inaugurata con il nuovo viadotto e dedicata alle 43 vittime del crollo del Morandi, come anteprima temporanea del futuro “Parco del Polcevera”.

Legnolandia – azienda friulana che, dal 1830, lavora questa materia prima – con il sostegno della Rete d'imprese per l'abete bianco certificato PEFC "FriûlDane", (recentemente premiata con la Bandiera Verde di Legambiente), è stata incaricata dal comune di Genova di realizzare la Radura commemorativa che sorgerà ai piedi del nuovo ponte firmato da Renzo Piano. Una struttura inserita all’interno di un prestigioso progetto di riqualificazione del quartiere, denominato il “Parco del Polcevera” e il Cerchio Rosso e curato da un team di professionisti, guidato da Stefano Boeri Architetti in collaborazione con Metrogramma di Andrea Boschetti, Inside Outside di Petra Blaisse, con Mobility in Chain, Transsolar Energietechnik, Studio Laura Gatti, Secondo Antonio Accotto, e la consulenza specialistica di H&A Associati, Temporiuso e dell’artista Luca Vitone.

Oltre mille i metri quadri di legno friulano che verranno impiegati per la realizzazione della “Radura della Memoria”: un podio circolare, del diametro esterno di 50 metri, in cui saranno ospitati 43 alberi di specie diverse, a ricordo delle vittime della tragedia avvenuta nell’agosto 2018. A rendere ancora più speciale il progetto è poi la scelta di utilizzare quasi esclusivamente il legno della Foresta di Ampezzo e delle Foreste Regionali devastate in quello stesso anno dalla

tempesta Vaia che, nel solo Friuli VG, ha distrutto 3.700 ettari di foresta abbattendo alberi per un volume di 723.000 mc. Anche la Regione, dunque, contribuirà alla realizzazione in corso d’opera, dando disponibilità di uno stock di legname abbattuto per essere trasformato nel manufatto.

Un simbolo di rinascita che vive anche attraverso una materia prima davvero sostenibile e

rinnovabile: il legname selezionato gode infatti del marchio Filiera Solidale PEFC, che promuove la

gestione rispettosa e l’acquisto equo del legno proveniente dalle foreste schiantate.

«È un onore e un’emozione poter contribuire a un progetto così importante e a cui ci sentiamo così

legati – dichiara Marino De Santa, presidente di Legnolandia –. L’opera non solo rende omaggio alla memoria delle vittime, ma rappresenta anche la grande forza di due territori, quello ligure e quello friulano, che hanno saputo ripartire da un patrimonio distrutto e vedere nella sostenibilità

un’opportunità di rinascita».

E proprio l’attenzione alla sostenibilità, insieme alla capacità di gestire progetti ampi e

personalizzati, essere una rete territoriale, ha valso a Legnolandia l’incarico diretto da parte

dell’amministrazione di Genova: «Da sempre lavoriamo il legno secondo i principi della circolarità e con un impatto ambientale quasi nullo – continua De Santa –. Il nostro impegno è quello di

salvaguardare le foreste friulane attraverso una gestione responsabile, capace di creare valore per

l’intero territorio, coinvolgendo le imprese della montagna. Elementi che caratterizzano il

prestigioso progetto dell’architetto Boeri, di cui siamo orgogliosi di essere parte».

L’inaugurazione della “Radura della Memoria” rappresenterà, infatti, la posa della prima pietra per il nuovo “Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso”: il sistema di parchi, ecologie e infrastrutture che nei prossimi anni riunirà le due sponde della vallata genovese sotto il segno della sostenibilità e della valorizzazione del contesto urbano. Sono i primi segni del Parco che verrà, dove troveranno spazio anche il Memoriale permanente per le vittime della tragedia del 14 agosto 2018, e l’installazione definitiva di “Genova nel Bosco”, un’opera a cura dell’artista Luca Vitone che implementerà il progetto corrente. (Essegipress)

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Su FriûlDane sventola la Bandiera Verde di Legambiente

Nell'edizione di quest'anno, quattro sono state le Bandiere Verdi e quattro le Bandiere Nere assegnate da Legambiente in Friuli Venezia Giulia. Le Quattro Bandiere Verdi sono state consegnate chi si è contraddistinto per la salvaguardia dell'ambiente in montagna e, più precisamente: al Comune di Pinzano; al Consorzio delle valli e Dolomiti friulane; al Comune di Tramonti di Sotto e alla rete di imprese per la valorizzazione dell’abete bianco, "FriûlDane". 

Bollini neri, invece: alla Direzione centrale risorse forestali della Regione per i progetti di strade forestali spesso ingiustificate e pesantemente impattanti; alla parrocchia di Zuglio e al ministero dei Beni culturali per la mancata tutela del colle e della pieve di San Pietro, i cui gradini sono stati dipinti di rosso; al Servizio idraulica della Regione per gli interventi di Protezione civile sui corsi d'acqua montani, e all'Amministrazione comunale di Pontebba per il sostegno dato a un progetto privato di sfruttamento idroelettrico del fiume Fella.

Ecco, di seguito, il testo integrale della motivazione per FriûlDane: per saper valorizzare una specie legnosa di grande valore in una logica di cooperazione interaziendale, economia circolare e alta sostenibilità ambientale.

La Rete FriûlDane nasce nel dicembre 2016, aggregando otto imprese friulane della filiera bosco-legno con il preciso scopo di utilizzare, realizzare, promuovere e valorizzare prodotti importanti in abete bianco. Da subito vengono riunite aziende che operano in tutti i diversi segmenti (boscaioli, segherie di prima e seconda lavorazione, commercializzazione e promozione, servizi tecnologici e amministrativi di supporto) e si ottiene la condivisione del progetto da parte di alcuni Comuni proprietari di boschi (Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Paularo, Ravascletto e Sauris). La Rete si propone di lavorare e immettere sul mercato prodotti ad altissima sostenibilità ambientale operando sulla certificazione del legname e degli aderenti secondo lo schema PEFC, sulle caratteristiche fisico-meccaniche specifiche dell'abete friulano, sulla conoscenza e controllo, ai fini della loro riduzione, delle emissioni climalteranti dei cicli standard di produzione. La certezza della provenienza del materiale (trasparenza verso il cliente) viene assicurata da uno specifico logo e da un Regolamento interno che ne stabilisce e controlla sia l’uso che le transazioni ai fini della tracciabilità dei materiali. Dal 2017, la Rete aderisce al Forum Internazionale Weisstanne, associazione europea di sostegno e promozione dell’abete bianco con sede in Germania e allargata ad Austria, Svizzera e Francia. 

Quello della Rete FriûlDane è un progetto pilota di filiera “efficiente”, a basso impatto ambientale e con ridotte emissioni di CO2 (tutti gli operatori si avvalgono esclusivamente di energia rinnovabile e curano con l’utilizzo degli scarti di produzione a scopi energetici). Esso è particolarmente importante in quanto: punta a stabilizzare l'occupazione nelle imprese aderenti, assicurando un costante e sufficiente rifornimento di materiale da lavorare in un momento in cui gran parte del tondo prende la via dei mercati esteri (Austria in primis); valorizza una essenza (l’abete bianco) ritenuta, erroneamente, secondaria in quanto a qualità tecnologica e prestazionale, evidenziando quanto, in molti usi, sia pari, se non migliore, dell'abete rosso; rafforza la presenza sul mercato delle imprese locali,  sviluppando rapporti di solidarietà territoriale e attuando i principi dell’economia circolare; consente di realizzare prodotti innovativi sia per gli aspetti strettamente tecnologici (a esempio: resistenza alle intemperie; capacità di mantenere il proprio colore naturale, igroscopicità, compattezza), che per gli aspetti di processo (la pratica, per quanto possibile, dell’abbattimento durante la sospensione del periodo vegetativo e durante la fase lunare corretta, di un processo di stagionatura naturale esboscando tronchi già in parte stagionati in loco, ottenendo poi in segheria tagli di eccellente qualità, stabilità e durata temporale).

Tradizione e Innovazione: questo è, in sintesi, il cuore della nuova iniziativa. Tradizione come recupero di una cultura boschiva piena di saperi e di magisteri antichi. Innovazione come utilizzo di attrezzature e soluzioni tecnologiche atte a garantire maggior sicurezza sui luoghi di lavoro, capacità di proporre al mercato prodotti in legno massiccio, integrale, massello e lamellare, attenzione al processo produttivo.

A seguito della Tempesta Vaia, FriûlDane ha promosso un'azione solidale, mettendo in vendita dei “taglieri” ricavati da abeti bianchi caduti e destinando una parte del ricavato a favore del Comune friulano più colpito. Oltre 16.000 pezzi venduti e oltre 80 mc di tronchi di abete bianco recuperati sono un successo davvero inatteso. (Fonte:

Legambiente FVG

)

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Ecco le foto vincitrici di ScattailboscoPEFC 2020. Il Friuli VG c’è

Natura, cultura e anche…relax. Anche questa quarta edizione del concorso fotografico si è rivelato un momento in grado di unire tutti questi aspetti, facendoli incontrare proprio tra le chiome degli alberi, in paesaggi mozzafiato o in dettagli che sono in grado di raccontare la bellezza e la perfezione che solo la natura è in grado di esprimere.  Un’edizione particolare, iniziata nel pieno del lockdown e conclusa alle porte di questa strana estate 2020. Un’edizione che ha avuto un protagonista comune in molte foto: il sole (e i giochi di luce), quasi a voler rendere omaggio all’elemento che, nonostante tutto quello che succede nel Pianeta, continua costantemente a essere il pilastro portante per la vita vegetale e animale sulla Terra.

La classifica di #ScattailboscoPEFC20, frutto della valutazione della Giuria (composta da una rappresentativa del gruppo Canoniani, da un dottore forestale e da un referente di uno degli sponsor di questa quarta edizione del concorso) e del numero di like ottenuti su Instagram, è riportata qui di seguito.        
Ecco quindi di seguito i nomi dei vincitori!

Primo classificato - Ruggero Alberti – “Illuminato” (Trento - Mezzano Val de Stua)

Sul primo gradino del podio sale una vecchia conoscenza del concorso fotografico del PEFC. Ruggero Alberti, che nel 2018 con la foto “Il bosco incantato” scattata sotto alle Pale di San Martino, era salito sul secondo gradino del podio.  In questa edizione, grazie a un imponente larice, Ruggero riesce a vincere il concorso fotografico, aggiudicandosi anche l’ambito primo premio: un Pacchetto “esperienza” presso la tree house “Pigna” a Ugovizza (Udine). L’esperienza sull’albero prevede un soggiorno per due persone nella casa sull’albero “Pigna”, inclusivo di aperitivo di benvenuto, cena e trattamento di prima colazione serviti presso l’agriturismo Malga Priu. 

«In una fredda mattina di novembre poco dopo una nevicata – commenta il vincitore – avevo deciso di andare a fare un giro a piedi non lontano dal mio paese Mezzano, in Val de Stua. La zona esposta a Nord è situata a ridosso delle Vette Feltrine ostacolo quasi insormontabile per il sole, quasi insormontabile perché solo per pochi istanti durante il mese di novembre, questo riesce a fare capolino e illuminare la zona. Proprio sulla traiettoria dei raggi si trova questo imponente larice che illuminato esplode in tutta la sua bellezza: la calda luce accede l’albero che per qualche momento si mostra in tutta la sua maestosità quasi a sembrare dorato».

Secondo classificato - Davide Noia – “Blue velvet” (Toscana - Monte Amiata grossetana)

Ci spostiamo in Toscana (e più precisamente sul Monte Amiata) per andare a trovare il secondo classificato: Davide Noia con “Blue velvet”. Lo scatto, assicura al suo fotografo una fioriera realizzata da Legnolandia (Forni di Sopra, Udine), con legno di abete certificato PEFC e marchiata “Filiera Solidale” perché costruita con legno di alberi schiantati dalla tempesta Vaia. Lasciamo commentare la foto e le emozioni provate dall’autore stesso: «Durante la notte nelle eco nascoste del suo silenzio nelle vivaci ombre del giorno che si riflettono nella sua oscurità in quella vibrante armonia in cui persino il freddo sembra scaldarti, in un perfetto insieme di contrasti si trova la bellezza e se riesce a pervaderti allora puoi dire di aver trovato la pace che si porrà sulle tue spalle come un caldo mantello». 

Terzo classificato - Giacomo Luigi Menta – “Alba in pineta” (Toscana – Alberese, Grosseto)

Rimaniamo in Toscana, spostandoci sulla costa per andare a premiare il terzo classificato: Luigi Menta che con lo scatto “Alba in pineta” si aggiudica il terzo premio: una cornice realizzata da Leonardi wood con legno certificato PEFC di abete, che potrà utilizzare proprio per incorniciare questa “preziosa” foto. L’autore dello scatto si trovava in Maremma per fotografare principalmente animali ma, proseguendo con le sue parole «un giorno vidi i raggi del sole filtrare fra i rami della pineta. Il tutto mi piacque così tanto che cercai di trasmettere l’emozione di quel momento così magico e la capacità del sole di “scolpire” le chiome degli alberi».

Altre due foto sono state selezionate dalla Segreteria del PEFC Italia. Queste due foto, insieme alle tre foto che sono salite sul podio, hanno avuto l’accesso alla fase internazionale del concorso, e cercheranno quindi di aggiudicarsi il favore della Giuria internazionale e il primo premio di 2.000 franchi svizzeri, tra migliaia di foto inviate da tutto il mondo.

Le due foto sono:

“Tra i Fiori” di Anne Mäenurm, scattata in Friuli Venezia Giulia e più precisamente a Cervignano del Friuli (Udine), tra i boschi planiziali di Pradiziolo. Questi luoghi sono i resti dell’antica “Silva Lupanica”, la grande foresta che dopo l’ultima glaciazione ricopriva l’intera pianura compresa tra i fiumi Livenza e Isonzo nella Regione Friuli VG. In questo magico scenario, una volpe fa capolino tra la fioritura di aglio selvatico.

“Funghi in autunno” di Luca Baronchelli, scattata ad Andalo (Trento). Tra i caldi colori autunnali si stagliano illuminati dal sole dei candidi piccoli funghi, testimoniando la fortuna di essere nel bosco dopo un temporale nella splendida luce pomeridiana. (Fonte: PEFC Italia)














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Estate tra i boschi nel post lockdown: il decalogo PEFC Italia per rispettare le aree boschive e ridurre il rischio incendi

Quest’anno saranno molti gli italiani che resteranno in Italia e che sceglieranno mete di prossimità “isolate”, come montagne e boschi, per trascorrere qualche giorno in tranquillità, lontani dalle folle e circondati dalla natura. In questi ambienti, però, è fondamentale sapersi comportare correttamente per ridurre il rischio incendi e per rispettare l’habitat naturale, affinché questi luoghi possano continuare a offrire anche in futuro non solo occasioni di svago e relax ma anche beni e servizi ambientali.

A ricordarlo è il PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale.
 

“La cura dei boschi è da una parte compito di amministrazioni e gestori privati, dall’altra di chi li vive. In generale è fondamentale che le amministrazioni e i gestori forestali privati mettano in atto delle azioni preventive e di gestione attiva capaci di ridurre drasticamente il rischio di incendio nei boschi, nelle foreste e nelle aree verdi urbane”, spiega Maria Cristina d’Orlando, Presidente PEFC Italia.

In quanto garante della gestione sostenibile delle foreste, il PEFC è da sempre impegnato affinché il patrimonio forestale italiano venga protetto: il modo migliore per farlo è gestirlo correttamente. “Basti pensare che nelle aree gestite secondo gli standard PEFC, proprio perché è rispettata una serie di regole e di procedure di responsabilità verso il patrimonio forestale, la probabilità che si verifichino incendi è sette volte inferiore rispetto a foreste non gestite", sottolinea Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia. Questo anche perché c’è più sorveglianza (gli incendi dolosi sono ⅓ in numero rispetto alle aree non certificate) e controllo della quantità di materiale incendiabile (con attività di diradamento, di pulizia del sottobosco e controllo della quantità di legno morto a terra, per esempio)”.

Allo stesso tempo è però fondamentale il supporto dei cittadini e dei turisti. Come bisogna quindi comportarsi in boschi e foreste? Il PEFC Italia ha stilato un decalogo, con una serie di regole già rispettate nelle aree certificate, ma che sono valide per tutti spazi naturali al fine di preservarli e salvaguardarli.

 

1 - Campeggiare solo ove permesso

Campeggi e bivacchi notturni, se fatti in aree non predisposte, possono causare danni all’ecosistema e, in particolare, alla flora. Per questo è importante accamparsi solo dove permesso o in aree attrezzate. In Italia, inoltre, la normativa legata al campeggio libero varia da regione a regione: per evitare sanzioni è necessario informarsi prima di partire.

 

2 - Non accendere fuochi e fare attenzione nelle aree predisposte

Accendere un fuoco al di fuori degli spazi sicuri appositamente predisposti e segnalati è assolutamente vietato. In ogni caso, anche all’interno delle aree organizzate è necessario avere alcuni accorgimenti: bisogna fare attenzione al vento, che potrebbe sollevare le braci e disperderle, e assicurarsi di spegnere il fuoco con cura prima di allontanarsi.

 

3 - Fare attenzione a dove si parcheggia l’auto

Non solo quando ci si incammina lungo un sentiero, anche appena arrivati in un’area verde è necessario prestare attenzione a non causare danni. Se si arriva in auto, infatti, il calore della marmitta potrebbe innescare un incendio, soprattutto se a contatto con la vegetazione secca: per questo è fondamentale parcheggiare in aree predisposte o non a rischio.

 

4 - In caso di incendio chiamare le autorità preposte

In caso di incendio la prima cosa da fare è chiamare subito i Vigili del Fuoco (115) - o le autorità preposte a livello locale - e allontanarsi in fretta. Nel caso in cui non fosse possibile, buona regola è cercare di posizionarsi con le spalle al vento o cercare di raggiungere la zona già bruciata, dove il rischio di essere raggiunti dal fuoco è minore.

 

5 - Non disturbare gli animali

Dagli esemplari più piccoli a quelli più grandi, anche la fauna deve essere rispettata e salvaguardata. Se si incontra un animale è importante non disturbarlo, spaventarlo o avvicinarlo, e non dargli da mangiare. In caso di animali feriti e impossibilitati a muoversi si suggerisce di contattare i Carabinieri Forestali.

 

6 - Non lasciare tracce del tuo passaggio e non abbandonare i rifiuti

I rifiuti abbandonati nei boschi non solo costituiscono un rischio per la salute in caso di incendio, ma possono anche innescare o  alimentare i fuochi stessi, tra tutti i pericolosissimi mozziconi di sigaretta. Per sopperire alla mancanza di cestini all’interno delle zone naturali e forestali, è buona regola avere sempre con sé un sacchetto nel quale riporre i propri rifiuti per poi gettarli nelle apposite aree.  

 

7 - Seguire sempre i sentieri

Non uscire dai sentieri non solo permette di evitare inutili rischi per la propria sicurezza, ma anche per quella dell’intero habitat. Camminare in mezzo alla vegetazione e in aree non predisposte può infatti causare danni all’ecosistema e un’eccessiva erosione del terreno che, a lungo andare, può avere conseguenze molto gravi.

 

8 - Fare la propria parte

Camminando in mezzo alla natura può capitare di imbattersi in bottiglie, lattine o rifiuti di altro genere lasciati da chi ci ha preceduto. Fare la propria parte e rispettare boschi e foreste significa anche rimediare agli errori altrui, raccogliendo ciò che le altre persone hanno abbandonato, senza voltarsi dall’altra parte.

 

9 - Rispettare il luogo e la flora

Rispettare i boschi significa rispettare ogni elemento e preservare la sua biodiversità, è quindi importante non rompere o strappare la vegetazione, né portare via nulla. In caso di raccolta di prodotti forestali stagionali non legnosi, come funghi e tartufi, le norme possono invece variare da territorio a territorio ed è quindi fondamentale informarsi prima di compiere qualunque azione.

 

10 - Salute anche nei boschi

Anche in aree boschive e turistiche è importante pensare alla salute e attenersi - soprattutto in questo periodo - alle indicazioni anti-Covid che vengono diffuse dai gestori forestali. Oltre a lavarsi spesso le mani e munirsi di flaconi di gel disinfettante a base idroalcolica, è bene mantenere la distanza interpersonale minima di 2 mt anche nelle sedute delle aree di sosta, e indossare la mascherina durante le soste e nell’incrocio con altre persone, evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri indumenti indossati per l’attività motoria, ma riporli in zaini o borse personali ed evitare di lasciare zaini ed attrezzatura tecnica sulle panche o sui tavoli. Allo stesso modo è fondamentale riportare dispositivi di protezione usati e i rifiuti a valle ed evitare l’utilizzo di aree barbecue, bracieri e fornelli qualora sconsigliato dai gestori forestali.

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Foreste Fvg: tagli a raso contro il diffondersi dei patogeni

«Il livello di allarme per i boschi della montagna friulana è altissimo, a seguito dei pesanti danni causati dalla tempesta Vaia di fine 2018 e di quelli conseguenti alle malattie delle piante derivanti dal bostrico. Decine di ettari di abete rosso stanno sparendo e, non essendo curabili, è necessario prendere una decisione drastica per fermare la moria: bisogna intervenire non con un taglio selezionato dei soli abeti malati, ma con un taglio raso che comprenda anche le piante nelle aree vicine e che possa prevenire il diffondersi dei patogeni». 

A lanciare l'allarme, con una nota, è il consigliere regionale del Pd, Enzo Marsilio, che in II Commissione consiliare, in occasione dell'esame del Ddl 99 sull'Assestamento di bilancio 2020-2022, ha manifestato all'assessore alle Risorse forestali e alla Montagna, Stefano Zannier, la necessità di: «Un intervento finanziario per consentire alle amministrazioni locali di pagare gli interventi di tagli ed esboschi nelle aree, anche private, colpite dalla malattia dei boschi causata dal bostrico. Accanto all'aspetto economico - scrive Marsilio -, c'è anche quello relativo alla possibilità o meno di entrare in aree private dove sono presenti gli abeti malati: per questo è necessaria un'ordinanza che consenta l'ingresso per eseguire i lavori necessari. Abbiamo capito che una cura non è possibile, l'intervento, se pur forzato va fatto anche per evitare situazioni simili a quelle vissute in Puglia con la Xylella, il batterio killer che ha decimato centinaia di ulivi». (Fonte: ARC)

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Certificazione e fondi pubblici per l’associazionismo forestale

Di Eleonora Mariano

Sul sito istituzionale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è stato pubblicato un bando per la selezione di proposte progettuali per la costituzione di forme associative o consortili di gestione delle aree silvo-pastorali.
Il bando rappresenta un’importante opportunità per i territori nella piena attuazione del Testo unico forestale e in questo contesto la certificazione forestale assume un ruolo strategico per almeno due aspetti.
Il primo è legato alla possibilità di avviare percorsi che portino alla certificazione aggregata (l’approccio alternativo alla certificazione individuale) che consente la certificazione di più proprietari forestali sotto forma di certificazione di gruppo. Tale approccio è stato ideato specificatamente per le proprietà forestali di piccole dimensioni, dimensioni familiari o comunitarie e garantisce che la certificazione PEFC sia conveniente e pratica. Oggi in tutto il mondo, circa un milione di piccoli proprietari forestali ha ottenuto la certificazione PEFC attraverso questo metodo, a testimonianza del fatto che la certificazione forestale è possibile anche per i piccoli proprietari forestali.
Il secondo aspetto è legato specificatamente ai criteri premianti riportati nel bando. Tra tutti gli aspetti valutati, infatti, viene attribuito un punteggio aggiuntivo per la capacità di sviluppare attività imprenditoriali e creare di nuova occupazione, per lo sviluppo di filiere locali e per la certificazione forestale.

Il bando e la modulistica sono riportati al seguente link: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15522

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Città e cambiamenti climatici, PEFC: 6 motivi per curare gli alberi e piantarne di nuovi

Riduzione del particolato e della CO2, mitigazione della temperatura, regimazione delle acque e aumento del valore degli immobili. Sono questi alcuni dei vantaggi della presenza di alberi e foreste nelle città, che l’emergenza sanitaria e i mesi di lockdown hanno messo ancora più in evidenza, sottolineando l’importanza di avere spazi verdi facilmente accessibili e ben distribuiti in tutto il tessuto urbano e portando alla riscoperta della necessità del contatto con la natura stessa, portatore di benefici sia fisici che mentali. A fare il punto è PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale.

 

Nelle città si concentra circa l’80% delle emissioni di gas-serra e la maggior parte della popolazione urbana del pianeta, il 70% nel 2030, in Italia il 72% già nel 2020. “Le città quindi sono, e saranno sempre di più, responsabili del cambiamento climatico in atto e tutte le politiche volte al contrasto dell’innalzamento della temperatura terrestre dovranno partire dai centri abitati”, spiega Maria Cristina d’Orlando, presidente del PEFC Italia.
Anche gli alberi e le foreste urbane - ovvero l’intera rete che include alberature stradali, boschi, gruppi di alberi e singole piante che si trovano in aree urbane e periurbane - rappresentano infatti, insieme alle foreste delle aree rurali e soprattutto montane, le cosiddette “green infrastructure” necessarie per far fronte ai cambiamenti climatici: soluzioni naturali ad un problema ambientale che, con investimenti contenuti, portano maggiori vantaggi nel tempo. Strutture che vanno a contrapporsi alle “grey infrastructure”, opere ingegneristiche che, in campo ambientale, aiutano a tamponare un determinato problema, provocando spesso danni collaterali.

 

“La cura degli alberi è una disciplina molto evoluta e che porta importanti benefici: ci vogliono però tempo, risorse e lungimiranza amministrativa”, aggiunge D’Orlando. “Proprio per questo, PEFC, partendo dalla sua consolidata esperienza in materia di gestione forestale sostenibile acquisita in decenni di lavoro nella grandi foreste del mondo e nelle aree montane e interne della nostra penisola, sta lavorando a un nuovo standard di certificazione della corretta gestione delle foreste urbane, così che i proprietari o le amministrazioni possano certificare il proprio impegno e la propria gestione sostenibile delle alberature”. A fine estate verrà attivato il forum per la definizione del nuovo standard, che si affiancherà a quello delle foreste e a quello delle piantagioni.

 

“Gli alberi sono dei partner straordinari per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico attualmente in atto. Ma ci vuole l’albero giusto al posto giusto, gestito correttamente, cioè è necessaria sia la competenza pianificatoria e progettuale, che quella gestionale ed operativa”, dichiara Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia. “Questo renderà anche economicamente, perché investire nei servizi ecosistemici forniti dalla vegetazione permette di risparmiare tante risorse future. La sfida è ancora più impegnativa per il settore tecnico perché l’ambiente artificiale in cui si inserisce attualmente la vegetazione è meno ospitale di quello del passato, per il suolo più compattato, la maggior cementificazione, con eventi atmosferici estremi (vento, piogge, gelate e alte temperature, siccità) più frequenti e dannosi. Crediamo fermamente nel ruolo che possono svolgere gli alberi in questo contesto e per questo stiamo anche lavorando a stretto contatto con il Comitato Alberitalia per portare a termine il grandioso progetto che prevede la messa a dimora di 60 milioni di nuovi alberi in Italia, che PEFC punta a collocare in contesti di pianura e urbani”.

6 motivi per curare gli alberi in città e piantarne di nuovi

 

1 - Riduzione inquinamento atmosferico

Con più di 66.000 decessi prematuri all’anno [1], l’Italia è lo Stato membro UE più colpito in termini di mortalità connessa al particolato (PM 10 e PM 2,5) che deriva principalmente dal traffico veicolare. Il ruolo degli alberi urbani nell’assorbimento e riduzione di tali particelle è fondamentale: si calcola che ogni ettaro di foresta urbana sia in grado di assorbire fino a 30 kg di Pm10 all’anno [2].

 

2 - Riduzione CO2 e sequestro di carbonio

Le città generano l’80% di emissioni di gas serra e le piante urbane giocano un ruolo cruciale grazie alla loro capacità di sequestrare la CO2 attraverso la fotosintesi e quindi di immagazzinare carbonio (carbon sink) nella biomassa vegetale e nel suolo: una pianta con caratteristiche nella media situata in un clima temperato e in città assorbe tra i 10 ed i 20 kg CO2/anno.

 

3 - Riduzione temperature in eccesso
Altro fenomeno drammatico in termini ambientali e che rischia di abbassare la qualità della vita delle persone è quello delle isole di calore, che determina un microclima più caldo (tra gli 0,5 e i 3 °C) all'interno delle aree urbane cittadine rispetto alle circostanti zone periferiche e rurali. Inoltre, a differenza degli edifici, gli alberi quando si surriscaldano emettono vapore acqueo dalla chioma, contribuendo ad abbassare la temperatura delle foglie e di tutto l'ambiente circostante. Con l’ombreggiamento e l'evapotraspirazione, gli alberi possono contribuire ad una riduzione della temperatura mediamente di 3.5°C [3] e quindi anche ad una riduzione dell’uso dei condizionatori fino al 30% [4].

 

4 - Aumento valore immobiliare

I servizi ecosistemici su tutto il territorio nazionale hanno un valore annuale complessivo che si stima arrivi a superare i 220 miliardi di euro [5]: si tratta in gran parte di un valore non riconosciuto dal mercato. Ma negli ambiti residenziali gli alberi hanno un valore economico diretto e tangibile, generando un miglioramento urbano e aumentando l’appetibilità del luogo - e quindi il valore degli immobili - anche del 20% [6].

 

5 - Regolazione acqua e rischio idrogeologico

Gli alberi e le radici possiedono qualità straordinarie che consentono di svolgere un’azione protettiva nei confronti delle comunità: rallentano i tempi di corrivazione dell’acqua piovana e il deflusso, soprattutto durante fenomeni meteorologici estremi come le sempre più frequenti bombe d’acqua, contribuendo a ridurre l’erosione del suolo e il rischio di esondazione. Senza l’azione degli alberi, si calcola che ogni anno lo stato italiano dovrebbe spendere per la riduzione del rischio idrogeologico dai 35 ai 149 miliardi di euro [7].

6 - Creazione spazi ricreativi e di aggregazione
Un beneficio immateriale strategico importantissimo, emerso chiaramente nei mesi di lockdown, è l’offerta di spazi ricreativi e di aggregazione. I parchi alberati e le foreste urbane costituiscono degli ambienti naturali in cui le persone possono incontrarsi, giocare e interagire aumentando di conseguenza il valore delle aree limitrofe e contribuendo alla creazione di identità locale e di nuove opportunità culturali e formative.

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2020: Anno della biodiversità. Celebralo con noi nella Foresta di Ampezzo, con un corposo programma di iniziative turistiche!

A conclusione del progetto europeo BioΔ4 (Nuovi strumenti per la valorizzazione della biodiversità degli ecosistemi forestali transfrontalieri), sono iniziate da alcuni giorni le previste attività turistiche tramite le quali i Comuni di Ampezzo e Sauris desiderano valorizzare la ricchezza della biodiversità della Foresta di Ampezzo. Sono tre le declinazioni proposte alla fruizione di tutti: biodiversità e arte con 3 laboratori di Land Art (26 luglio, 2 e 6 agosto, in Piano Flobia); biodiversità e benessere con 10 esperienze di forest bathing (bagno di foresta e yoga nella foresta, nelle vicinanze della casera Titina); biodiversità e gestione del bosco, con 16 escursioni organizzate, tra giugno e ottobre 2020 (le prenotazioni vanno effettuate presso gli Uffici Turistici di Sauris e di Ampezzo).

Oltre ai Comuni citati, anche la cooperativa Legno Servizi, assieme alla rete d’imprese FriûlDane, la rete d’imprese Sauris/Zahre, Federconsumatori Fvg, Consorzio Boschi Carnici e PromoTurismoFvg, sostengono le attività turistiche programmate e la ricerca di nuovi modelli promozionali per la Foresta di Ampezzo che, con il progetto BioΔ4, ha dimostrato di possedere un elevato contenuto di biodiversità.

Il 2020 è l’anno conclusivo del decennio 2011-2020 che le Nazioni Unite hanno voluto dedicare alla biodiversità, fortemente ripreso dal Ministero per l’Ambiente italiano, ed è all’interno di questa riflessione mondiale che si colloca il corposo programma di iniziative che ruotano attorno alla Foresta di Ampezzo situata nell’alta Val Lumiei e comprendente alcuni tra i boschi più belli della Carnia: il bosco Bernon, il bosco della Stua, il bosco Cavallo, il bosco Flobia, il bosco Colmajer. Dalla sponda meridionale del Lago di Sauris e dal margine della selvaggia gola del torrente Lumiei, questi boschi, di notevole pregio naturalistico, si estendono fino al Passo del Pura (1.428 m.s.l.m.) e alla base del Monte Tinisa.

I boschi di Ampezzo, inoltre, sono dotati di diverse aree adatte allo sviluppo di attività legate all’educazione ambientale. La presenza di un biotopo importante per gli alti livelli di biodiversità, sia floristica che faunistica, presso Cima Corso; il sentiero naturalistico Tiziana Weiss; le aree schiantate da “Vaia” (che offrono la possibilità di uscite dedicate alla spiegazione dell’importanza della gestione forestale); il sentiero didattico del Pian del Cjavai e il sentiero didattico Bosco Flobia, attrezzato anche per non vedenti, creano diverse possibilità legate alla promozione e alla conoscenza dell’importanza della gestione umana per la conservazione della biodiversità. Da queste realtà, è emersa la possibilità di creare un’offerta turistica organizzata abbinata a un programma di educazione ambientale tramite visite naturalistiche guidate per l’estate 2020. Trattasi di 16 escursioni (l’ultima, il 31 ottobre) condotte da guide professionali iscritte ad Aigae dotate di particolare conoscenza dei luoghi di accompagnamento. Le visite saranno fondamentalmente orientate a far conoscere la biodiversità esistente nella foresta di Ampezzo così come studiata, quantificata e certificata con il progetto BioΔ4.

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Coronavirus: per la montagna ripartiamo dal legno (locale)

Dopo la fase acuta del Covid-19 e la devastazione della tempesta Vaia, due eventi gravi che hanno pesato molto sul debole tessuto produttivo montano, occorre produrre un grande sforzo e una grande capacità collaborativa per cogliere le potenzialità che l’uso massiccio del legno locale possono offrire ai territori montani. Un potenziale di crescita che potrebbe moltiplicare almeno per 10 gli attuali valori, creando molte decine di nuovi posti di lavoro, nelle aree periferiche dove la crisi si fa sentire maggiormente e dove l’attuale situazione potrebbe favorire ulteriormente una “discesa verso il basso”. Esiste un patrimonio forestale di prim’ordine, disponibile in quantità più che sufficiente a dar da lavorare agli operatori locali, che non riesce a essere valorizzato in loco, ma finisce per buona parte all’estero assieme al valore aggiunto che potrebbe generare. Questa la visione della cooperativa Legno Servizi, attrice attiva del settore.

Occorre che gli operatori, assieme alla Regione, sviluppino una visione che metta al primo posto la crescita e la creazione di nuove imprese capaci di trasformare il prodotto “in casa”, che investano in nuove tecnologie di trasformazione, di conservazione, di nuovi prodotti, che contribuiscano alla valorizzazione del patrimonio forestale “in loco” per contrastare l’esportazione del legname tondo verso altre destinazioni. Una valorizzazione che trovi coinvolti tutti i soggetti della filiera: imprese di utilizzazione, di trasformazione e segherie, in un progetto che può contare su un “vantaggio competitivo” che molti non hanno: la materia prima di qualità, certificata per la gestione forestale sostenibile, disponibile in buone quantità. 

Nei prossimi anni, e già i segnali ci sono, non possiamo organizzare la produzione nelle aree montane su comparti che dipendono sempre più da filiere e dinamiche di mercati che non controlliamo; non possiamo soggiacere a ricorrenti tensioni sulla materia prima legno, per la quale assistiamo a periodiche “corse all’accaparramento”, schiacciati dalla logica del più forte. Se non ci sarà una “concorrenza locale” capace di contrastare questi fenomeni, assisteremo alla svendita dei nostri boschi e alla “schiavitù” del materiale (lavorato) da importazione. Le nostre foreste soffriranno, le nostre imprese saranno costrette a sopravvivere e faticheranno a reggere l’urto. 

Dunque, ripartiamo dal legno locale! Gli ingredienti per un buon risultato ci sono tutti. Da Legno Servizi, dal Consorzio Boschi Carnici, dall’Associazione dei Boscaioli (Aibo), alle varie reti di imprese che in questi anni si sono costituite, alle segherie, ci sono le professionalità per migliorare e progredire assieme, aumentando gli occupati, facendo crescere il territorio, ora in sofferenza.

Questa è la proposta lanciata da Legno Servizi per rilanciare il comparto del legno nelle zone montane della regione e per ricominciare, oltre la normalità di prima, dopo Covid-19.

«Lo facciamo convinti che il futuro, che è già presente, premierà il settore, persuasi che se adeguatamente sostenute, le nostre imprese potrebbero crescere significativamente – afferma Emilio Gottardo, presidente della cooperativa carnica. Lo facciamo per mantenere competitive e propositive le nostre imprese associate, soprattutto in questo momento. Ma non ci riusciremo da soli. Riusciremo a incidere e a suggerire a chi ci governa la direzione da mantenere se saremo uniti e convinti prima di tutto noi, imprenditori e organizzazioni di questo territorio. Se lo faremo, avremo più forza e chi ci governa ci ascolterà. Il territorio ne ha bisogno, e ripartire dal legno locale per un suo uso generalizzato nelle costruzioni e negli arredi urbani, come hanno fatto, prima e meglio di noi, altri territori contermini, sarà di gran beneficio anche per le casse regionali. In questa ottica, Legno Servizi, assieme a soggetti pubblici e privati qualificati, si è fatta promotrice di una proposta concreta che verrà presentata prossimamente alla Regione per sostenere tutto il comparto foresta-legno nell’ottica di un uso diffuso e crescente del legno locale come materiale da costruzione. Mai come oggi – conclude Gottardo - scelte che maturano altrove hanno influssi sulla porta di casa. Per questo occorre un approccio glocale: globale nella visione, locale nell’attenzione alla capacità produttiva nostra». (Essegipress)

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Agronomi e forestali bocciano il piano Colao

Severo il giudizio del Conaf (Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali) sul documento post- Covid 19 redatto dalla Commissione di esperti nominata dal Governo e presieduta da Vittorio Colao. «Doveva offrire una visione del Paese dopo la pandemia, ma scorda completamente il settore agroalimentare e non immagina un futuro sostenibile per il Paese, ignorando le linee tracciate dalle Nazioni Unite con Agenda 2030. La prima cosa che salta agli occhi – mette in evidenza Sabrina Diamanti, presidente di Conaf -  è la completa assenza del settore agroalimentare. Parliamo di un settore di importanza strategica per il rilancio del Paese, che vale circa 60 miliardi, di cui più di 40 di export (dati CREA) e che pone l’Italia come leader per la qualità e la sicurezza dei suoi prodotti. Un settore che durante l’emergenza Covid 19 ha continuato a fornire il suo apporto indispensabile ai consumatori e non si è fermato neanche durante il lockdown, dalla produzione, alla trasformazione, alla vendita, continuando a garantire qualità, sicurezza ed eccellenza dei prodotti italiani, a cui anche i dottori agronomi e dottori forestali hanno contribuito con il loro supporto di progettazione e consulenza». 

«La seconda grave lacuna – continua Marcella Cipriani, vicepresidente di Conaf - è l’assenza dei riferimenti alla strategia europea “‘Farm to Fork”, che definisce il ruolo dell’agroalimentare nell’ambito del Green Deal Europeo per avviare la transizione verso un sistema agro-alimentare più sostenibile. Il “Piano per il rilancio dell’Italia” lo ignora totalmente, così come decontestualizza gli accordi internazionali di Agenda 2030, citata in maniera generica».

Infine, mette ancora in evidenza il Conaf, il Piano non prevede il tanto auspicato ammodernamento delle libere professioni: permane la confusione dei livelli formativi universitari derivanti dal DPR 328/2001, non è previsto un piano di innovazione delle professioni che svolgono un ruolo fondamentale per il rilancio del Paese, sia in termini di competenza che in termini di sussidiarietà.

«Crediamo – concludono i vertici del Conaf - che il piano debba essere rivisto con una visione globale, con le opportune correlazioni agli obiettivi di Agenda 2030 e ai suoi target e indicatori. Porteremo le nostre proposte agli Stati Generali dell’Economia chiedendo di realizzare un piano che ridefinisca i modelli di vita nelle città e nelle comunità, che ridistribuisca popolazione e insediamenti produttivi sulla base di criteri nuovi, privilegiando la prossimità all’aggregazione, che applichi la trasparenza del cibo seguendo la strategia “Farm to Fork”. Un piano che consideri, finalmente, applicato il superamento del Pil come unico indicatore di benessere e che preveda la monetizzazione di tutti quei servizi ecosistemici generati in alcune aree del Paese a beneficio di altre. In sostanza, un vero piano di rilancio del Paese a cui, ovviamente, i dottori agronomi e i dottori forestali si candidano a partecipare». (Fonte: Terra e Vita)

 

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Covid-19 e foreste, PEFC: la filiera del legno non si è fermata e si reinventa per la Fase 2

Ripristinare gli ecosistemi forestali distrutti dalla tempesta Vaia anche durante l’emergenza sanitaria, contribuendo a preservare la salute delle persone. Con questo obiettivo, anche durante tutta la fase di lockdown più stringente, una parte della filiera del legno non si è fermata, contribuendo al ripristino del nostro patrimonio forestale e alla sicurezza delle comunità, montane e non.
 

A ricordarlo è il PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l'ente normatore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale: “Anche nella fase di chiusura delle attività, grazie all’attento lavoro delle aziende certificate PEFC e di tutti gli operatori del settore è stato possibile che una parte della filiera proseguisse l’attività, consentendo di non interrompere il recupero del legname distrutto da Vaia e di rifornire le aziende della filiera medicale e alimentare, assicurando la circolazione di persone, merci e mezzi di soccorso durante la pandemia”, spiega Maria Cristina D’Orlando, presidente del PEFC Italia. Questo ha permesso inoltre di non fermare il lavoro di tante aziende anche a valle della filiera, sostituendo il legname di importazione. “La gestione del bosco e la selvicoltura sono attività sostenibili che permettono di produrre legno, materia prima rinnovabile per eccellenza, e di contribuire al mantenimento  e miglioramento del bosco e dei suoi servizi ecosistemici: protezione del territorio, paesaggio, clima, acqua, ricreazione, prevenzione del rischio incendi, specialmente ora che andiamo verso la stagione calda”.
 

Vari i gestori forestali certificati PEFC che hanno continuato a lavorare, dalla Magnifica Comunità di Fiemme in Trentino ai Consorzi Forestali della Lombardia e Friuli Venezia Giulia, oltre ai numerosi gestori di proprietà collettive in Veneto ed Emilia Romagna.
 

Ora la filiera del legno riparte con idee e progetti innovativi che vanno incontro alle nuove necessità dei cittadini e alle nuove dinamiche lavorative e sociali che si stanno delineando con la Fase 2.
 

“Dai tavoli per lo smart working alle barriere anti contagio, fino alla logistica e al delivery, il legno si rivela un materiale straordinario: sostenibile, reperibile facilmente sul territorio e con importanti proprietà antibatteriche”, dichiara Antonio Brunori, Segretario Generale PEFC Italia. “La crisi attuale ci mostra, ancora una volta, l’importanza di rivedere la nostra economia, deglobalizzando quelle risorse che non avremmo bisogno di importare, scegliendo materiali più sostenibili e naturali e valorizzando le eccellenze legate alla green economy che si trovano sul nostro territorio”.  
 

Dalla filiera del legno, quattro storie di aziende che lottano contro il Covid-19
 

Estate 2020 in sicurezza e sostenibilità con le soluzioni in legno solidale

In vista della stagione balneare post-Coronavirus, Legnolandia - il marchio friulano che dal 1830 lavora il legno per la creazione di bio-costruzioni, parchi gioco, arredi pubblici e privati - ha progettato un innovativo posto ombrellone in grado di rispondere alla necessità di sicurezza e distanziamento sociale, senza rinunciare alla piacevolezza della vita da spiaggia, alla privacy ed alla facilità di accesso per le persone con disabilità. Si tratta di strutture modulari a basso impatto, superficie di 16 metri quadrati (4x4), realizzate con due soli materiali: il legno solidale proveniente dalle foreste friulane abbattute dalla tempesta “Vaia” del 2018 e garantito dal logo “Filiera Solidale PEFC”, e un tessuto traspirante utilizzato anche per la  produzione delle comuni mascherine chirurgiche. Le dimensioni delle pareti protettive, larghe 4 e alte 1.8 metri, consentono al sole di illuminare lo spazio interno dalle 9.30 del mattino fino alle 18. L’utilizzo del tessuto TNT rappresenta invece la soluzione ideale per la circolazione dell'aria con il dovuto filtraggio protettivo. Funzionali ma anche confortevoli: gli spazi pensati da Legnolandia possono essere dotati di ombrelloni, lettini, tavolini e portarifiuti, tutti rigorosamente in legno certificato e solidale, per consentire il consumo di pasti rimanendo comodamente nel proprio spazio ed evitare gli assembramenti ai chioschi spiaggia. Anche l’accesso non è lasciato al caso: passatoie a doppio senso di percorrenza consentono di raggiungere in sicurezza il proprio ombrellone, mentre passerelle mobili aggiuntive facilitano l'ingresso alle persone con disabilità.
 

Prodotti per la Fase 2: rispettare le distanze con le barriere sostenibili
Reinventare i propri prodotti, adattandoli alle necessità attuali: è quello che ha fatto la ditta di Casalmaggione (Cr) certificata PEFC Aschieri - De Pietri, lanciando sul mercato una barriera protettiva composta da plexiglass e abete certificato 100% PEFC, di provenienza alpina. Si tratta di una struttura facile da assemblare e smontare, senza viti, così da essere pratica e utile - oltre che sostenibile - per venire incontro alle esigenze di esercizi pubblici e privati, dai negozi agli studi, dove le barriere sono e saranno necessarie per contribuire alla riduzione del contagio e rispettare le distanze di sicurezza senza tuttavia limitare la comunicazione. Nata come azienda produttrice di pallet e imballaggi, la Aschieri - De Pietri ha poi ampliato la propria offerta con prodotti originali e creativi e anche in questa occasione non manca di dimostrare la propria versatilità adattando la propria produzione.

 

Filiera locale per promuovere l’economia dei territori in lockdown
Azienda BCorp di Viadana (Mantova) da sempre impegnata nella produzione sostenibile di pallet in legno, la Palm Spa è un esempio dell’importanza del lavoro orientato verso un sistema economico inclusivo, equo e rigenerativo: grazie ad una filiera di approvvigionamento di legno italiano (pioppo della Pianura Padana e abete delle Alpi del Nord Est) e all’acquisto di legname della Filiera Solidale PEFC proveniente dall’allestimento delle piante abbattute da Vaia, durante il periodo di lockdown Palm non ha subìto ripercussioni o interruzioni di forniture del legname che sarebbe venuto dall’estero e allo stesso tempo ha contribuito a promuovere l’economia locale. In questo modo, nei mesi di lockdown Palm ha potuto dare stabilità e garantire i volumi di fornitura di pallet in legno PEFC per aziende del settore farmaceutico, biomedicale e ortofrutticolo.

Smart working nel bosco con le aree attrezzate

“Lavora di fronte alla montagna anziché fare una montagna di lavoro": lavoro agile, ma in mezzo al bosco. È la soluzione pensata dall'azienda certificata PEFC La Fattoria Del Legno di Andrea Zenari a Caltrano (VI), tipica tree farm dove al vivaismo si associa la valorizzazione del territorio con funzione turistica e didattica. La Fattoria permette ora di prenotare il proprio tavolo per lo smart working, per lavorare in pieno relax e immersi nel bosco presso aree attrezzate - realizzate con i tronchi schiantati dalla tempesta Vaia. Il tutto nel completo rispetto delle misure adottate dal Governo per il contenimento e la gestione dell’emergenza sanitaria. Inoltre, la tree farm sta realizzando tavoli in legno certificato PEFC e garantito dal logo “Filiera Solidale” da collocare nelle aree esterne degli uffici e dei co-working, così da aumentare le postazioni disponibili sfruttando la stagione calda in arrivo.

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Pellet in Parlamento: Muroni (LeU) firma l’emendamento sul reverse charge

AIEL - Associazione italiana energie agroforestali che da tempo ha avviato un serrato confronto sul tema con le istituzioni e le autorità preposte, accoglie con soddisfazione l’iniziativa della parlamentare che intende correggere il progressivo aumento dei fenomeni di evasione ed elusione fiscale dell’IVA sul pellet registratosi dopo il 2015, quando la Legge di bilancio ha portato l’IVA sul pellet dal 10 al 22%.

L’Italia è infatti diventata uno dei Paesi europei con la più alta aliquota su questo combustibile, ma le maggiori entrate che avrebbero dovuto generarsi grazie all’aumento dell’IVA sul pellet non si sono di fatto mai realizzate, intaccando invece il livello di legalità di un mercato tradizionalmente “povero” e caratterizzato da limitati margini economici per gli operatori.

Il fenomeno ha un impatto negativo e significativo sull’intero mercato del pellet, il cui andamento risulta distorto dalla competizione sleale e fraudolenta di aziende che, eludendo l’IVA, possono pagare di più i produttori e rivendere i prodotti di importazione a prezzi più concorrenziali.

In un mercato nazionale caratterizzato da un consumo complessivo annuo di oltre 3 milioni di tonnellate, di cui almeno 2,6 milioni di tonnellate di provenienza estera, si stima che fra le 750.000 e 1 Milone di tonnellate siano commercializzate senza il versamento dell’imposta sul valore aggiunto, per un valore economico annuo stimabile fra i 38 e 50 milioni di Euro, a cui si aggiunge un ulteriore mancato gettito di tassazione indiretta che è ipotizzabile ritenere altrettanto ampio.

Estendendo il meccanismo del reverse charge (o inversione contabile, che sposta il carico tributario IVA dal venditore all’acquirente) anche ai prodotti di pellet di legno, tutti gli operatori della filiera saranno in grado di tornare ad un regime di leale concorrenza, garantendo un recupero di gettito importante per l’erario, di fatto a costo zero.

Il nostro emendamento recepisce le istanze della filiera legno-energia di una necessaria e ineludibile lotta all’evasione fiscale e al contrasto delle frodi – ha spiegato l’Onorevole Muroni – salvaguardando allo stesso tempo gli operatori del settore che sono danneggiati dai fenomeni elusivi”.

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In Fvg la produzione silvicola vale 13 milioni di euro

Il valore della produzione forestale italiana, nel 2018, è stato di poco superiore a 1,6 miliardi di euro (2,8% del complessivo del settore agricolo), per un valore aggiunto di circa 1,4 miliardi di euro (4,2% del complessivo del settore agricolo). Entrambi questi indicatori economici sono cresciuti, nel 2018 rispetto al 2014, rispettivamente del 6,8% e del 13,3%. Negli anni precedenti - fra il 2005 e il 2015 - si era registrato anche un incremento del 4,9%, della superficie forestale della Penisola dovuto, soprattutto, alla cessata coltivazione di terreni agricoli poco produttivi o comunque di difficile accesso. Questo è quanto emerge da un’analisi del Centro Studi di Confagricoltura, basata su dati Istat, sulla situazione del patrimonio boschivo nazionale. Un patrimonio, la cui utilizzazione economica – precisa inoltre il Centro Studi - è generalmente modesta, soprattutto per via della morfologia del territorio e della conseguente difficile accessibilità della maggior parte delle aree forestali.

Le regioni con il valore della produzione silvicola più elevato sono, con largo margine, la Sardegna (397,2 milioni di euro) e la Calabria (371,7). In Friuli VG è di quasi 13 milioni di euro (+11,43% rispetto al 2014). Le regioni col maggior numero di aziende agricole iscritte nel Registro delle Imprese per l’attività silvicola sono Toscana (1.646) e Piemonte (1.276). In Friuli VG sono 345 (in diminuzione). Stando ai dati del 2015, la superficie boscata totale, in Friuli VG, occupa 365.486 ettari (in crescita) che equivale al 46,52% dell’intera superficie regionale.

L’utilizzazione economica del patrimonio forestale italiano è generalmente modesta soprattutto in ragione della morfologia del territorio e della conseguente difficile accessibilità della maggior parte delle aree forestali: il rapporto fra valore della produzione e superficie forestale, per quanto solo indicativo, segna a livello nazionale circa 135 euro per ettaro e, per il Friuli VG, 30,44 euro per ettaro (175 euro per ettaro in Trentino Alto Adige…).

Infine, in Friuli VG il patrimonio forestale (2° Inventario Nazionale delle Foreste 2005) è per il 59,7% di proprietà privata. 

Il Centro Studi di Confagricoltura nota che l’incremento del patrimonio forestale contribuisce, fra l’altro, alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, grazie al maggior “assorbimento” di anidride carbonica e alla maggiore “produzione” di ossigeno.

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Inventario Bausinve Fvg 2019

Sono stati pubblicati dall’Ersa Fvg i dati di Bausinve 2019, sullo stato fitosanitario delle foreste del Friuli VG. Nel 2019, l’Inventario fitopatologico forestale regionale (attivo dal 1994) è stato gestito dal Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa, in collaborazione con il Servizio foreste e corpo forestale regionale della Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione. Nel 2019 è proseguita, tra l’altro, l’attività di monitoraggio degli organismi di interesse forestale per i quali sono previste misure di difesa obbligatoria e/o di quarantena.   

Le segnalazioni raccolte dal 1994 al 2019, attualmente conservate nell’archivio generale dell’Inventario, ammontano a 7.475, di cui 4.839 per perdite associate ad agenti biotici e 2.636 per danni da eventi meteorici.

Nel 2019, i rilevatori Bausinve hanno redatto 351 schede di danno. Di queste, la maggior parte hanno riguardato danni da eventi meteorici (184) mentre 167 sono state compilate per danni da agenti biotici. In totale sono stati identificati 9 diversi agenti di danno di origine biotica. I danni causati da eventi meteorici sono stati particolarmente elevati e 123 delle schede per schianti da vento redatte nel 2019, sono riferite a eventi legati all’anno precedente per un totale di oltre 169mila mc. Oltre agli schianti, nel 2019 ci sono stati dei fenomeni di gelicidio che, prevalentemente, hanno interessato il faggio per un totale di 191 ettari, con arrossamenti di intensità medio-alta.

Le schede per danni da insetti e altri animali sono state 157, il 98,7% delle quali per danni causati da insetti xilofagi e il restante 1,3% per danni da mammiferi (pecore e cervi).

Il Bostrico tipografo (Ips typographus) è, in assoluto, l’organismo più dannoso ai boschi del Friuli VG, ma non sono trascurabili nemmeno i danni causati dall’Ilesino del frassino (Hylesinus sp.).

Per gli agenti patogeni sono state compilate 10 schede di danno. (Fonte: Notiziario Ersa, n. 1/2020


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Grado più bella con le fioriere di Vaia

All’apertura della stagione estiva, Grado ha presentato una bella iniziativa. «Pur nella complessità del momento e tra le incertezze dilaganti - ha detto l'amministratore unico della Git, Alessandro Lovato - qualcosa da festeggiare, comunque, c’è. Nel pieno rispetto delle norme, abbiamo l’occasione di ricevere in dono delle fioriere, donate alla Git dalla comunità di Treppo e Ligosullo. Il materiale usato per la loro realizzazione è il legno abbattuto dalla tempesta Vaia e lavorato da mani carniche: la terra e i fiori a cura dei nostri giardinieri le renderanno vive. Un momento per rimarcare che: collaborare, lavorare insieme, mai come in questo momento è la piantina che dobbiamo curare per far crescere un forte albero», ha concluso Lovato. (Essegipress)

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Quando l’arte incontra la natura: al via la quarta edizione del concorso fotografico “Scatta il bosco PEFC”

Al via, per il quarto anno consecutivo, il concorso fotografico “Scatta il bosco PEFC, lanciato dal PEFC Internazionale e organizzato in Italia dal PEFC Italia.

Il concorso, che ha raccolto nella sua storia migliaia di foto da oltre 20 Paesi di tutto il mondo, ha l’obiettivo di ricordare che, tramite la corretta gestione del patrimonio forestale e la promozione dei prodotti che derivano da una gestione sostenibile, le foreste possono giocare un ruolo chiave per la tutela della terra e dell’ambiente, grazie agli effetti che le foreste stesse hanno sul clima, sull’inquinamento, sul suolo e sulle acque.    
 

Foreste ma non solo: da questa edizione, infatti, per via della ristrettezza imposta dall’emergenza sanitaria, spazio anche agli “alberi fuori foresta”, ovvero a quegli alberi che si trovano in parchi o in contesti urbani, alle piantagioni in pieno campo e lineari e all’agroselvicoltura. Un nuovo ambito, anche per annunciare le novità che saranno introdotte agli standard di sostenibilità del PEFC che, oltre a quello per le foreste, si allargheranno andando a comprendere la tutela del mondo degli alberi presenti “fuori foresta”.    

 

Il concorso terminerà il 5 giugno, in occasione della Giornata dell’Ambiente e si svolgerà attraverso il social network di Instagram: per partecipare sarà sufficiente pubblicare tramite il proprio account al massimo tre foto accompagnate nella didascalia dall’hashtag #scattailboscoPEFC20. I vincitori saranno selezionati e annunciati entro luglio.

 

Il primo classificato si aggiudicherà un weekend nella tree house “Pigna” dell’agriturismo Malga Priu a Ugovizza (Ud), sospeso ad otto metri di altezza nel mezzo Alpi Giulie. Al secondo e terzo classificato andranno in premio, rispettivamente, una fioriera per esterni prodotta da Legnolandia (UD) prodotta con legno di abete schiantato dalla tempesta Vaia e marchiato filiera Solidale PEFC e una cornice in legno di abete certificato PEFC prodotta dalla ditta trentina Leonardi Wood.

I tre vincitori, inoltre, avranno l’opportunità di accedere alla fase internazionale del concorso e di competere con fotografi provenienti da altri 12 Paesi di tutto il mondo, per tentare di vincere un viaggio a Dublino all'assemblea mondiale del Pefc o in alternativa 2.000 Franchi svizzeri.

 

Lo scorso anno il premio internazionale è stato attribuito proprio all’italiana Sonia Fantini che con la sua foto “Colori d’autunno” aveva immortalato la “magia di una limpida giornata di autunno” al Lago Bordaglia a Udine.

“Abbiamo scelto di promuovere anche quest’anno il concorso fotografico, nonostante il grave momento di difficoltà, per lanciare un messaggio di speranza e di augurio da parte di tutta PEFC Italia: quello di tornare presto ad avventurarsi nei boschi e a goderne la pace e la tranquillità di cui tutti oggi abbiamo bisogno e che gli ambienti naturali sono in grado di donarci”, afferma Eleonora Mariano, responsabile dell’Ufficio progetti del PEFC Italia.

 

Tutte le informazioni sul concorso: pefc.photo/it-it

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3 webinar di approfondimento sulla Strategia Forestale Nazionale!

La redazione di Sherwood e Tecniko & Pratiko organizza 3 webinar di approfondimento sulla bozza di Strategia Forestale Nazionale, per poter partecipare al meglio alla fase di consultazione che si chiuderà il 28 maggio.
Appuntamenti nei giorni 11, 13 e 15 maggio alle ore 11.00 in diretta Facebook sulla pagina di Sherwood.
È possibile da subito inviare domande ai relatori, compilando l’apposito form.

Ecco il calendario dei tre webinar:
11 maggio: Alessandra Stefani - DiFor Mipaaf: “Le scelte politiche
13 maggio: Davide Pettenella - UNIPD: “I temi economici
15 maggio: Raoul Romano - CREA-PB: “Le questioni tecniche

Invia domande ai relatori >>>
Scarica la locandina dell’evento >>>
Maggiori info sulla bozza di Strategia Forestale Nazionale >>>

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Le imprese del settore forestale e la trasformazione del legno di fronte alle restrizioni sanitarie del covid-19: il ruolo della piattaforma "It-For"
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Potere d'intervento ai Sindaci per boschi a rischio

«I danni causati a fine 2018 dalla tempesta Vaia rischiano di aumentare ulteriormente a causa del proliferare del bostrico tipografo, un insetto che attacca le piante ancora sane e che è in grado di compromettere boschi interi. Si dia quindi ai Sindaci la possibilità di intervenire con tagli ed esboschi, nonché eventualmente anche attraverso una nuova viabilità, per salvare un patrimonio boschivo a forte rischio».

Lo propone in una nota il consigliere regionale del Pd Enzo Marsilio, pronto a riportare in Aula quelle che definisce «le forti problematiche causate anche in Alto Friuli dalla tempesta Vaia» attraverso un'interrogazione che pone «la necessità di un urgente intervento per eliminare, o perlomeno ridurre, la diffusione del bostrico e di altre patologie di malattie del bosco. Purtroppo - sottolinea Marsilio - non tutto il materiale schiantato è stato esboscato e la massa rimasta a terra diventa fonte per la diffusione della patologia, che rischia di attaccare e compromettere anche il patrimonio boschivo sano».

Secondo il rappresentante del Pd dunque pare «necessario, tramite il Servizio foreste, demandare ai Sindaci interessati, in accordo con le Stazioni forestali, la possibilità di intervenire con il taglio e l'esbosco delle zone danneggiate e, se necessario, con nuova viabilità, anche nel caso in cui la malattia si stia diffondendo a partire da aree non di proprietà comunale».

Marsilio chiede infine anche «l'istituzione di un fondo a sostegno di queste attività, perché l'esbosco di piante non sane, per di più in aree di difficile accesso, risulta antieconomico, ma anche necessario per mettere al sicuro l'immenso patrimonio forestale della Carnia e della Val Canale».

(Fonte: ACON)


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Spiagge 2020, una proposta sostenibile

Un posto ombrellone da 16 metri quadrati, protetto da pannelli in legno sostenibile certificato PEFC® e tessuto traspirante. Questa la proposta di Legnolandia, che ripensa la spiaggia in un’ottica plastic-free, secondo le nuove necessità di distanziamento sociale e protezione. Un’idea che porta al massimo il comfort della vita all’aria aperta e facilita la fruizione di questi spazi anche per le persone con disabilità e i loro accompagnatori. Legnolandia è membro della rete d'imprese Abete bianco.

 

“Vivere la spiaggia all’interno di un box in plexiglass è una proposta insostenibile sia per i turisti che per l’ambiente. La bellezza delle nostre coste risiede proprio nel contatto con la natura che può essere preservata solo attraverso un ritorno a prodotti ecosostenibili, rinnovabili e non impattanti”.

Ad affermarlo è Marino De Santa, presidente di Legnolandia, il marchio friulano che dal 1830 lavora il legno per la creazione di bio-costruzioni, parchi gioco, arredi pubblici e privati.
In vista della stagione balneare post-Coronavirus, l’azienda ha progettato un innovativo posto ombrellone in grado di rispondere alla necessità di sicurezza e distanziamento sociale, senza rinunciare alla piacevolezza della vita da spiaggia, alla privacy ed alla facilità di accesso per le persone con disabilità.

Si tratta di strutture modulari a basso impatto di 16 metri quadrati, realizzate con due soli materiali: il legno solidale proveniente dalle foreste friulane abbattute dalla tempesta “Vaia” del 2018 e un tessuto traspirante utilizzato anche per la produzione delle comuni mascherine chirurgiche.

Le dimensioni delle pareti protettive, larghe 4 e alte 1.8 metri, consentono al sole di illuminare lo spazio interno dalle 9.30 del mattino fino alle 18. L’utilizzo del TNT – anche personalizzabile con scritte e colori – rappresenta invece la soluzione ideale per la circolazione dell'aria con il dovuto filtraggio protettivo.

Funzionali ma anche confortevoli: questi spazi possono essere dotati di ombrelloni, lettini, tavolini e portarifiuti, tutti rigorosamente in legno solidale. L'allestimento è stato pensato anche per consentire il consumo di pasti e merende rimanendo comodamente nel proprio spazio evitando così gli assembramenti ai chioschi spiaggia.

Anche l’accesso non è lasciato al caso: passatoie a doppio senso di percorrenza consentono di raggiungere in sicurezza il proprio ombrellone, mentre passerelle mobili aggiuntive facilitano l'igresso alle persone con disabilità.

“Il nostro obiettivo è riportare i lidi balneari all’utilizzo di materiali naturali, riducendo al minimo l’impiego della plastica – conclude Marino De Santa – si tratta di una scelta di responsabilità che consente di dare valore alle nostre spiagge ed anche alle nostre foreste certificate PEFC®, che da anni gestiamo nell’ambito dell’autentica sostenibilità, della silvicoltura naturalistica e dell’economia circolare”.

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Earth Day, PEFC: no passi indietro su tutela delle foreste per proteggere clima e salute

Tutelare l’ambiente e le foreste senza fare marcia indietro sui traguardi raggiunti. È questo l’appello lanciato dal PEFC Italia, Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, in occasione della 50esima Giornata della Terra (Earth Day) che si è celebrata in tutto il mondo il 22 aprile.
 

C’è il rischio concreto che l’emergenza sanitaria, che ha provocato il blocco dell’attività economica in buona parte del mondo, porti a proporre il rilancio dell’economia in modo indifferenziato, con l'alleggerimento delle leggi in vigore in ambito ambientale.
 

I momenti di stop forzato possono essere occasioni importanti anche per rivedere le priorità e l'azione di sostegno all'economia dovrebbe prevedere non una ripartenza dello status quo, ma un'azione forte a favore della sostenibilità e dell'economia circolare, nell’ottica della costruzione di un futuro migliore. È possibile e necessario tutelare le risorse naturali e contrastare la crisi climatica, che resta la sfida più importante nel medio periodo e richiede azioni decise ora.

 

A livello mondiale la media di ettari di foreste naturali persi è stata di 6,5 milioni di ettari l’anno*, per cause naturali o antropiche, tra le quali spiccano - in ordine decrescente di impatto - zootecnia, agricoltura intensiva, conversione di foreste in piantagioni, utilizzo del legname. Si tratta di una superficie maggiore di quella della Croazia.

 

“L’Europa e l’Italia in particolare, grande importatore e con un importante settore di lavorazione del legno, hanno una responsabilità diretta in questo processo: il legno è la materia prima per antonomasia dello sviluppo sostenibile, ma deve provenire da una gestione sostenibile delle foreste, non dallo loro distruzione. Proprio per questo è importante la certificazione forestale” afferma Maria Cristina D’Orlando, presidente di PEFC Italia.

 

La globalizzazione dei mercati (del legno, ma anche delle commodity agricole, della carne, delle risorse energetiche, ecc) ha consentito di avere un’offerta più ampia per la stessa tipologia di prodotti: questi provengono da zone e situazioni socio-economiche estremamente variabili, sono realizzati con tecniche e tecnologie diverse e di conseguenza hanno un livello qualitativo altrettanto diverso.

 

“Se da un lato ciò ha determinato indubbi effetti positivi sulla dinamica dei prezzi, dall’altro lato ha comportato l’insorgenza di situazioni di sfruttamento insostenibile e/o illegale delle risorse naturali ed umane”, spiega Antonio Brunori, segretario generale PEFC Italia. Così al posto delle foreste tropicali si trovano estesi pascoli per la zootecnia da carne, campi coltivati a soia o canna da zucchero, piantagioni di palma da olio o di specie arboree a rapido accrescimento, ecc. In parte, circa il 5%, il taglio della foresta per l’industria del legno e della carta è responsabile della deforestazione a livello globale.

 

Tali cambiamenti di uso del suolo e la distruzione di habitat naturali come le foreste tropicali possono inoltre avere avuto un ruolo importante nella diffusione della pandemia, in modo diretto o indiretto.

 

“Lo sfruttamento non sostenibile del patrimonio forestale è tra le cause prime di tutti gli squilibri ambientali del nostro Pianeta e alcune delle più gravi malattie infettive che l’uomo deve affrontare oggi sono un’ulteriore conseguenza”, prosegue Brunori. “Nelle aree tropicali la deforestazione e la compravendita della cosiddetta bushmeat (carne di animali del bosco) possono aver portato più facilmente al contatto tra uomini e animali selvatici, favorendo il fenomeno dello spillover, cioè il salto che permette al patogeno di passare da una specie ospite ad un’altra. La gestione sostenibile delle foreste e la conservazione di spazi dedicati alla salvaguardia degli equilibri ecologici sono invece funzionali al mantenimento della distanza tra determinate specie animali potenzialmente portatrici di infezioni e l’essere umano”.
 

“È ancora una volta sempre più evidente la necessità di cambiare i comportamenti e gli stili di vita individuali e collettivi, riducendo la nostra impronta ecologica e scegliendo prodotti in grado di assicurare il benessere e il mantenimento degli ecosistemi forestali”, conclude la Presidente di PEFC Italia. “Auspichiamo che Europa e Italia sappiano uscire sulla strada della sostenibilità da quella che si preannuncia come la più grande crisi del dopoguerra".

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Webinar - Cantieri forestali e Covid-19

Come organizzare il cantiere forestale, e il piazzale, in modo da poter lavorare al sicuro dal COVID 19? La ricerca della risposta a questo interrogativo è la molla che ha spinto ad organizzare il Webinar di giovedì 30 aprile 2020.

L’incontro è dedicato alle imprese forestali e proprio delle imprese saranno la maggior parte degli interventi. Lo scopo è scambiare le esperienze di organizzazione che ditte strutturate hanno adottato in 6 regioni Italiane (Toscana, Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Trentino e Veneto).

A fare da raccordo tra i vari interventi l’Avvocato Alessandro Franco (Friuli Venezia Giulia) specializzato in sicurezza sul lavoro e collaboratore di Tecniko & Pratiko. Per partecipare basta cliccare sul seguente link alle 17,00 di giovedì 30 Aprile (pioverà quindi non c’è la scusa di dover stare in cantiere!) e seguire le istruzioni: https://bit.ly/2Yip7Ed

Il webinar è un evento di Officine Capodarno, organizzato da Compagnia delle Foreste e DREAm Italia, ed è “gemellato" con la Tavola Rotonda telematica che si terrà il 6 Maggio 2020 sul tema de “Le imprese del settore forestale e della trasformazione del legno di fronte alle restrizioni sanitarie del COVID-19: Il ruolo della piattaforma “IT-FOR” (www.venetianwood.it).

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Webinar - Cantieri forestali e Covid-19

Come organizzare il cantiere forestale, e il piazzale, in modo da poter lavorare al sicuro dal COVID 19? La ricerca della risposta a questo interrogativo è la molla che ha spinto ad organizzare il Webinar di giovedì 30 aprile 2020.

L’incontro è dedicato alle imprese forestali e proprio delle imprese saranno la maggior parte degli interventi. Lo scopo è scambiare le esperienze di organizzazione che ditte strutturate hanno adottato in 6 regioni Italiane (Toscana, Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Trentino e Veneto).

A fare da raccordo tra i vari interventi l’Avvocato Alessandro Franco (Friuli Venezia Giulia) specializzato in sicurezza sul lavoro e collaboratore di Tecniko & Pratiko. Per partecipare basta cliccare sul seguente link alle 17,00 di giovedì 30 Aprile (pioverà quindi non c’è la scusa di dover stare in cantiere!) e seguire le istruzioni: https://bit.ly/2Yip7Ed

Il webinar è un evento di Officine Capodarno, organizzato da Compagnia delle Foreste e DREAm Italia, ed è “gemellato" con la Tavola Rotonda telematica che si terrà il 6 Maggio 2020 sul tema de “Le imprese del settore forestale e della trasformazione del legno di fronte alle restrizioni sanitarie del COVID-19: Il ruolo della piattaforma “IT-FOR” (www.venetianwood.it).

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Webinar - Cantieri forestali e Covid-19

Cercando di essere utile ai propri soci e a tutti gli operatori boschivi regionali, Legno Servizi segnala questo importante incontro organizzato dalla rivista forestale Sherwood il prossimo 30 aprile dalle ore 17.00.
 
Tutti sono invitati a partecipare.


Come organizzare il cantiere forestale, e il piazzale, in modo da poter lavorare al sicuro dal COVID 19? La ricerca della risposta a questo interrogativo è la molla che ha spinto ad organizzare il Webinar di giovedì 30 aprile 2020.

L’incontro è dedicato alle imprese forestali e proprio delle imprese saranno la maggior parte degli interventi. Lo scopo è scambiare le esperienze di organizzazione che ditte strutturate hanno adottato in 6 regioni Italiane (Toscana, Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Trentino e Veneto).

A fare da raccordo tra i vari interventi l’Avvocato Alessandro Franco (Friuli Venezia Giulia) specializzato in sicurezza sul lavoro e collaboratore di Tecniko & Pratiko. Per partecipare basta cliccare sul seguente link alle 17,00 di giovedì 30 Aprile (pioverà quindi non c’è la scusa di dover stare in cantiere!) e seguire le istruzioni: https://bit.ly/2Yip7Ed

Il webinar è un evento di Officine Capodarno, organizzato da Compagnia delle Foreste e DREAm Italia, ed è “gemellato" con la Tavola Rotonda telematica che si terrà il 6 Maggio 2020 sul tema de “Le imprese del settore forestale e della trasformazione del legno di fronte alle restrizioni sanitarie del COVID-19: Il ruolo della piattaforma “IT-FOR” (www.venetianwood.it).

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Webinar: foreste e territori tra coronavirus e crisi climatica

Foreste e territori Tra coronavirus e crisi climatica

WEBINAR – Mercoledi 22 aprile 2020 Ore 17

Partecipa da computer, tablet o smartphone.

Per connettersi, registrarsi al seguente link:

https://global.gotomeeting.com/join/175984413

Codice accesso: 175-984-413

Il programma del corso lo potete trovare al seguente link: UNCEM webinar foreste e territori 22-4-2020

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UNCEM proposte Fase 2 a COLAO e CONTE

Per la "Fase 2" e per l'uscita del Paese dall'emergenza sanitaria e dalla crisi economica

, occorre includere nell'agenda politica nazionale delle scelte e strategie che contribuiscano ad aumentare la coesione dei territori e i legami tra aree montane e urbane, tra pezzi diversi del Paese che devono essere in dialogo. Abbiamo la 

necessità di recuperare un forte "territorialismo"

, che metta in relazione le aree interne e rurali d'Italia con i sistemi europei e internazionali. I territori devono essere protagonisti.



Inizia così la 

lettera inviata dal Presidente Uncem Marco Bussone al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e a Vittorio Colao

, a capo della task force di esperti che dovrà dare strumenti per la "fase 2", oltre che ai vertici dei Partiti e ai Capigruppo in Parlamento delle forze politiche.



Sei i pilastri del lavoro che Uncem

 propone, per le prossime settimane e i prossimi mesi:



 
1. Riconosciamo nel Paese il ruolo degli Enti locali per gli investimenti e per l'organizzazione dei servizi pubblici. Non solo grandi opere dovranno essere finanziate, ma tante opere di piccola e media dimensione, sui territori, che possano coinvolgere il tessuto delle imprese, degli artigiani, che consentano di investire velocemente risorse economiche che lo Stato mette a disposizione. Pensiamo all'edilizia scolastica, per nuove scuole belle e sicure, alle case della cultura e del welfare, alla manutenzione di strade, paesaggio versante, alla protezione dal dissesto. 50 miliardi di euro l'anno per tre anni di investimenti territoriali, fuori dal patto di stabilità. Comuni, grandi e piccoli devono lavorare insieme, a livello territoriale di "ambiti" e di bacino. Non da soli, ma insieme, investendo su opere per la collettività le risorse pubbliche con meno burocrazia e con una semplificazione determinante. 
 
2. Innovazione e infrastrutture digitali sono decisive. Non c'è competitività, su metà del Paese, se non acceleriamo il Piano per la banda ultralarga, oggi troppo lento. Il Piano Bul deve marciare veloce. Così le reti 5G e wi.fi. Non confondiamo il divario digitale territoriale, oggi gravissimo, con la mancanza di competenze e di accesso al digitale. Sono problemi diversi e paralleli. Avere infrastrutture adeguate consente alla Pubblica Amministrazione e alle imprese sui territori alpini e appenninici di approntare nuovi servizi digitali, di essere smart, con soluzioni oggi non possibili. I divari sono troppi e riguardano anche accesso alla telefonia mobile (1200 Comuni registrano disfunzioni sulle reti) e alla tv. Occorre investire risorse e impegnare le Telco in un'opera più raffinata di copertura e diffusione che non dimentichi le aree orograficamente più complesse. 
 
3. Turismo e agricoltura sono i pilastri dell'economia dei territori montani. Nelle Alpi e negli Appennini non perdere l'annata agraria vuol dire investire sulle aziende agricole, consentire anche operatività a tutti i cittadini, nei loro orti e nelle loro vigne. Sono emblema del Paese che cura i suoi versanti, come lo è la gestione attiva forestale, a beneficio dell'assetto idrogeologico. Il turismo di prossimità, nei borghi, dovrà trovare incentivi e coordinamento. Impegniamo insieme i territori, le valli montane a trovare strumenti per un'offerta turistica competitiva e che incroci anche l'agricoltura, multifunzionale, con imprese che devono essere sostenute, fatte crescere.
 
4. La montagna italiana, il 50% dell'Italia è il cuore della green economy e dell'economia circolare. La montagna custodisce i grandi bacini di risorse, acqua e foreste in primis. Sblocchiamo insieme risorse per rivitalizzare il settore delle rinnovabili, coinvolgiamo le comunità territoriali, gli Enti locali, evitiamo che siano spettatori di grandi investimenti che non lasciano benefici alle aree interessate. Occorre un nuovo patto sussidiario tra chi investe e chi genera utili, con chi vive nelle zone montane e interne del Paese. Le "Green communities" sono la chiave per lo sviluppo, soluzione integrata per economie di territorio orientate al futuro. 
 
5. Siamo per un'Europa vera dei popoli, dei territori uniti, forte e dove solidarietà e sussidiarietà sono al centro.
Il Manifesto di Ventotene ci guidi.
Occorrono nel Paese strategie integrate per i territori, nel quadro delle risposte alla crisi climatica. Per questo Uncem ha creduto dal primo giorno di vita (otto anni fa) nella "Strategia nazionale per le aree interne" che oggi va potenziata - verso un Programma operativo nazionale, PON, nella nuova Programmazione comunitaria 21-27 - per aree interne e montane. Sono strategie decisive quelle all'interno della "Piattaforma Montagna" elaborata da Uncem a fine gennaio 2020 a partire dalle importanti mozioni varate dalla Camera dei Deputati. È imprescindibile inserire investimenti e opportunità nel quadro della lotta ai cambiamenti climatici, nell'Agenda 2030 con i suoi preziosi obiettivi per lo Sviluppo sostenibile, anche alla luce dell'importante "Manifesto per un'economia a misura d'uomo contro la crisi climatica", varato ad Assisi a febbraio da Fondazione Symbola. In questi documenti vi sono strumenti forti per una rinascita del Paese che tenga insieme tutti, tutte le porzioni di territorio, anche le meno densamente popolate alle quali ha sempre dedicato particolare attenzione il Presidente Mattarella.
 
6. Tutto questo si può esprimere con un importante riconosciuto ruolo delle comunità, dichiarato e sancito. Le comunità sono la forza dei territori. Nei piccoli Comuni, nei borghi italiani, non c'è spaesamento e non siamo 'numeri'. Recuperiamo un nuovo senso del territorio e delle persone che insieme condividono storia, cultura, tradizioni, luoghi, piazze, centri storici. Oltre ogni individualismo, le comunità sono la forza dell'Italia, connesse da associazionismo e volontariato, punte di diamante nel terzo settore. Puntiamo su di loro con coraggio, guardando a un superamento delle disuguaglianze e a un superamento delle sperequazioni con una solidarietà che non è assistenzialismo ma rete che punta anche a una nuova "economia di comunità", con una finanza di comunità, le cooperative di comunità, le energie delle comunità. 


"Piena disponibilità a lavorare con gli esperti - evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem - Abbiamo composto un gruppo di persone che sta operando su questi sei e altri punti. Ogni pomeriggio un webinar Uncem con 100, 150 persone, tantissimi Amministratori locali. Un lavoro di tessitura e rete che dà a Uncem, a tutti corpi intermeti degli strumenti che rilanciamo per il bene del Paese. Usciamo dal centralismo-urbano, guardiamo oltre. Guardiamo alla vitalità dei territori e delle comunità. Puntiamo su di loro, sul patto tra Comuni, imprese, volontariato. È determinante. La forza dei territori fa bene al paese. Esaltiamo questo territorialismo, questa forza. Che non si chiude, si apre, è inclusivo, sostenuto da solide base culturali, da un pensiero e da un dialogo con tutti. Diamogli gambe e testa. Ripartiamo dai territori. Nona abbiamo tempo da perdere".
 
 
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Legno Servizi sostiene l’iniziativa di Sistema FVG per le imprese del settore legno regionale: Disponibili mascherine per la ripresa in sicurezza dell’attività lavorativa

Sistema FVG è un progetto ideato dal Cluster Legno Arredo e Sistema Casa FVG e gestito da ICIDE – International Center of Italian Design Srl a favore delle aziende della Regione Friuli Venezia Giulia al fine di poter agire come un unico sistema in risposta alla situazione derivante dallo stato di emergenza proclamato in queste settimane a causa del Covid-19.

Una iniziativa che nasce pertanto con l'obiettivo di affrontare la contingenza di un momento storico complesso e di sostenere al contempo la preparazione del tessuto produttivo locale per affrontare una nuova normalità post-emergenza con consapevolezza, energia e priorità evolute.

L'adesione al progetto si concretizza in un impegno dell'azienda nella diffusione di una cultura produttiva che tenga in particolare considerazione la protezione del lavoratore e dell'imprenditore da possibili contagi con batteri o virus. Un impegno che si sostanzia anche nell'utilizzo in azienda di mascherine protettive o di altri sistemi di protezione in grado di garantire la tutela dei lavoratori e imprenditori.

Qualora ne avessero la necessità, le imprese possono fare richiesta di una fornitura di mascherine a ICIDE sulla base delle proprie dimensioni aziendali e delle necessità strettamente legate alla protezione dei lavoratori ed operatori terzi in ingresso in azienda.

I tempi di consegna, in assenza di imprevisti, sono ragionevolmente stimabili in una settimana dalla domanda, salvo disponibilità immediata.

Le maschere in oggetto rappresentano DPI da utilizzarsi in ambienti lavorativi e non destinati a contesti medico/sanitari. Al fine di verificare la conformità dei dispositivi rispetto alle effettive esigenze aziendali, le aziende sono invitate a prendere contatto con i propri responsabili della sicurezza prima di confermare l'interesse all'acquisto.

L'azienda che richiede tale fornitura si impegna ad un utilizzo delle mascherine esclusivamente per soddisfare necessità lavorative di tutela dei lavoratori e dell'imprenditore/amministratori: sono categoricamente esclusi scopi commerciali e di rivendita in quanto il presente progetto ha il solo scopo di tutelare i lavoratori ed operatori delle imprese.

Considerato lo scopo dell'iniziativa ed il ruolo a finalità anche pubblica che il Cluster FVG persegue attraverso la propria società ICIDE Srl, nell'ambito del progetto “Sistema FVG”, un numero di mascherine corrispondenti circa al 15% dei quantitativi ordinati dalle singole aziende saranno riservati nella prossima fornitura e devoluti da ICIDE a favore del sistema pubblico e sociale della Regione Friuli Venezia Giulia.

 

All'indirizzo www.icide.it/sistemafvg si trovano i dettagli del progetto e il modello di richiesta delle mascherine che dovrà essere inviato con mail a sistemafvg@icide.it

 

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Friuldane vi augura buona Pasqua
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Coronavirus, includere gestione forestale tra le attività consentite

“Le imprese forestali che operano in contesti prossimi alla conclusione dell’annata silvana, hanno specifici impegni relativi al completamento delle operazioni previste dai piani di taglio, che sono messe a serio rischio da tempistiche ridotte o insufficienti. Le imprese impegnate nella produzione di legna da ardere, a esempio, se non completeranno in tempi idonei le attività forestali, rischiano di dover immettere il materiale sul mercato nella prossima stagione invernale. Le sospensioni di cui al DPCM 22 marzo 2020, inoltre, rischiano di porre forti limitazioni agli interventi di prevenzione degli incendi boschivi, di prevenzione del rischio idrogeologico e di messa in sicurezza del territorio, tutte operazioni strategiche per la sopravvivenza e la gestione dei territori e della montagna”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che ha scritto in proposito al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e ai ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova; dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli e della Salute, Roberto Speranza. 
“Problematiche simili si riscontrano per le imprese boschive che producono cippato di legno destinato alle reti di teleriscaldamento o di cogenerazione, che rischiano di perdere contratti di fornitura, e per le imprese forestali impegnate nell’approvvigionamento degli imballaggi in legno (pallet) per il settore agroalimentare ma anche per comparti, come a esempio quello farmaceutico - fa notare il Coordinamento, evidenziando inoltre che - nei territori colpiti dalla tempesta Vaia ci sono ancora grandi quantità di alberi schiantati a terra ed è necessario proseguire i lavori di raccolta, così da terminarla nel più breve tempo possibile e limitare di conseguenza i danni degli attacchi di parassiti. Per tutte queste ragioni, fermo restando la tassativa applicazione del protocollo condiviso fra il Governo e le parti sociali per la regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del Covid19, negli ambienti di lavoro, riteniamo di fondamentale importanza inserire tra le attività consentite e descritte nell’allegato 1 del DPCM 22 marzo 2020, come modificato dal DM 25 marzo 2020, quelle rientranti nel codice ATECO 02, ovvero silvicoltura e altre attività forestali, utilizzo di aree forestali, raccolta di prodotti selvatici non legnosi e servizi di supporto per la silvicoltura”, conclude Agrinsieme.(Fonte: Agrinsieme)

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Nota informativa sugli effetti del DPCM 22 marzo 2020 sulla filiera legno-energia

Premessa

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) emanato il 22 marzo 2020 ha introdotto ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 applicabili sull’intero territorio nazionale. In particolare, il DPCM ha disciplinato la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali che non siano specificatamente escluse da tale provvedimento.
Di seguito, AIEL intende fornire alle aziende della filiera legno-energia elementi utili a comprendere quali attività debbano intendersi sospese per effetto del decreto, con particolare riferimento a quelle di fornitura di biocombustibili legnosi e filiere connesse, incluse le operazioni di produzione di detti combustibili nonché le attività selvicolturali.
In premessa, è utile evidenziare che il decreto mira a ridurre al minimo le possibilità di contagio rispetto all’emergenza da Covid-19 diminuendo le possibilità di contatto tra le persone anche nello svolgimento delle proprie attività professionali. Di conseguenza, nel rispetto dello spirito che anima il decreto, è auspicabile che tutte le aziende a cui sia concessa la possibilità di operare riducano ugualmente le proprie attività allo stretto necessario.

Ambito di applicazione del DPCM 22 marzo 2020

Come anticipato in premessa, il DPCM 22 marzo 2020 disciplina la sospensione delle “attività produttive industriali e commerciali”, dove con “commerciali” ed in riferimento alla filiera legno-energia si intende principalmente la vendita all’ingrosso.
Rispetto alle attività di commercio al dettaglio, lo stesso decreto richiama (art. 1, comma 1, lettera a) la validità di quanto già disposto da un diverso e precedente decreto, il DPCM 11 marzo 2020, che all’Allegato 1 consente la prosecuzione del “commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento”.
Entrando nel merito del provvedimento, il DPCM 22 marzo 2020 prevede (art. 1, comma 1 lettera a) la sospensione di tutte le attività, ad eccezione di quelle esplicitamente indicate all’Allegato 1 e a cui corrisponde un determinato codice-attività (classificazione Ateco), oppure di quelle che rientrano in ulteriori e specifici casi ammessi dal decreto stesso.
A tal proposito, si ritiene utile segnalare che il focus del decreto sono le “attività” e non, estensivamente, le aziende nella loro interezza. Da un lato, infatti, esistono casi in cui l’oggetto sociale (scopo) delle aziende corrisponde ad una unica e specifica attività a cui corrisponderà un determinato codice Ateco; d’altro canto, non è rara la condizione in cui singole aziende effettuano molteplici attività. In questo caso, dovrà essere valutata la necessità di sospendere le operazioni aziendali rispetto a ciascuna di queste attività.

Attività consentite (non sospese)

L’allegato 1 del DPCM 22 marzo 2020 ammette espressamente che sia condotta l’attività di “commercio all’ingrosso di combustibili solidi per riscaldamento” (cod. Ateco 46.71).
Il DPCM stabilisce inoltre (art. 1, comma 1, lettera e) che “sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146. […]”. In virtù di questa disposizione e di quanto definito dalla Legge 12 giugno 1990 n. 146 all’art. 1, comma 2, lettera a), sono quindi consentite, a titolo esemplificativo e non esaustivo, anche le attività di “approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi”.
Le attività qui menzionate, pertanto, sono espressamente ammesse dal decreto e non abbisognano di alcuna comunicazione preventiva al Prefetto competente (v. in seguito).

Attività non consentite (sospese)

Diversamente dai casi richiamati in precedenza, l’allegato 1 non ammette le attività di fabbricazione di prodotti in legno (cod. Ateco 16), che includono la produzione di ciocchi preparati per il fuoco e pellet in legno pressato o materiali simili, nonché la conservazione, taglio ed essiccazione del legname.
Non sono ammesse neppure le attività selvicolturali (cod. Ateco 02), che includono la produzione di legna da ardere.

Attività consentite in funzione della continuità delle filiere

Tuttavia, il DPCM (art. 1, comma 1, lettera d) dispone che “restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e) […]”.
Sono quindi consentite le attività che siano funzionali ad assicurare la continuità dell’approvvigionamento di energie e prodotti energetici (in quanto servizi di pubblica utilità e servizi essenziali) e delle attività di commercio all’ingrosso di combustibili per riscaldamento (in quanto espressamente elencati all’Allegato 1, cod. 46.71).
Rispetto alla produzione di biocombustibili, nonché alla conduzione di interventi selvicolturali, sarà quindi precisa responsabilità di ciascuna azienda valutare se tali attività siano effettivamente e necessariamente funzionali ad assicurare la continuità di filiera, alla luce delle specifiche condizioni contingenti.
In altre parole, il fatto che il Decreto ammetta l’approvvigionamento (e quindi la fornitura) di energie e prodotti energetici e il commercio all’ingrosso di combustibili per riscaldamento, non significa che siano “automaticamente” ammesse anche le operazioni che avvengono a monte di tali attività di approvvigionamento e commercio, ossia la produzione di biocombustibili e, ancor prima, le attività selvicolturali.
Ciascuna azienda dovrà quindi valutare la necessità di tali operazioni in funzione del proprio specifico modello di business, dell’eventuale disponibilità di materiale già prodotto, dell’integrazione delle proprie attività con quelle delle filiere di cui sia permessa la continuità, ecc.

Comunicazione al Prefetto competente

Le aziende che, effettuata tale valutazione, ritenessero comunque necessaria la prosecuzione delle proprie attività per assicurare la continuità dell’approvvigionamento di energie e prodotti energetici delle attività di commercio all’ingrosso di combustibili per riscaldamento, dovranno (art. 1, comma 1, lettera d) effettuare obbligatoriamente una comunicazione preventiva al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, indicando specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite.
Si noti che, in funzione delle attività poste in essere dall’azienda, potrebbe rivelarsi necessario indirizzare tale comunicazione a uno o più Prefetti. Si sottolinea inoltre che la comunicazione non implicherà l’autorizzazione “estensiva” di dette attività, quanto piuttosto rispetto alle indicazioni specifiche contenute nella comunicazione inoltrata.
Il Prefetto avrà la facoltà di sospendere tali attività qualora ritenesse che non sussistano le condizioni di necessità. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, il suo esercizio sarà legittimo sulla base della comunicazione resa.
La modalità di comunicazione al prefetto non è espressa dal DPCM. Tuttavia, è ragionevole supporre che il mezzo più idoneo sia quello della posta elettronica certificata (PEC). Ad ogni modo, si suggerisce di accedere al Portale delle Prefetture-UTG per individuare le modalità di comunicazione indicate per la provincia di proprio riferimento.

Modalità di prosecuzione delle attività

Resta inteso (art. 1, comma 3) l’obbligo per le imprese in attività di rispettare i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra Governo e parti sociali.

Durata del provvedimento

Le disposizioni del DPCM 22 marzo 2020 sono efficaci dal 23 marzo, sebbene esso permetta alle aziende che vedranno sospesa la propria operatività di completare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.
Il termine dell’efficacia delle disposizioni del DPCM del 22 marzo (attività produttive) è attualmente previsto per il 3 aprile 2020, così come per il precedente DPCM del 11 marzo (attività commerciali).

Limiti e aggiornamenti del presente parere

Le indicazioni interpretative sono espresse sulla base delle informazioni disponibili al momento del rilascio della presente nota (25/03/2020). Tutti i provvedimenti attualmente vigenti, approvati dal Governo in seguito all'emergenza sanitaria internazionale legislativi sono disponibili all'indirizzo http://www.governo.it/it/approfondimento/coronavirus/13968
La presente nota informativa è riferita in via esclusiva ai contenuti ivi richiamati: resta pertanto esclusa ogni valutazione rispetto a ulteriori provvedimenti emanati da specifiche Autorità amministrative territoriali quali Regioni, Province, Comuni, ecc.

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Con il PEFC, Frate Indovino ci azzecca!

Di Francesca Dini
In questi primi mesi dell’anno stanno uscendo le prime copie delle Edizioni Frate indovino certificate PEFC. Grazie a Cartoedit, ditta umbra da poco certificata per la Catena di Custodia PEFC, le Edizioni Frate Indovino hanno infatti intrapreso la scelta di far uscire i propri prodotti editoriali su carta certificata. Da oggi, il supplemento “Voce Serafica” e il relativo periodico “Frate indovino”, mensile di cultura religiosa e popolare, raggiungeranno 180 mila famiglie con il loro messaggio PEFC di tutela, rispetto e gestione attiva delle foreste certificate. Ma questo non riguarda solamente i mensili, diversi progetti editoriali sono e saranno stampati utilizzando carta certificata PEFC. Tra questi, di particolare rilevanza per il messaggio in esso riportato, è la pubblicazione “Querida Amazonia”, l’esortazione apostolica post-sinodale, scritta da Papa Francesco a sostegno dell’Amazzonia al fine di creare nuovi cammini di evangelizzazione, di cura dell’ambiente e dei poveri. In tale agile volume si pone in pratica l’esortazione in favore della tutela ambientale dello sviluppo sostenibile presentandosi su carta certificata PEFC. 

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Rapporto PEFC: 881.068 ettari di foreste in Italia sono gestiti in modo sostenibile

Aumentano in Italia i boschi e le foreste gestite in maniera sostenibile: il 2019 si è chiuso infatti positivamente con una superficie certificata di 881.068,93 ettari, oltre 62.000 in più rispetto al 2018 quando erano 819.017,06, segnando un aumento percentuale del 7,6%.
 

A confermarlo è il Rapporto Annuale del PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l'ente normatore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale, in occasione della Giornata Internazionale delle Foreste che si celebra il 21 marzo e che quest’anno viene dedicata al tema della biodiversità.
 

La superficie forestale certificata più estesa si conferma quella del Trentino Alto-Adige con i 300.445 ettari gestiti dal  Bauernbund - Unione Agricoltori di Bolzano, cui si aggiungono i 261.428,81 ettari cumulativi curati nella provincia di Trento che comprende l’area gestita dal Consorzio dei Comuni Trentini – AR Trentino e dalla Magnifica Comunità di Fiemme. Al secondo posto il Veneto con 92.705,96 ettari, poi il Friuli Venezia Giulia, con 83.352,35 ettari gestiti da UNCEM. A seguire ci sono le superficie forestali certificate di Piemonte, Lombardia, Toscana, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Umbria e Lazio.

Positivo anche l’andamento del numero di aziende che scelgono di lavorare nel rispetto del patrimonio forestale: sono 115 le nuove aziende che nel 2019 hanno ottenuto la certificazione di Catena di Custodia, mostrando il  proprio impegno nella sostenibilità. Le certificazioni sono cresciute del 5,4% rispetto al 2018, quando invece il tasso di crescita sull’anno precedente era stato del 4%. In totale, si contano 1.095 aziende certificate sul territorio italiano, un numero che colloca l’Italia al quinto posto nella classifica mondiale dei Paesi con più aziende certificate PEFC. Il Veneto è la regione che sale sul podio con 251 aziende con certificazione di tracciabilità (Catena di Custodia), seguito da Trentino Alto-Adige (192), Lombardia (181) e Friuli Venezia Giulia (126). Per quanto riguarda le categorie produttive, rimane preponderante il settore legno in tutti i suoi aspetti, dagli imballi, all’edilizia e prima trasformazione, ma è in crescita anche il settore carta sia da stampa che packaging.
 

“Il 2019 è stato anno molto impegnativo per il PEFC che ha lavorato costantemente per contribuire al ripristino dei danni causati dalla tempesta VAIA a fine 2018. Per farlo, l’Associazione ha lanciato anche il progetto Filiera Solidale PEFC, proponendo un logo per il legname proveniente dal recupero delle piante abbattute da Vaia che lo accompagnerà fino ai prodotti finali con la tracciabilità attraverso le varie trasformazioni”, ha dichiarato Maria Cristina D’Orlando, presidente del PEFC Italia. “In questo contesto diventa fondamentale la presenza di un ente normatore come il PEFC, in grado di garantire standard per la corretta gestione delle foreste e di promuovere un modello di sviluppo sostenibile, basato sui principi di salvaguardia e valorizzazione della biodiversità, tema portante di questa edizione della Giornata Internazionale delle Foreste e di cui boschi e foreste sono fondamentali custodi”.

 

“Nel 2020 la giornata mondiale delle foreste è dedicata alla biodiversità: lo standard PEFC italiano ha requisiti elevati in questo ambito e tutela le formazioni naturali che ospitano la ricca biodiversità italiana - prosegue la presidente D’Orlando - Proprio per dare una risposta alla crescente sensibilità e interesse sui temi ambientali, il PEFC lavorerà per aprire nuove opportunità per la valorizzazione dei servizi ecosistemici prodotti dal bosco, nuova frontiera per la lotta all’emergenza climatica nel futuro”.


“La crescita delle aziende che scelgono di certificare il proprio lavoro con il logo PEFC è un segnale positivo per il mondo delle foreste ma anche per la società in generale”, sottolinea Antonio Brunori, Segretario Generale PEFC Italia. “Tale crescita è dovuta non solo dal grande impegno profuso dall’associazione su tutto il territorio nazionale nel raccontare un modo più sostenibile di fare impresa, ma anche da una rinnovata sensibilità ambientale che si sta diffondendo grazie a tanti movimenti giovanili che nel 2019 hanno spostato l’attenzione dei media e della società sulla lotta al cambiamento climatico. I numeri significativi della certificazione forestale in Italia, e alti nel Triveneto colpito dalla Tempesta Vaia, dimostrano che nel nostro Paese esiste e si espande di anno in anno un’economia positiva che lavora in sinergia con il territorio, ma anche che il settore forestale è elemento di resilienza per l’economia della montagna”.

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Linee guida PEFC: Audit delle aziende certificate PEFC per la catena di custodia interessate da restrizioni dovute a COVID-19

L’emergenza sanitaria causata dal COVID-19 impatta pesantemente sulle nostre vite e ovviamente anche sulle pratiche della certificazione. Per questo il PEFC Internazionale ha pubblicato le linee guida per fronteggiare l’emergenza che sono in voga dal 10 marzo sino alla fine dell’emergenza. Le linee guida stabiliscono la possibilità di fare audit da remoto per gli audit di sorveglianza, gli audit (di certificazione e di rinnovo) per le aziende senza possesso fisico del materiale certificato o quelle che non hanno acquistato o venduto materiale con la dichiarazione PEFC nell’ultimo anno.

Per quei casi in cui non sarà possibile fare audit da remoto, è prevista la possibilità di prolungare la durata del certificato di tre mesi, alla scadenza dei quali dovrà essere valutata la situazione ed eventualmente prolungare di altri tre mesi.

In tutti i casi è fondamentale coordinarsi con il proprio organismo di certificazione e valutare insieme ad esso quale decisione prendere.
Il documento, tradotto dalla Segreteria del PEFC Italia, è disponibile da qui

Sperando che la situazione possa normalizzarsi il prima possibile, vi porgiamo i nostri migliori auguri.

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Udine, due nuove CoC

Cartostampa Chiandetti Srl
Via Vittorio Veneto 106, 33010 Reana del Rojale (UD)
Telefono: 0432.857054; info@chiandetti.it,
www.chiandetti.it
Licenza uso logo: PEFC/18-32-17
Certificato: CC212020-SKM-PEFC-175
Scadenza Certificato: 04/10/2022
Categorie di appartenenza: imballaggi in carta, tipografie e industrie grafiche.  
L'azienda ha certificato la produzione articoli di cancelleria, materiale stampato, imballaggi e confezioni di carta certificati PEFC.
Fa parte della certificazione multisito Cluster Arredo e Sistema Casa.
Approccio: separazione fisica e percentuale.
Organismo di certificazione: DNV GL - Business Assurance Sweden AB (www.dnvgl.com).

Litografia Ponte di Ponte Marina
Via degli Artigiani 11, 33030 Talmassons (UD)
Telefono: 0432.766577; info@litoponte.com;
www.litoponte.com
Licenza uso logo: PEFC/18-32-17
Certificato: CC202020-SKM-PEFC-175
Scadenza Certificato: 04/02/2022
Categorie di appartenenza: tipografie e industrie grafiche.  
L'azienda ha certificato la produzione articoli di cancelleria e materiale stampato certificati PEFC.
Fa parte della certificazione multisito Cluster Arredo e Sistema Casa.
Approccio: separazione fisica e percentuale.
Organismo di certificazione: DNV GL - Business Assurance Sweden AB (www.dnvgl.com).

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Convenzione Fvg - Sardegna contro gli incendi boschivi

«Puntiamo a stipulare una convenzione interregionale quadro tra la Regione Friuli VG e la Regione Sardegna per la collaborazione tra i due Corpi forestali finalizzata in prima battuta a prevenire, analizzare e contrastare gli incendi boschivi». L'obiettivo è stato annunciato dall'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla Montagna Stefano Zannier al termine di incontro nella sede della Regione di Udine con una delegazione della Corpo forestale e di vigilanza ambientale (Cfva) della Regione Sardegna guidata dal generale Antonio Casula, comandante del Corpo, e dal direttore dell'ispettorato dell'Ogliastra, Salvatore Cabiddu.

La Sardegna è all'avanguardia nella lotta agli incendi boschivi, che fronteggia con un ampio dispiegamento di forze e con competenze riconosciute.

«Il trend climatico che sta accentuando la siccità e che proietta la nostra regione verso caratteristiche più spiccatamente mediterranee - ha rilevato Zannier - ci impone di rafforzare il sistema operativo forestale nell'intervento, nell'analisi e soprattutto nella prevenzione dei roghi ai danni di un patrimonio di vegetazione ricco e molto vario, dislocato in un'orografia assortita. La priorità assoluta è quella di accrescere, attraverso la formazione, la capacità di preservare vite umane nei casi, sempre più frequenti, di incendi complessi che richiedono strategie di intervento sofisticate. Da questo punto di vista - ha aggiunto l'assessore - lo scambio di conoscenze e di esperienze con la Sardegna è un'opportunità preziosa che intendiamo fissare in una convenzione, pronti a offrire le nostre competenze agli interlocutori sardi in un rapporto di confronto e di reciproco aiuto». 

L'assessore ha ricordato che «sono punti di forza del Friuli VG la stretta collaborazione tra il Corpo forestale e il sistema della Protezione civile e l'importantissimo apporto di volontari, che va di pari passo con il senso civico e di comunità, sensore fondamentale per attivare rapidamente gli interventi nei casi di incendio».

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna fronteggia soprattutto nella stagione estiva incendi di ampia portata, in gran parte - ha spiegato il direttore Casula - di origine colposa e dolosa. In Friuli VG, come ha riferito il Corpo forestale regionale, i roghi sono invece dovuti

nell'80% dei casi a cause naturali, spesso a fulmini che trovano in una vegetazione sempre meno idratata veicoli di propagazione. Le difficoltà di intervento sono dovute, talvolta, al terreno scosceso e alla penetrazione della boscaglia verso le abitazioni, come avviene nell'area carsica.

Secondo Zannier, «la sottoscrizione di una convenzione con la Regione Sardegna, imperniata sulla lotta agli incendi, può rappresentare il prodromo di una collaborazione più ampia tra due Regioni autonome, che presentano molti aspetti comuni, legati a un patrimonio naturalistico di grande attrattività turistica e ad aree montane su cui c'è una forte volontà di rilancio e ripopolamento». 

L'assessore regionale alla difesa dell'ambiente della Regione Sardegna, Gianni Lampis, ha condiviso con Zannier le future azioni ed entrambi hanno espresso la comune volontà di collaborare. (Fonte: ARC)

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Food&Wine Italia Awards: Basello vince con il “pane del bosco”

La Regione Friuli VG, attraverso il suo assessore al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha espresso soddisfazione e apprezzamento per il riconoscimento che lo chef Stefano Basello del ristorante “Là di Moret” di Udine ha ottenuto nel corso della prima edizione di Food&Wine Italia Awards con la ricetta "pane del bosco": esempio di valorizzazione del territorio, di recupero di antiche tradizioni e di sviluppo di una cucina di ricerca. La cerimonia di Food&Wine Italia, edizione italiana della prestigiosa rivista statunitense lanciata nel 1978, è stata ospitata negli spazi di Cariplo Factory, a Milano, con l'obiettivo di riconoscere e raccontare il talento, la creatività, l'innovazione e la responsabilità sociale nell'enogastronomia italiana.

Alla premiazione la Regione ha sottolineato il valore anche simbolico di un progetto di recupero degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia. Basello ha voluto, infatti, recuperare la corteccia trasformandola in farina derivata, nello specifico, dalla lavorazione del fusto dell'abete rosso e bianco di Sappada e dello Zoncolan e dando poi vita al "pane del bosco". Una ricetta che gli ha fatto conquistare il premio "storie di territorio | sostenibilità" ai "Food&Wine Italia Awards 2020". 

L'Amministrazione regionale ha voluto ricordare anche i tanti progetti avviati grazie alla collaborazione di privati, aziende e istituzioni per ridare nuova vita al legno schiantato dalla furia della tempesta e rimarcare come da una tragedia possono nascere delle opportunità. Grazie all'attenzione al territorio, all'innovazione della tradizione e all'impegno nella ricerca culinaria, lo chef Basello, secondo la Regione, ha saputo mettere in luce le tipicità recuperando una ricetta antica e dimostrando il grande amore per la sua terra. (Fonte: ARC)


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Udine - Pordenone: sei nuove CoC

Agriverde Piccola Società Cooperativa
Via Ceclis 4, 33010 Chiusaforte (UD)
Telefono: 0433.52220; amministrazione@agriverdescarl.it; www.agriverdescarl.it
Licenza uso logo: PEFC/18-32-30/26
Certificato: 41333/26
Scadenza Certificato: 12/05/2021
Categorie di appartenenza: arredi esterni, carpenteria.  
L'azienda ha certificato la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica e produzione, commercio e posa in opera di arredi per il verde a partire da tronchi e semilavorati “certificati PEFC”.
Specie: Abete rosso (Picea abies), Abete bianco (Abies alba), Larice (Larix decidua), Faggio (Fagus sylvatica), Pino silvestre (Pinus sylvestris), Pino nero (Pinus nigra), Pioppo (Populus spp.), Salice (Salix spp.), Betulla (Betula spp.), Ontano (Alnus spp.), Carpino bianco (Carpinus betulus), Carpino nero (Ostrya carpinifolia), Nocciolo (Corylus avellana), Castagno (Castanea sativa), Rovere (Quercus spp.), Sorbo (Sorbus spp.), Robinia (Robinia pseudoacacia).
Prodotti: tronchi da sega; tronchi per cartiera o triturazione; residui da utilizzazioni boschive (ramaglie, cimali e altri); tronchi per legna da ardere o altra destinazione industriale.
Fa parte del gruppo di produttori PEFC Nitens Soc. Coop.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione: CSQA Certificazioni S.r.l. (www.csqa.it).

Craighero Elio
Via Giacomo Matteotti 8, 33020 Treppo Ligosullo (UD)
Telefono: +39 338.7635151; eliocraighero84@libero.it
Licenza uso logo: PEFC/18-32-30/25
Certificato: 41333/25
Scadenza Certificato: 15/05/2021
Categorie di appartenenza: ditte boschive.  
L'azienda ha certificato l'attività di utilizzazioni boschive e commercio legnami da boschi “certificati PEFC”.
Specie: Abete rosso (Picea abies), Abete bianco (Abies alba), Larice (Larix decidua), Faggio (Fagus sylvatica), Pino silvestre (Pinus sylvestris), Pino nero (Pinus nigra).
Prodotti: tronchi da sega; tronchi per cartiera o triturazione; residui da utilizzazioni boschive (ramaglie, cimali e altri); 01050 - Tronchi per legna da ardere o altra destinazione industriale.
Fa parte del gruppo di produttori PEFC Nitens Soc. Coop.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione: CSQA Certificazioni S.r.l. (www.csqa.it).

Mingone Sergio
Loc. Borgo Poiana 2, Racchiuso, 33040 Attimis (UD)
Telefono: +39 333.3413969; sergio.mingone@gmail.com
Licenza uso logo: PEFC/18-32-30/24
Certificato: 41333/24
Scadenza Certificato: 12/05/2021
Categorie di appartenenza: ditte boschive, legna da ardere, pellets, cippato ecc.  
L'azienda ha certificato l'attività di utilizzazioni boschive, produzione e commercio di legnami e legna da ardere da boschi e tronchi “certificati PEFC”.
Specie: Abete rosso (Picea abies), Abete bianco (Abies alba), Larice (Larix decidua), Faggio (Fagus sylvatica), Pino silvestre (Pinus sylvestris), Pino nero (Pinus nigra), Pioppo (Populus spp.), Salice (Salix spp.), Noce (Juglans regia), Betulla (Betula spp.), Ontano (Alnus spp.), Carpino bianco (Carpinus betulus), Carpino nero (Ostrya carpinifolia), Nocciolo (Corylus avellana), Olmo (Ulmus spp.), Castagno (Castanea sativa), Rovere (Quercus spp.), Gelso (Morus spp.), Sorbo (Sorbus spp.), Robinia (Robinia pseudoacacia), Acero (Acer spp.), Tiglio (Tilia spp.), Frassino (Fraxinus excelsior).
Prodotti: tronchi da sega; tronchi per cartiera o triturazione; tronchi per legna da ardere o altra destinazione industriale; legna da ardere spaccata in ciocchi.
Fa parte del gruppo di produttori PEFC Nitens Soc. Coop.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione: CSQA Certificazioni S.r.l. (www.csqa.it).


Pittino Valentino
Via Monteforno 4, Fusine Valromana, 33018 Tarvisio (UD)
Telefono: +39 345.4380648; valentinopittino@gmail.com
Licenza uso logo: PEFC/18-32-30/27
Certificato: 41333/27
Scadenza Certificato: 12/05/2021
Categorie di appartenenza: ditte boschive.  
L'azienda ha certificato le utilizzazioni boschive e commercio legnami da boschi “certificati PEFC”.
Specie: Abete rosso (Picea abies), Abete bianco (Abies alba), Larice (Larix decidua), Faggio (Fagus sylvatica), Pino silvestre (Pinus sylvestris), Pino nero (Pinus nigra).
Prodotti: tronchi da sega; tronchi per cartiera o triturazione; residui da utilizzazioni boschive (ramaglie, cimali e altri); tronchi per legna da ardere o altra destinazione industriale.
Fa parte del gruppo di produttori PEFC Nitens Soc. Coop.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione: CSQA Certificazioni S.r.l. (www.csqa.it).

Colombino & Polano Srl
Via B.T.G. Gemona 3, 33030 Muris di Ragogna (UD)
Telefono: 0432.957589; Fax: 0432.942200; 

Licenza uso logo: PEFC/18-31-1132
Certificato: 2020-SKM-PEFC-311
Scadenza Certificato: 28/01/2025
Categorie di appartenenza: imballaggi in carta, imballaggi in cartone.  
L'azienda ha certificato la produzione e commercializzazione di imballaggi e articoli in carta, cartoncino e cartone Certificati PEFC.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione: DNV GL - Business Assurance Sweden AB (www.dnvgl.com).

Costrusion Len di Giorgio Bianchi & C. Snc


Indirizzo: Via Venezia 9/B, 33075 Morsano al Tagliamento (PN)


Telefono: 0434.697072; Fax: 0434.697910;

info@costrusionlen.it;

 


www.costrusionlen.it

Licenza uso logo: PEFC/18-31-1129


Certificato: ICILA-PEFCCOC-004221


Scadenza Certificato: 19/01/2025


Categorie di appartenenza: carpenteria, case in legno, pannelli, semilavorati.  


L'azienda ha certificato la produzione di tetti e strutture in legno certificati PEFC. Commercializzazione di pannelli, segati, perline, pali e compensati in legno certificati PEFC.


Specie: abete, pino e larice.


Approccio: separazione fisica.


Organismo di certificazione: CSI S.p.A. (

www.csi-spa.com

).

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Assemblea annuale della Consulta delle Aziende Certificate PEFC ed Elezioni dei rappresentanti 2020-2023

Di Francesca Dini
A febbraio si svolgerà l’annuale assemblea delle Consulta delle Aziende Certificate PEFC. La Consulta, composta da rappresentanti delle aziende con Catena di Custodia PEFC, è l’organo istituito dal PEFC per dare voce alle aziende certificate all’interno dell’associazione. E per tale motivo tre rappresentanti della Consulta entrano a far parte del Consiglio d’Amministrazione dell’Associazione, in questo modo il PEFC si assicura un costante confronto con le aziende certificate su quelle che sono le loro necessità al fine di determinare in modo congiunto i futuri obiettivi, per ottenere una crescita proficua e un ulteriore consolidamento dell’Associazione.

Quest’edizione è di particolare importanza per la Consulta poiché, dopo 3 anni, si effettueranno le elezioni per il rinnovo dei suoi quindici elementi ognuno dei quali dovrà rappresentare le quindici categorie che caratterizzano le aziende certificate mediante CoC PEFC, ovvero:

  1. 1. Ditte Boschive;
  2. 2. Segherie e prima trasformazione del legno;
  3. 3. Legno Ingegnerizzato;
  4. 4. Edilizia e Carpenteria;
  5. 5. Imballaggi e Pallet;
  6. 6. Pannelli in legno;
  7. 7. Commercio di Legname,
  8. 8. Carta per grafica;
  9. 9. Carta tissue e trasformatori;
  10. 10. Distributori;
  11. 11. Editori e Stampatori,
  12. 12. Mobili e arredo per interno;
  13. 13. Mobili e arredo per esterno;
  14. 14. Gadget, cancelleria e utensili
  15. 15. Prodotti Forestali non Legnosi

Così come stabilito dallo statuto della Consulta si invitano le aziende che intendono candidare un proprio rappresentante per una posizione all’interno della Consulta ad inviare le proprie candidature mediante comunicazione attraverso mail o raccomandata agli indirizzi della segreteria: pefc.italia@pec.it o Associazione PEFC Italia, via Cestellini 17, 06135 Perugia.
Si ricorda che i tre membri della consulta che entreranno a far parte del Consiglio d’Amministrazione PEFC saranno successivamente eletti tra i 15 neo eletti rappresentati e rimarranno in carica per le annualità 2020-2023.
Ulteriori aggiornamenti sulla sede e sul programma dell’avvenimento saranno comunicati tramite i canali del PEFC.
La segreteria è a disposizione per qualsiasi chiarimento (Giovanni Tribbiani: Tel. 075.7824825, mobile 347.6457001).

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Al via gli incentivi regionali per i giovani imprenditori della montagna

A partire dal 1 febbraio, i nuovi giovani imprenditori che avviano un'attività in montagna possono presentare progettualità e richieste di contributo alla Regione. Le modalità di accesso agli incentivi sono contenute nella legge di Stabilità 2020.

«Abbiamo scelto di investire sui giovani – afferma l’assessore alle Risorse agroalimentari e montagna, Stefano Zannier - per garantire una prospettiva di sviluppo al territorio montano, dando loro la possibilità di ricevere finanziamenti per un ventaglio quanto più ampio possibile di attività proprio con l'intento di raccogliere le idee più innovative, senza ingabbiare gli imprenditori in definizioni precostituite, ma dando loro piena fiducia. Abbiamo fatto in modo - ha detto inoltre - che le procedure di presentazione, che avverranno a sportello, richiedano il minor numero possibile di documenti e la massima semplicità nella compilazione, così che un giovane possa gestire da solo la pratica e non desista davanti ad un eccesso di burocrazia».

Il canale contributivo conta attualmente su un budget di 800mila euro che potrà essere incrementato successivamente in base al volume delle domande che perverranno in Regione. In ogni caso, questi canali contributivi sono destinati a restare aperti nei prossimi anni per rispondere a una strategia specifica che la Regione ha inteso attivare sul rilancio della montagna. 

Gli incentivi sono riservati ai giovani di età compresa tra 18 e 41 anni non compiuti che si impegnano a costituire nuove imprese o sviluppare imprese esistenti in zona montana (zone B o C) con l'obbligo di mantenere la residenza per almeno 5 anni.

Le attività finanziabili sono la produzione di prodotti agricoli, l'allevamento, la loro trasformazione e commercializzazione, ma anche la gestione forestale e la trasformazione del legno. 

I contributi sono concessi in regime de minimis con massimali diversi a seconda del tipo di investimento (20mila euro per investimenti nella produzione primaria e 200mila euro per investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti, anche non agricoli).

L'intensità di aiuto è molto elevata e va dall'80% sulla spesa ammessa, che arriva fino al 100% per l'acquisto di terreni utile a contrastare la parcellizzazione delle proprietà e a incentivare, attraverso i giovani, la ricongiunzione di terreni spesso divisi in micro proprietà familiari. (Fonte: ARC)

 

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Da Assisi un Manifesto per un altro mondo possibile

La sostenibilità ambientale e l’economia circolare sono diventati due temi centrali del dibattito civile e politico di questi mesi. Tanti giovani si sono mobilitati e i governi stanno cercando di inseguirli per provare a realizzare un altro mondo possibile che sappia rispondere, in tempi brevi, anche alle continue emergenze provocate dai cambiamenti climatici. Sulle orme di san Francesco e di papa Francesco, ancora una volta, Assisi è diventato un punto importante di dibattito e proposta. Il “Manifesto di Assisi”, promosso dai frati francescani e da Symbola, è una sintesi alta del lavoro di tante persone: religiosi, giornalisti, economisti, intellettuali, sindacalisti, ambientalisti e centinaia di cittadini che hanno dato eco al Manifesto e lo hanno già sottoscritto. Anche qui lo si può leggere, condividere e sottoscrivere.

Scarica qui il manifesto: 2020_Manifesto-con-Firme-COMPLETO Assisi (1)

Firma il manifesto qui

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Il 2019 è stato un anno estremamente positivo per la certificazione PEFC

Di Giovanni Tribbiani
Il 2019 una crescita consistente sia delle certificazioni di Catena di Custodia, il miglior risultato dell’ultimo quinquennio, sia della gestione forestale con oltre 60.000 ettari di nuove foreste certificate. 

Catena di custodia
Sono ben 115 le aziende che hanno ottenuto la certificazione di catena di custodia nel 2019 (ovvero +5,4% rispetto il 2018 dove il tasso di crescita era del 4%), il dato è ancora più chiaro se si considera il numero assoluto di nuove aziende che nel 2018 furono 88. A trainare la certificazione è sempre il Veneto con 251 aziende con catena di custodia, seguito dal Trentino Alto-Adige con 192, Lombardia con 181 e Friuli Venezia Giulia con 126.

Primo grafico

Per quanto riguarda le categorie produttive, rimane preponderante il settore legno in tutti i suoi aspetti, dagli imballi, all’edilizia e prima trasformazione, ma è in crescita anche il settore carta sia da stampa che packaging. Viene fornita una fotografia della situazione per settori.

Secondo grafico

Gestione forestale sostenibile
La gestione forestale PEFC in Italia registra un incremento del 7,6% passando da 819.017,06 ettari a 881.265,79.
La superficie forestale certificata più estesa rimane quella gestita dal Bauernbund - Unione Agricoltori di Bolzano (con 300.445 ettari), seguita dalla Provincia di Trento che comprende l’area gestita dal Consorzio dei Comuni Trentini – AR Trentino e dalla Magnifica Comunità di Fiemme (con 261.428,81 ettari cumulativi), poi dall’area gestita da UNCEM in Friuli Venezia Giulia (con 83.352,35 ettari); a seguire, in ordine decrescente di superficie forestale certificata, le foreste del Piemonte, della Lombardia, della Toscana, Basilicata e in altre regioni (Emilia Romagna, Liguria, Marche, Umbria e Lazio).

Terzo grafico

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Doppia strategia Fvg per la montagna

«Rafforziamo il tessuto imprenditoriale agricolo e forestale e valorizziamo, nel contempo, il patrimonio rurale e boschivo con due finalità chiare: contrastare l'abbandono dei territori montani e scongiurare il dissesto idrogeologico». È la strategia che, come spiega l'assessore alla Montagna, Stefano Zannier, la Giunta regionale ha formalizzato in un emendamento salva-montagna alla recente legge di Stabilità. 

«Le finalità - ha detto Zannier - vengono perseguite su due livelli: uno di carattere pianificatorio, che prevede una strategia regionale per l'attività agricola e forestale in montagna, e uno immediatamente operativo che promuove lo sviluppo di attività economiche di giovani imprenditori nei territori montani obbligandoli, a fronte dell'aiuto ricevuto, a mantenere la residenza in montagna per cinque anni. Una misura, questa, che mira a combattere anche l'annoso problema della polverizzazione fondiaria».

Per gli interventi immediati vengono stanziati, da subito, 800mila euro, «in vista di incrementare il pacchetto finanziario necessario a coprire il doppio registro di azione, quello regolamentare e quello di pianificazione ad ampio raggio - a proposito del quale Zannier evidenzia che - era tempo si disegnasse un quadro ampio di governo concernente le misure per l'agevolazione e la regolamentazione dell'attività agricola e forestale in montagna, individuandone le criticità e definendo, ove necessarie, le azioni di rilancio».

Per ciò che riguarda, in dettaglio, i contributi a fondo perduto immediatamente operativi, le risorse sono concesse in conto capitale per progetti di costituzione o sviluppo di imprese operative nella produzione di prodotti agricoli, allevamento e attività connesse, trasformazione di prodotti agricoli anche in prodotti non agricoli, commercializzazione di prodotti agricoli, gestione forestale sostenibile, attività di trasformazione del legno.

Gli aiuti, secondo i regolamenti comunitari in regime de minimis, interessano il territorio montano individuato nei Comuni delle zone B e C di svantaggio socioeconomico e sono concessi per compravendita di terreni, compravendita, costruzione o miglioramento di beni immobili, interventi di pianificazione e gestione forestale, compravendita di macchinari, attrezzature e animali e compravendita e messa a dimora di piante. Sono ammesse a contributo anche spese di promozione, tecniche, generali, amministrative e per la conduzione aziendale.

I contributi sono concessi fino all'intensità massima del 100%, per la compravendita di terreni e dell'80% per le altre spese ammissibili. Possono farne richiesta i giovani (41 anni non ancora compiuti) oppure le imprese condotte da giovani, con facoltà di cumularli, nei limiti previsti dalla normativa europea di riferimento, con finanziamenti agevolati erogabili per le stesse spese in base alla disponibilità del Fondo di rotazione regionale per interventi nel settore agricolo. (Fonte: ARC)

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Legno Servizi: oltre 16mila taglieri solidali venduti in sei mesi

Sono stati oltre 16mila i “taglieri solidali” venduti in seguito all’iniziativa organizzata da Legno Servizi. Dopo la tempesta “Vaia” che, a fine ottobre 2018 ha devastato, purtroppo, anche i boschi del Friuli VG, la cooperativa tolmezzina si è interrogata su quale potesse essere un’iniziativa da avviare per dare un sostegno concreto alle aree danneggiate. Così, dopo aver aderito alla Filiera Solidale garantita da PEFC Italia, a giugno del 2019 si è dato avvio alla produzione dei “taglieri solidali”, di abete bianco lavorati a partire dal legno schiantato e certificato Pefc, in collaborazione con la rete d’imprese Friûldane e altri 4 attori della filiera: Artigianato Clautano di Rosanna Talamini, di Claut; l’impresa boschiva Fabiano De Filippo, di Claut; la segheria Nassutti Bernardino, di Travesio e la Sintesi Laser di Ros Andrea, di Maron di Brugnera.
«La campagna di comunicazione che abbiamo attivato – spiega il presidente di Legno Servizi, Emilio Gottardo – ha funzionato oltre ogni nostra aspettativa incontrando pure la sensibilità di molte organizzazioni sindacali, commerciali, di singole aziende e persone del Friuli VG e di altre regioni italiane. Di conseguenza, ci siamo dovuti attivare per far fronte a quasi una cinquantina di richieste per complessivi 16mila taglieri venduti (equivalenti a oltre 70 mc di legname grezzo recuperato). La cosa importante è che, con questa iniziativa dal chiaro carattere ecosostenibile, non solo abbiamo dato un piccolo contributo all’economia dei boschi regionali, ma abbiamo coinvolto migliaia di famiglie all’interno di un progetto concreto di solidarietà. Un piccolo progetto che rappresenta, inoltre – conclude Gottardo - un esempio virtuoso di collaborazione tra imprese, laddove il fare rete ha permesso di produrre un significativo valore aggiunto per la realtà locale».

Ottimo anche il rapporto instaurato con il Comune di Forni Avoltri cui sarà devoluto 1euro per ogni tagliere venduto. Così, i 16mila euro che, in seguito alla vendita dei taglieri, arriveranno nelle casse comunali (Forni Avoltri è stato il Comune più danneggiato da “Vaia”), serviranno a realizzare un progetto di educazione ambientale (la cui progettazione è già stata avviata) denominato: “A contatto con la foresta – Percorsi esperienziali di conoscenza del bosco”. (Essegipress)

 


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Otto nuove CoC a Udine e Pordenone


Fratelli Tulissi Srl

Via Parini 12 e 17, 33044 Manzano (UD)

Telefono: 0432.750779; Fax: 0432.740300

info@tulissi.it; http://tulissi.it

Licenza uso logo: PEFC/18-31-1075

Certificato: ICILA-PEFCCOC-004136

Scadenza Certificato: 20/05/2024

Categorie di appartenenza: commercio legno, componenti per mobili, ditte boschive, segherie. 

Note attività: l'azienda ha certificato la commercializzazione di tronchi e segati certificati PEFC e produzione di tavolame, elementi e parti di mobili certificati PEFC.

Specie: acero, faggio, frassino, rovere.

Approccio: separazione fisica.

Organismo di certificazione: CSI S.p.A. (www.csi-spa.com).


Holz Klade Srl

Via Roma 43/11, 33100 Udine (UD)

Telefono: +43(0)435281147-23; Fax: +43(0)435281147-50

office@klade-group.com; www.holz-klade.at

Licenza uso logo: PEFC/18-31-1073

Certificato: QA-CoC-00106/0

Scadenza Certificato: 14/04/2024

Categorie di appartenenza: ditte boschive .

Note attività: l'azienda ha certificato la produzione di legno tondo (conifere e latifoglie).

Approccio: separazione fisica.

Organismo di certificazione: Quality Austria (www.qualityaustria.com).

Pontarolo Engineering SpA
Via Clauzetto 20, 33078 San Vito al Tagliamento (PN)
Telefono: 0434.857010; info@pontarolo.com; https://pontarolo.com
Licenza uso logo: PEFC/18-31-1104
Certificato: ICILA-PEFCCOC-004165
Scadenza Certificato: 01/08/2024
Categorie di appartenenza: arredi esterni, pavimenti. L'azienda ha certificato la produzione di pavimenti per esterni certificati PEFC.
Specie: pino e abete.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione: CSI S.p.A. (www.csi-spa.com).

B.P.F. Srl
Via Julia 2, 33050 Trivignano Udinese (UD)
Telefono: 0432.999565; commerciale@segheria3b.com
Licenza uso logo: PEFC/18-32-17
Certificato: 2017-SKM-PEFC-175
Scadenza Certificato: 10/04/2022
Categorie di appartenenza: commercio legno, segherie.  
L'azienda ha certificato la produzione di tavole certificate PEFC e la commercializzazione di tronchi e tavole certificate PEFC. Fa parte della certificazione multisito Cluster Arredo e Sistema Casa.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione: DNV GL - Business Assurance Sweden AB (www.dnvgl.com).

I.C.A.M. - Pannelli Srl
Zona artigianale Geromina 6, 33077 Sacile (PN)
Telefono: 0434.780944; Fax: 0434.70415; info@icampannelli.com; https://www.icampannelli.com
Licenza uso logo: PEFC/18-32-17
Scadenza Certificato: 10/04/2022
Categorie di appartenenza: pannelli.  
L'azienda ha certificato la lavorazione e commercializzazione di pannelli e produzione di semilavorati certificati PEFC. Fa parte della certificazione multisito Cluster Arredo e Sistema Casa.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione: DNV GL - Business Assurance Sweden AB (www.dnvgl.com).

Materiali edili Roman Terzer Srl
Via Leonardo Da Vinci 10, 33048 Chiopris Viscone (UD)
Telefono: 0432.1451022; sodorman@speedblock.it
Licenza uso logo: PEFC/18-32-17
Certificato: 2017-SKM-PEFC-175
Scadenza Certificato: 10/04/2022
Categorie di appartenenza: carpenteria.  
L'azienda ha certificato la produzione di mattoni in legno per carpenteria certificati PEFC. Fa parte della certificazione multisito Cluster Arredo e Sistema Casa.
Approccio: separazione fisica e percentuale.
Organismo di certificazione: DNV GL - Business Assurance Sweden AB (www.dnvgl.com).

Scatolificio Udinese Srl
Via A. Malignani 46, 33031 Basiliano (UD)

Telefono: 0432.84500; Fax: 0432.830284; info@scatolificioudinese.it; https://www.scatolificioudinese.it
Licenza uso logo: PEFC/18-31-1117
Certificato: 2019-SKM-PEFC-308
Scadenza Certificato: 08/11/2024
Categorie di appartenenza: tipografie e industrie grafiche.  
L'azienda ha certificato la produzione di packaging in cartoncino, in cartone ondulato, cartone accoppiato, espositori da pavimento e da banco, materiale stampato e altri prodotti in cartoncino e cartone certificati PEFC.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione: DNVGL - Business Assurance Sweden AB (www.dnvgl.com). 

Gruppo Sigel Italia SpA
Via Maniago 47, 33080 S. Quirino (PN)
Telefono: 0434.9184; info@grupposigel.com;  http://www.grupposigel.com
Licenza uso logo: PEFC/18-31-1123
Certificato: ICILA-PEFCCOC-004187
Scadenza Certificato: 05/11/2024
Categorie di appartenenza: pannelli.  
L'azienda ha certificato la commercializzazione e taglio di pannelli di compensato, truciolare e MDF certificati PEFC.
Specie: pioppo.
Approccio: separazione fisica.
Organismo di certificazione C.S.I. S.p.A. (www.csi-spa.com).



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5^ Asta del legname con record, ad Ampezzo

È stata un’Asta di legname con il record quella appena conclusasi ad Ampezzo (Udine) e organizzata dalla cooperativa Legno Servizi. Alla sua 5^ edizione, infatti, ha visto acquistare un tronco di abete rosso di risonanza, proveniente dalla foresta regionale di Fusine (e certificato Pefc), al valore di 305 euro al mc: quasi 3 volte il valore medio (109 euro/mc) dei 195 tronchi di conifere complessivamente messi in vendita.

L’acquirente che se lo è aggiudicato, è un operatore del settore. Il signor Luca Pozza, infatti, proveniente da Verona, con la sua Tonewood, produce piani armonici per strumenti musicali ad arco e pizzico. «Ho saputo dell’asta via web – racconta – e ho visto e toccato questo tronco che mi è subito parso adatto alle nostre produzioni. Anche le altre aziende avevano capito l’ottima qualità del legname che si stava vendendo e ho dovuto rilanciare parecchio per potermelo portare a casa».

Naturalmente, questo tronco non proveniva dal legname recuperato dopo la tempesta “Vaia” (come i migliori messi in vendita ad Ampezzo), ma molti altri sì. «Anche per questo esprimo una moderata soddisfazione per come sono andate le cose – dice Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -. Non era per nulla scontato che l’Asta si potesse svolgere (il meteo è stato poco favorevole alle operazioni di esbosco e trasporto dei tronchi) e che i prezzi, all’asta con le offerte in busta chiusa, raggiungessero anche i 135 euro al mc, come è successo nel caso di alcuni bei fusti di abete rosso, segnando offerte in aumento anche del 60 per cento sul prezzo base».

I 20 tronchi migliori della partita, selezionati per la loro elevata qualità da un’apposita Commissione tecnica, sono stati battuti pubblicamente all’Asta, a Palazzo Unfer di Ampezzo, da Antonio Brunori (segretario generale di Pefc Italia), con una grande partecipazione di pubblico. In questo caso, i 5 acquirenti intervenuti, hanno fatto offerte al rialzo, fino a un massimo di 175 euro/mc (escluso l’abete di risonanza da record). (Essegipress)

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Legno Servizi realizza la Panchina della Libertà di Stampa

È arrivata a Torre Annunziata (Napoli) La Panchina della Libertà di stampa realizzata dall'Associazione culturale “Leali delle Notizie”, presieduta da Luca Perrino. È successo in occasione del conferimento, da parte del Comune campano, della cittadinanza onoraria a Giancarlo Siani. La panchina, donata dall’Associazione e dal Ccm (Consorzio Culturale del Monfalconese) è stata costruita con il legno della tempesta “Vaia” dalla cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo (Udine). La decorazione è opera della vicepresidente dell'associazione, Cristina Visintini: un tricolore italiano su sfondo bianco e la frase del poeta francese Jacques Prévert: "Quando la verità non è libera, la libertà non è vera".

Siani era un giornalista del quotidiano "Il Mattino" e venne assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985, all'età di 26 anni, proprio a Torre Annunziata. Nell’ottobre 2019, una Panchina per la Libertà di stampa, realizzata sempre dall’Associazione “Leali delle Notizie”, era stata inaugurata a Ronchi dei Legionari (Gorizia) e dedicata a Dafhne Caruana Galizia, giornalista maltese uccisa nell’ottobre del 2017, a causa delle sue inchieste scomode. (Essegipress)

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Il bel legno in bella mostra, 5^ edizione. Ad Ampezzo, il 13 e 14 dicembre

Quella che si terrà ad Ampezzo, il 13 e 14 dicembre, sarà l’edizione n.° 5 della manifestazione regionale “Il bel legno in bella mostra”, organizzata dalla cooperativa Legno Servizi di Tomezzo. Un modo nuovo di promuovere la qualità del legname del Friuli VG e la cultura del bosco e delle foreste.

Infatti, proprio venerdì 13, al Palazzo Unfer di Ampezzo, si terranno due interessanti convegni. Uno, alla mattina, con inizio alle ore 9.00, sarà dedicato a: “Costruire con il legno (locale) 2.0”, in collaborazione con l’Ordine degli architetti del Friuli VG. Il secondo, nel pomeriggio, con inizio alle ore 14.45, proporrà delle riflessioni sul “Dopo Vaia, la biodiversità e i servizi ecosistemici: nuove opportunità di gestione delle foreste”, in collaborazione con l’Ordine regionale degli agronomi e forestali.

Sempre venerdì, alle ore 18.00 partirà da piazza Roma, la manifestazione promozionale di orienteering in notturna per gli studenti e gli abitanti di Ampezzo. Alle 18.30, sempre a Palazzo Unfer, verrà inaugurata la mostra fotografica di Gabriele Carlo Chiopris: ”Vaia, il silenzio dopo la tempesta”.

Sabato 14 dicembre, a partire dalle ore 9.00, sarà aperta l’esposizione di macchine e attrezzature forestali, in piazza, a cura della ditta Pivotti e si potrà curiosare tra gli stand di prodotti tipici biologici. Sarà anche possibile acquistare i “taglieri solidali”, prodotti all’interno della filiera solidale che vuole contribuire, concretamente, a lenire almeno in parte le ferite procurate dalla tempesta Vaia ai nostri boschi.

Il cuore della mattinata, però, a partire dalle ore 10.00, pulserà insieme a venditori e acquirenti che parteciperanno all’Asta regionale del legname di pregio che metterà all’incanto, al miglior offerente, i 20 migliori tronchi di legname tondo conferito nel piazzale di Ampezzo. Già si annunciano visitatori dal Piemonte e acquirenti dalle regioni vicine, Austria e Slovenia comprese. 

 

A questo link, tutte le informazioni più dettagliate: 121319 biod4 ampezzo def3 finale (Essegipress)

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Una friulana vince il Premio internazionale Experience Forests, Experience PEFC

Il PEFC Internazionale indice ogni anno un concorso fotografico per premiare la foto che meglio esprime la conoscenza delle foreste e della loro gestione sostenibile. È un premio a cui partecipano fotografi di tutto il mondo e, quest’anno, è stato assegnato a una foto scattata a Forni Avoltri dalla fotografa friulana, Sonia Fantini.

La premiazione si svolgerà sabato 30 novembre, alle ore 11.00, nella Sala Consiliare del Comune carnico e sarà l’occasione per incontrare e conoscere la vincitrice, le foreste e il territorio dove la foto è stata scattata. Alla cerimonia dell’assegnazione del Premio Experience Forests, Experience PEFC, oltre la Sindaco di Forni Avoltri, Sandra Romanin, saranno presenti: Marco Groppo, amministratore della Proprietà forestale Consorzio Bordaglia; Ivan Buzzi, presidente della Delegazione Uncem Fvg; Maria Cristina D’Orlando, presidente di PEFC Italia e Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e della montagna del Friuli VG.

La partecipazione è libera e gratuita.

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5° ASTA REGIONALE DEL LEGNAME DI PREGIO

Anche quest’anno si rinnova la ormai tradizionale

5° ASTA REGIONALE DEL LEGNAME DI PREGIO

che si terrà il 10 e 14 dicembre 2019 ad AMPEZZO (UD)

c/o Palazzo Unfer – ore 10,00


La cooperativa LEGNO SERVIZI con sede a Tolmezzo, via Divisione Garibaldi 8, indice la 5° asta regionale del legname di pregio per i giorni 10 e 14 dicembre 2019.


Chi fosse interessato a partecipare, per conferire o per comperare tronchi di ottima qualità, è pregato di visitare il sito http://www.legnoservizi.it/aste-di-legname/ dove troverà tutti i riferimenti utili per procedere.

Come di consueto, l’asta si svolgerà secondo due modalità:

Il 10 dicembre in FORMA PRIVATA, con l’invio di offerte al rialzo su apposito modulo, in busta chiusa;

Il 14 dicembre in FORMA PUBBLICA, con lo svolgimento di vera e propria asta al rialzo con banditore per i 20 migliori tronchi preventivamente selezionati da apposita Commissione.


L’iniziativa è volta a valorizzare la vendita del legname locale di qualità attraverso un forte momento di contatto tra proprietari e utilizzatori/trasformatori.


Tutti i lotti saranno preventivamente visionabili presso il piazzale del Comune di Ampezzo sito nella Zona Industriale in Via Melar.

I regolamenti d’asta sono consultabili nel sito www.legnoservizi.it o presso il sito del Comune di Ampezzo (www.comune.ampezzo.ud.it).

Per ulteriori informazioni, telefonare allo 0433 468120 (lun. e ven. 09-12) o indirizzare a amministrazione@legnoservizi.it

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Con i “Taglieri solidali”, più legno e meno plastica

A un anno dalla tempesta “Vaia” che si è abbattuta sui boschi del NordEst esattamente un anno fa, c’è stato un momento di ricordo e riflessione, a Monfalcone, all’interno della Festa del Bosco. Durante uno specifico appuntamento convegnistico, Emilio Gottardo, presidente della cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo, uno dei più importanti operatori boschivi della regione, ha riassunto i numeri della più devastante catastrofe naturale causata dal vento, mai abbattutasi sulla nostra area montana: raffiche a 200 km/h; 830 mm di pioggia caduti in 3 giorni; 730.000 mc di legname schiantati (l’1% dell’intera superficie forestale regionale), per un territorio coinvolto di 20 Comuni. Molte le iniziative in corso per far fronte a quanto accaduto che, finora, ha visto recuperare circa il 35% di tutto il materiale steso a terra. Ancora molto resta da fare, ma la filiera bosco-legno con tutti suoi protagonisti pubblici e privati, sta rispondendo in modo organizzato e adeguato. Tra queste iniziative, vi è quella della “Filiera solidale” lanciata da Pefc Italia a livello nazionale e raccolta da Legno Servizi e FriulDâne a livello locale con i “Taglieri solidali”, ricavati proprio dal legname di Abete bianco friulano abbattuto durante la tempesta dell’ottobre 2018. Un’iniziativa che ha già “sfornato” oltre 15.000 pezzi, per 60 mc di legno recuperato e alla quale hanno aderito associazioni, enti pubblici, aziende private del territorio e molte singole persone che hanno deciso di sostenerla. Anche l’Ecomuseo Territori di Monfalcone, che ha fortemente voluto questo momento di riflessione tramite il suo presidente, Davide Iannis, si è detto vicino a chi lavora per risanare i boschi regionali e riportarli, quanto prima, alla loro bellezza originaria. Un punto di vista condiviso dall’assessore comunale all’ambiente di Monfalcone, Sabina Cauci, la quale ha sottolineato come la valorizzazione del legname schiantato da “Vaia”, attraverso la proposta di nuovi manufatti utili, possa sposare con successo la campagna “Monfalcone no plastica” lanciata in grande stile dal Comune, alla Barcolana n. 51. Dal canto suo, Sandra Romanin, il sindaco di Forni Avoltri, il Comune friulano più colpito da “Vaia”, ha illustrato la situazione attuale sul suo territorio e i progetti ambientali ed educativi che l’Amministrazione intende realizzare anche grazie all’aiuto proveniente dalla vendita dei ”Taglieri solidali” (1 ero per ogni acquisto, infatti, entra nelle casse del Comune con questa precisa finalizzazione). (Essegipress)

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Tempesta “Vaia”, un anno dopo

Negli ultimi giorni di ottobre dello scorso anno, la tempesta “Vaia” (dal nome della manager tedesca, Vaia Jakobs) ha distrutto migliaia di ettari di foreste in Friuli VG, abbattendo 723mila metri cubi di legname, in 3.700 ettari di bosco (oltre l’1 per cento dell’intera superficie forestale regionale), in oltre 20 comuni della Carnia. Alla perdita diretta del bosco si è affiancato il rischio di malattie e ulteriori crolli. Per questo, partendo dall’iniziativa di solidarietà portata avanti a dicembre 2018 durante l’Asta regionale del legname di pregio, allorché il 5 per cento del valore del legname venduto fu consegnato alla Protezione Civile Regionale, anche quest’anno, la cooperativa di Tolmezzo, Legno Servizi e la rete d’imprese per l’Abete bianco del Friuli – FriûlDane, hanno voluto riproporre un’analoga iniziativa.

«Legno Servizi e FriûlDane sono stati tra i primi ad aderire al progetto “Filiera solidale” proposto da Pefc Italia allo scopo di trattenere sul territorio nazionale il legno schiantato provando a raggiungere e coinvolgere, in questo modo, non solo le istituzioni e gli enti preposti, ma anche migliaia di famiglie, che saranno così sensibilizzate sulle filiere boschive – dice Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -. Confidiamo nel successo dell’iniziativa che comprenderà anche il periodo delle festività natalizie le quali potranno rappresentare, così, un’ottima occasione per utilizzare i taglieri come dono concreto. Proprio per questo, i “taglieri solidali” saranno pure presenti alla prossima edizione della Fiera “Idea Natale”».

All’iniziativa “taglieri solidali” (che ha già “sfornato” oltre 15.000 pezzi, per 60 mc di legno recuperato) hanno aderito: Aiab Fvg; Coldiretti Fvg; Consorzio del Prosciutto di San Daniele; Cai Fvg; PrimaCassa Fvg; Fondo Dipendenti di Autovie Venete; Circolo Dipendenti Regionali; Ente Friuli nel Mondo, alcune importanti latterie e aziende vinicole del territorio e molte singole persone e aziende che hanno deciso di sostenere l’iniziativa. 

 

A oggi si contano ben 94 adesioni di cui 28 aziende, 34 proprietari forestali e 32 organizzazioni, delle quali la maggior parte lavora a livello locale nei territori colpiti dalla tempesta; non mancano tuttavia organizzazioni che operano a livello nazionale, come FederLegnoArredo, Ausf Italia, SlowFood e SlowFish.

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I “Taglieri Solidali” alla Festa del Bosco di Monfalcone

Nei giorni 24, 25, 26 e 27 ottobre 2019, in piazza della Repubblica a Monfalcone (Gorizia), si terrà la 10° edizione della Festa del Bosco. In particolare, nella mattinata di domenica 27, a partire dalle ore 10.30, voluto dell’Ecomuseo dei Territori di Monfalcone (presieduto da Davide Iannis), in collaborazione con la Pro Loco, si terrà un momento di incontro e riflessione, moderato dal giornalista Adriano Del Fabro, sul tema: “Progetti di valorizzazione della filiera del legno a seguito della tempesta Vaia”. Saranno pure presenti il Sindaco di Forni Avoltri, Sandra Romanin e il presidente della cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo (Udine), Emilio Gottardo.

Durante tutta la durata della manifestazione, sarà pure possibile acquistare i “Taglieri Solidali” (ricavati proprio dal legname di Abete bianco friulano abbattuto durante la tempesta dell’ottobre 2018) all’interno del gazebo appositamente predisposto.

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Recupero paesaggistico e rilancio della montagna

«La montagna potrà tornare a essere attrattiva solo se il punto di partenza di qualsiasi politica legata a questa zona si concentrerà sul recupero paesaggistico di quel territorio. Partendo da lì si potranno poi mettere insieme una serie di altre strategie che devono però basarsi sulla rete tra operatori». Lo ha detto l'assessore alla Montagna del Friuli VG, Stefano Zannier, partecipando a Maniago a un convegno dedicato alle analisi dello scenario, degli strumenti e delle opportunità per il rilancio economico del territorio montano e pedemontano. L'esponente di Giunta si è soffermato sulla necessità e la qualità degli interventi da mettere in campo per valorizzare il territorio montano regionale.

«Escluso Alto Adige e una parte di Trentino - ha detto Zannier - il tema legato al recupero della competitività nelle aree montuose è comune a tutte le zone dell'arco alpino. L'abbandono dei terreni è sì dovuto allo spopolamento, ma anche alla mancanza di redditività e di valore aggiunto delle produzioni compiute in loco. I prezzi dei prodotti provenienti da aree montane sono spesso fuori mercato e, quindi, non sostenibili; pertanto i soli sussidi pubblici di certo non rappresentano una soluzione al problema».

Secondo l'assessore regionale, la vera sfida è quella di mettere in risalto l'ambiente all'interno del quale viene svolta l'attività, creando così le precondizioni per poi costruire i risultati d'impresa. «Questo significa - ha detto Zannier - concentrarsi innanzitutto sulla gestione del territorio, che è di per se un'attività non necessariamente legata all'agricoltura. Un'area poco curata sicuramente è scarsamente appetibile; se si parte da qui, è più facile pensare che ciò favorisca, come conseguenza, anche un incremento dell'attività turistica». 

Infine, per l'assessore lo step successivo è quello di collegare tra di loro le varie attività presenti in loco. «Le filiere delle produzioni devono essere valorizzate dal contesto in cui si trovano. In questo sistema interconnesso nessuno potrà ottenere risultati se non fa rete con gli altri imprenditori. Ma, per raggiungere questo obiettivo - ha concluso Zannier - è necessario mettere in atto un cambio di mentalità che porti a una diversificazione delle produzioni rispetto a quelle classiche e storiche e una loro multifunzionalità, aspetti che, purtroppo, molte volte mancano». (Fonte: ARC)

 

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PEFC ad “Abitare con passione” a "Casa Moderna" di Udine Fiere

Di Luca Rossi
PEFC Italia è presente dal 5 al 13 ottobre alla 66a edizione di Casa Moderna, una fiera incentrata su innovative soluzioni d’arredo per interni ed esterni, occasione per fare rete tra le quasi 20 mila imprese del comparto “abitare” in Friuli Venezia Giulia, che costituiscono una realtà economica significativa e che rappresentano trasversalmente tanti settori, dalla manifattura ai servizi, dal legno-arredo all’impiantistica, dal commercio alla sostenibilità ambientale e all’innovazione. Ed è proprio in rappresentanza del ruolo nel settore ambientale da parte dei gestori forestali e delle aziende di trasformazione che PEFC Italia si inserisce nella fiera, portando, tra gli altri, il messaggio e l’esperienza della "Filiera Solidale PEFC" nata in seguito alla tempesta Vaia dell’ottobre 2018.
In Casa Moderna trovano spazio la 4a edizione di Casa Sicura (padiglione 2) dedicato a tutto quello che concerne la sicurezza in casa, nell’ambiente famigliare, nelle abitudini e nella quotidianità di chi la abita, e la 1a edizione di Casa Biologica (padiglione 8) che espone il settore della bioedilizia e delle costruzioni ecosostenibili come economie emergenti.
PEFC Italia, patrocinatore della fiera, partecipa attraverso l'associata Legno Servizi con i taglieri realizzati dall’azienda Talamini Artigianato Clautano di Rosanna Talamini & C. Snc di Claut (PN), azienda certificata PEFC per la catena di custodia, con legno massello, non trattato chimicamente, di abete bianco certificato PEFC proveniente dagli schianti della tempesta Vaia (quindi inserito all’interno della Filiera Solidale) nei boschi ricadenti nel Parco delle Dolomiti Friulane (patrimonio mondiale dell’UNESCO). 
Legno Servizi Soc. Coop., organizzazione nata dall’esigenza di sostenere e rafforzare i soggetti operanti nella filiera bosco – legno, e Rete d’imprese per l’Abete bianco del Friuli - FriulDane, hanno organizzato questa campagna di produzione e vendita del tagliere solidale al fine di donare, per ogni tagliere venduto, 1€ al Comune di Forni Avoltri (UD) per realizzare un progetto di riparazione dei danni subiti e un progetto educativo e promozionale legato alle foreste locali.
Un piccolo pezzo di bosco (in vari formati) che ci si porta a casa e al quale si potrà ridare nuova vita, con l’augurio di un Friuli Venezia Giulia sempre più verde e solidale.
Per ordini e acquisti superiori ai 40 pezzi (per singolo modello), ci si può rivolgere direttamente a amministrazione@legnoservizi.it (cell.: 342 9307175).
Per ordini inferiori ai 40 pezzi, ci si può recare direttamente alla “Bottega del Mondo” più vicina. 
Link al sito ufficiale della fiera: http://www.casamoderna.it.

 

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Cantina Zorzettig dedica il Natale alla rinascita dei boschi friulani

Per Natale 2019 l'Azienda Agricola Zorzettig di Cividale del Friuli (Udine) riserva un pensiero particolare ai boschi colpiti dalla tempesta Vaia, le cui ferite sono tutt'oggi evidenti. 
Il desiderio diffuso di ripartire da quegli alberi abbattuti per ristabilire la bellezza e l'originale fisionomia delle montagne ha portato alla nascita di collaborazioni tra enti pubblici e privati. Anche Zorzettig Vini ha deciso di prendere parte alla campagna Tagliere solidale promossa da Pefc Italia (Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale) sotto la regia della Cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo e della rete d’imprese FriûlDane. Ogni cofanetto regalo che Zorzettig Vini confezionerà per le Feste conterrà un tagliere solidale personalizzato realizzato in legno massello di purissimo abete bianco non trattato proveniente dalle foreste abbattute del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane (Patrimonio Mondiale UNESCO), certificate Pefc per la loro gestione sostenibile. 
Vaia, la tempesta dell'ottobre 2018, interessò migliaia di ettari di foreste del Friuli Venezia Giulia, dove alla perdita di bosco si affiancano ancora oggi rischi di malattie e ulteriori crolli. Per ogni tagliere venduto da Zorzettig sarà donato al Comune di Forni Avoltri (UD) 1 euro per finanziare un progetto di riparazione che prevede la ricostituzione boschiva in funzione didattico-naturalistica.
"Un segno concreto e utile che nasce dall'amore per il nostro territorio - afferma Annalisa Zorzettig - Il Natale è per definizione un periodo in cui fermarsi, curare gli affetti e guardare all'essenziale. Per noi significa anche tornare alle origini, ristabilire un contatto con la terra. Da qui la scelta di inserire nel cofanetto il tagliere solidale e una bottiglia di Cunfins, rosso di grande intensità nel quale l'impronta degli autoctoni è forte." Cunfins è un DOC Friuli Colli Orientali, uvaggio di Refosco dal Peduncolo Rosso e Pignolo che fa parte della selezione Segno di Terra, concepita per rimarcare e confermare il valore del territorio d'origine. 

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Dopo Vaia, una nuova bioeconomia del bosco

Un simposio allestito nella radura di un bosco con tronchi d'albero e panche in legno di design ad accogliere ospiti e relatori, attorniati dall'anfiteatro delle cime del Volaja e del Coglians.

Si è aperto così, a Collina di Forni Avoltri (Udine), l'evento in quota promosso da Regione, Consorzio Boschi Carnici, Innova Fvg, Università di Udine, Uti della Carnia, Carnia Industrial Park, Comune di Forni Avoltri, Associazione Vivere l'Accademia e ordine degli Architetti paesaggisti e conservatori della provincia di Udine. Il simposio era volto a interrogarsi sulla risorsa bosco e sulla diversificata gestione in ambito alpino del legno schiantato dopo la tempesta Vaia dell'ottobre 2018.

«La collaborazione tra enti e la capacità di ricostruire una filiera ampia del legno - ha affermato l'assessore a Risorse forestali e Montagna del Friuli VG, Stefano Zannier, in apertura di lavori - sono state le leve positive con cui si è potuto affrontare l'impatto devastante della tempesta Vaja. Oggi sappiamo che possiamo creare una nuova bioeconomia circolare derivante dal nostro patrimonio boschivo che va ben oltre la visione ristretta con cui abbiamo guardato finora alla risorsa forestale».

Per l'assessore: «In passato abbiamo considerato prevalente l'aspetto naturalistico e paesaggistico del bosco, senza pensare che, per mantenere alta la qualità delle risorse forestali, è necessario l'intervento dell'uomo gestito con razionalità e sostenibilità. È quanto la Regione sta cercando di promuovere e sostenere, in stretta collaborazione con tutti gli operatori della filiera legno».

Un tema che è stato raccolto dal neo presidente del Consorzio InnovaFvg, Ruggiero Baggio, secondo cui il Consorzio dovrà occuparsi sempre più della creazione di reti d'impresa e della valorizzazione del legno anche in settori come l'architettura e il design. Sulla stessa linea il presidente del Consorzio Boschi Carnici, Luigi Cacitti.

Artigianato e cultura del design possono rivelarsi un importante pilastro dell'imprenditoria friulana: da qui hanno preso spunto le riflessioni sulla riqualificazione del territorio montano colpito dal maltempo. 

Puntando alla nascita di nuove figure professionali e a un nuovo riutilizzo del legno in ambito bioeconomico, economico, etico e progettuale, è stata richiamata la figura di Carlo Mollino, architetto torinese, designer e arredatore. A tratteggiarne il profilo e l'eclettismo leonardesco è stato chiamato Luciano Bolzoni, architetto e scrittore, studioso di cultura e architettura alpina, che a Mollino ha dedicato un libro appena pubblicato. A dialogare con lui, gli architetti Enrico Scaramellini e Matteo Scagnol. 

La giornata è proseguita con una passeggiata didattica e un laboratorio sul legno rivolto ai bambini e con l'assaggio del pane realizzato con una particolare farina di corteccia d'abete bianco e rosso, preparato direttamente dal suo inventore, lo chef panificatore Stefano Basello. (Fonte: Arc)


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La solidarietà si fa legno! Da Vaia alla tua tavola, con un solo gesto

Solidarietà, difesa dell’ambiente, economia circolare: tutto in un gesto solo. Lo si può fare acquistando, singolarmente o (meglio ancora) in gruppo, i “taglieri solidali”, figli di un filiera che vuole rinascere dopo che, nell’ottobre del 2018, la tempesta VAIA ha distrutto migliaia di ettari di foreste in Friuli VG, abbattendo centinaia di migliaia di metri cubi di legname. Alla perdita del bosco si affianca, ora, il rischio di malattie e ulteriori crolli.

Una catena di solidarietà si è mossa per restituire, almeno in parte, ai boschi, alle montagne e ai suoi abitanti, un po’ di valore dando il proprio contributo al recupero del materiale schiantato. Infatti, per ogni “tagliere solidale” acquistato sarà donato 1 euro al Comune di Forni Avoltri (Udine) per realizzare un progetto educativo e promozionale legato alle foreste locali.

Questo “tagliere”, dunque, è un segno bello, utile e concreto: fatto di legno massello di purissimo Abete bianco, non trattato, proveniente dalle foreste schiantate del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane (Patrimonio Mondiale dell’UNESCO), certificate per la loro gestione sostenibile.

Un piccolo pezzo di bosco (in vari formati e, volendo, pure personalizzato) che ci si porta a casa e al quale si potrà ridare nuova vita, con l’augurio di un Friuli VG sempre più verde e solidale! 

Per ordini e acquisti superiori ai 40 pezzi (per singolo modello), ci si può rivolgere direttamente a: amministrazione@legnoservizi.it(cell.: 342 9307175).

Per ordini inferiori ai 40 pezzi, ci si può recare direttamente alla “Bottega del Mondo” più vicina.  (Essegipress)

 

Le Botteghe del Mondo, in Friuli VG

Benkadì, Staranzano (Gorizia), tel. 0481 486651, bottega@benkadì.it(chiedere di Giulia);

Benkadì, Monfalcone (Gorizia), tel. 0481 486651, bottega@benkadì.it(chiedere di Giulia);

E’qua, Cormòns (Gorizia), tel. 348 7800645, equacormons@yahoo.it(chiedere di Michela);

Equomondo, Gorizia, tel. 328 1526589, annamariamir48@libero.it(chiedere di Annamaria);

Bottega del Mondo, Udine, tel. 0432 297310, info@bottegadelmondo.net(chiedere di Daniela);

Bottega del Mondo, Tolmezzo (Udine), tel. 0433 466089, bdmtolmezzo@gmail.com(chiedere di Giulia);

Bottega del Mondo, Codroipo (Udine), tel. 0432 904869, bdmcodroipo@gmail.com(chiedere di Rossella);

Buteghe dal Mont, Gemona del Friuli (Udine), tel. 340 2704774, buteghedalmont@libero.it  (chiedere di Giulia Mardero);

Equiangolo, Lauzacco (Udine), tel. 328 7435322, mariesurie@alice.it(chiedere di Ginetta Lessio);

Una Goccia, Mortegliano (Udine), tel. 328 8435122, associazioneunagoccia@gmail.com(chiedere di Marco Morino);

Il Piccolo Principe, Casarsa della Delizia (Pordenone), tel. 0434 871208, segreteria@ilpiccoloprincipe.pn.it(chiedere di Daniela Nosella);

Bottega del Mondo, Spilimbergo (Pordenone), tel. 0427 50592, bdmspilimbergo@alice.it(chiedere di Silvana);

Mosaico, Trieste, tel. 040 3220403, info@equomosaico.it(chiedere di Simona);

Senza Confini, Trieste, tel. 333 8262627, direttivo@senzaconfinitrieste.org(chiedere di Marija Bresnijak).

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Piantiamo 60 milioni di alberi, ma facciamolo bene!

Lo scorso 12 settembre la Comunità Laudato si’ ha avanzato una proposta a firma di Stefano Mancuso, Direttore LINV; Carlo Petrini, Presidente Slow Food e del Vescovo di Rieti, Domenico Pompili, che nel principio ci trova tutti concordi: piantare il più rapidamente possibile 60 milioni di alberi per contrastare la crisi climatica.

Una bella idea accolta e ampiamente condivisa dai mass media che però rischia di essere fuorviante se non verrà trasformata in un progetto concreto a scala nazionale, basato su criteri scientifici e integrato con la gestione degli alberi che già vegetano sul nostro territorio.

Per questo 11 importanti riferimenti del settore forestale e ambientale, che rappresentano il mondo della ricerca forestale, i Comuni e gli enti montani italiani, i professionisti in grado di progettare piantagioni di alberi, la comunicazione interna al settore forestale, la certificazione forestale e il mondo ambientalista, accolgono la proposta e rilanciano facendo un appello: non basta dire “piantiamoli”, servono spazi e luoghi idonei, materiale vivaistico controllato e risorse per le cure colturali. (Fonte: Compagnia delle Foreste)

Leggi qui il comunicato completo. 


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Nuova politica forestale regionale in Fvg

«Il Consorzio Boschi Carnici è protagonista della nuova politica forestale regionale in ambito della salvaguardia e miglioramento del patrimonio forestale». Ad annunciarlo, il consigliere regionale, Stefano Mazzolini, a margine della discussione in Assestamento di bilancio. 

«La Regione – ha precisato Mazzolini - partecipa alle spese di funzionamento del Consorzio Boschi Carnici di Tolmezzo, ente pubblico non economico, che concorre al perseguimento degli obiettivi della politica forestale regionale. È mutata l'attività del Consorzio con la dismissione dell'attività commerciale di Carnia Ambiente e l'avvio di un piano di ristrutturazione. Il Consorzio Boschi Carnici – ha spiegato l'esponente di maggioranza - diventerà un soggetto aggregativo e gestirà un importante patrimonio forestale svolgendo un'attività nei confronti dei Comuni soci e non, e avrà un ruolo significativo nella politica forestale regionale. L'emendamento approvato – ha continuato Mazzolini - dimostra l'attenzione di questa Amministrazione regionale in materia di politica forestale regionale a cui riconosce un valore sociale, ambientale e culturale, oltre che economico. Si tratta di uno strumento importante – ha proseguito - anche per la promozione del territorio, viste le grandi qualità del legno della nostra montagna che garantisce il mantenimento e la cura dei nostri boschi e di conservare così le bellezze naturali e paesaggistiche. Una magnifica cartolina della nostra montagna – ha concluso Mazzolini - che valorizza il turismo slow, dalle camminate in montagna al trekking, alle biciclette ecologiche che portano i viaggiatori a visitare le nostre bellezze». (Fonte: Acon)


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BIOD4 a Longarone alla Fiera e Festival delle Foreste

Il Progetto BIOΔ4 si pone l’obiettivo di mettere a punto un sistema speditivo (rapido, efficace ed affidabile) che, attraverso alcuni indici biotici sintetici, possa definire la biodiversità delle foreste per dare valore ai territori, ai loro prodotti legnosi, ai loro servizi ecosistemici.

Il Progetto BIOΔ4 sarà presente alla FIERA E FESTIVAL DELLE FORESTE (Longarone Fiere) presso lo stand di Veneto Agricoltura, capofila del Progetto.
Una mostra e una brochure illustra obiettivi e metodi del Progetto BIOΔ4.

Gli esperti dello staff tecnico del Progetto saranno inoltre presenti allo stand per illustrare le azioni in corso e le prime realizzazioni.

Tre gli appuntamenti:
SABATO 14 settembre = ore 11 e ore 15
DOMENICA 15 settembre = ore 11

Qui trovate la locandina degli eventi: biod4 a Longarone

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Il Fogolâr sostenibile
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Acquisti verdi, nuovi seminari per formazione gratuita

Dopo la pausa estiva riprendono i seminari gratuiti del progetto 400 ore GPPsul Codice Appalti e gli acquisti verdinelle procedure di acquisto pubbliche. Gli Enti Pubblici possono farne richiesta e concordare con Punto 3 una data in cui svolgere il seminario presso la loro sede, della durata di 4 ore. Le date sono disponibili da ottobre 2019 ad aprile 2020.

E’ possibile scegliere due argomenti (guarda l’elenco degli argomenti) da approfondire sul tema degli acquisti verdi in relazione alle proprie esigenze formative e alla programmazione di bandi di gara o imminenti acquisti/affidamenti di beni e servizi.  A seconda delle richieste è possibile approfondire il tema dei  Criteri Ambientali Minimi (CAM) sui servizi di pulizia, sull’edilizia, su apparecchiature elettriche ed elettroniche, ristorazione collettiva, ecc.. Consulta l’elenco completo

Il progetto 400 ore GPP, ideato da Punto 3 nel 2008, è sostenuto finanziariamente da consorzi, Istituti o aziende produttrici di beni e servizi a basso impatto ambientale che non partecipano direttamente alle gare di appalto.

Il programma dei seminari

Ogni seminario curato da Punto 3 prevede una breve introduzione sui contenuti del Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP), le ultime modifiche apportate al Codice Appalti (D.Lgs 50/2016) in relazione agli acquisti verdi e la presentazione dei principali marchi ecologici (in particolare viene spiegato cosa garantiscono e come riconoscerli).

Segue l’approfondimento dei CAM selezionati dall’Ente richiedente e l’intervento curato dalle realtà finanziatrici di 400 ore GPP, dedicato al mercato del settore merceologico di riferimento.

Anche l’intervento da parte degli sponsor è strettamente legato alla realizzazione di acquisti verdie all’applicazione dei CAM. Offre infatti il punto di vista del mondo imprenditoriale che di volta in volta può riguardare il mercato delle cartucce e toner rigenerati, i contenitori per la gestione dei rifiuti, i prodotti in plastica riciclata, i marchi di catena di custodia del legno e la novità dei prodotti in gomma riciclata relativa ai CAM arredo urbano.

A richiesta dei presenti possono essere visionati anche bandi-tipo di alcune categorie merceologiche con inseriti i CAM secondo le corrette indicazioni del Ministero dell’Ambiente della tutela del Territorio e del Mare.

Cosa sono i Criteri Ambientali Minimi per gli Acquisti verdi

L’articolo 34 del Codice degli Appalti, sancisce l’obbligo di integrare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nelle procedure di approvvigionamento pubblico. Si tratta di indicazioni tecniche ambientali (e sociali) che il Ministero dell’Ambiente ha individuato per i più importanti settori merceologici di acquisti pubblici. La finalità è quella di indurre le Pubbliche Amministrazioni a incidere in maniera significativa sulla produzione e il consumo di beni e servizi a basso impatto ambientale, stimolando, con gli acquisti verdi, le eco innovazioni da parte del mercato e la diffusione dell’economia circolare.

Quali conseguenze per chi non applica i CAM

Non inserire i CAM, o non inserirli correttamente, nelle procedure di acquisto può comportare ricorsi con conseguente annullamento delle gare o affidamenti diretti.

Una maggiore e puntuale formazione su questi temi verso le realtà che applicano il Codice degli appalti consente di applicare i CAM in modo corretto senza rischi di contenziosi.

Prenota il seminario e scegli i temi da approfondire

Visita la sezione sui nostri servizi in ambito di acquisti verdi 

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La solidarietà si fa legno. Da "Vaia" alla tavola con i "taglieri solidali"

Nell’ottobre 2018 la tempesta “Vaia” ha distrutto migliaia di ettari di foreste in Friuli VG, abbattendo 723mila metri cubi di legname, in 3.400 ettari di bosco, in oltre 20 comuni della Carnia. Alla perdita del bosco si affianca, ora, il rischio di malattie e ulteriori schianti. Per questo, grazie anche al progetto avviato da PEFC Italia, una catena di solidarietà si è mossa per restituire, almeno in parte, ai boschi e alle montagne, un po’ di valore dando il proprio contributo al recupero del materiale schiantato, sotto la regia della cooperativa di Tolmezzo, Legno Servizi e della rete d’imprese FriûlDane. È stata, allo scopo, messa in produzione una serie di “taglieri solidali” (di varie misure e formati) che vuole proprio rappresentare un segno concreto di questa solidarietà. I taglieri sono tutti realizzati in legno massello di purissimo Abete bianco, non trattato, proveniente dalle foreste schiantate del Comune di Claut (nel Parco delle Dolomiti friulane, patrimonio mondiale dell’Unesco), certificate PEFC per la loro gestione sostenibile. L’iniziativa è stata presentata a Udine, durante un incontro con la stampa al quale hanno anche partecipato: Maria Cristina d’Orlando, presidente di Pefc Italia; Giuseppe Varisco, vicepresidente vicario di PrimaCassa Fvg; Nicola Sivilotti, responsabile marketing del Consorzio prosciutto di San Daniele; Sandra Romanin, Sindaco di Forni Avoltri e Massimo Ceccon, di Aiab Fvg.

«Questa iniziativa è la dimostrazione di come si possano almeno alleviare i danni di una catastrofe ambientale che ha colpito duramente territori e popolazioni locali, trasformando il danno in un’opportunità – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Fvg, Michele Pavan –. Siamo orgogliosi di far parte del gruppo di enti e associazioni che hanno lavorato per salvare il prodotto del bosco regionale e ci impegniamo a mettere in circolo questi taglieri che sono simbolo visibile di una risorsa naturale salvata e valorizzata».

«L'utilizzo dei tantissimi tronchi schiantati per realizzare diversi prodotti - ha detto Zannier - fa capire quale sia la circolarità dell'economia legata a questa materia prima e quanto possa essere importante il suo utilizzo in sostituzione di altri materiali usati quotidianamente in diversi settori. La salute delle nostre foreste - ha sottolineato Zannier - è legata principalmente alla loro manutenzione che, seppur vada fatta con canoni tecnici rigorosi, non può non essere compiuta anche al fine di ridurre i danni in casi di calamità come quelle verificatesi in passato. Inoltre, nonostante Vaia abbia abbattuto solo l'1 per cento della superficie boschiva esistente in Fvg, ha posto l'attenzione su un settore dalle enormi potenzialità e che nella nostra regione si dovrebbe utilizzare in modo più esteso».

All’iniziativa “taglieri solidali” (che ha già “sfornato” oltre 10.000 pezzi, per 42 mc di legno recuperato) hanno aderito: Aiab Fvg; Coldiretti Fvg; Consorzio del Prosciutto di San Daniele; PrimaCassa Fvg e molte singole persone e aziende che hanno deciso di sostenere l’iniziativa lanciata a giugno 2019. 

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Legno Servizi e FriûlDane, al MADE di Milano, dal 13 al 16 marzo, per promuovere l’Abete bianco

Per la prima volta insieme, al MADE di Milano (13-16 marzo 2019), la cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo e la rete d’imprese FriûlDane. La cooperativa è una delle più importanti imprese private del Friuli VG per la commercializzazione del legname mentre, FriûlDane, nata nel 2016, è la prima Rete d’imprese d’Italia interamente dedicata alla valorizzazione del legno di Abete bianco. Una specie forestale nobile che, in Friuli VG, vive nei boschi misti i quali occupano una superficie di circa 19mila ettari, rappresentando il 20% della massa forestale delle conifere regionali e dove maturano, ogni anno, circa 30.000 mc di pregiato legname.

Alla Rete, che ha per capofila la Legno Servizi di Tolmezzo (www.legnoservizi.it), hanno aderito anche: Legnolandia srl, di Forni di Sopra; la segheria Tarussio e l’impresa boschiva Nicola Sbrizzai, di Paularo; la Pontoni Legnami, di Corno di Rosazzo; la segheria Luigi Cortolezzis, di Treppo Carnico, la segheria Gaetano Schneider, di Sauris e la società agricola Dolomitis Legnami, di Forni di Sotto.

«Tutti i lavorati e i semilavorati sono certificati PEFC – spiega Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -, che garantisce la gestione forestale sostenibile. Ma vengono pure certificate le peculiarità tecnologiche e fisico meccaniche dei prodotti che finiscono sul mercato. Inoltre, per ogni singola linea produttiva, viene calcolata l’impronta ecologica (quantità di anidride carbonica emessa per ogni mc di legname lavorato) al fine di proporre agli utilizzatori finali prodotti a basse emissioni che abbiano un valore aggiunto superiore rispetto ai concorrenti».

FriûlDane (www.abetebianco.net), ha già preso accordi formali con 6 Comuni della Carnia (Paularo, Sauris, Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto e Ravascletto) per garantirsi il prelievo della conifera dai boschi di quegli ambiti costituendo, così, una sorta di filiera virtuosa che vede camminare insieme aziende private del territorio ed enti pubblici.

E, all’interno della Fiera, giovedì 14 marzo, alle ore 15 (Pad. 10 G48-F45), verrà proposto un importante momento di riflessione su: “Progettare e costruire con l’Abete bianco” al quale, moderati da Marino De Santa, parteciperanno il ricercatore Giorgio Vacchiano, il tecnico del Catas Ezio Facchini e l’architetto Maurizio Sanna.

Ma già alcune iniziative pratiche hanno preso corpo nei mesi scorsi. Un primo vanto della Rete, a esempio, è quello di aver realizzato il nuovo Bivacco “Bianchi”, in Val Alba, nel Comune di Moggio Udinese, utilizzando esclusivamente legno di Abete bianco certificato PEFC, messo a disposizione dalla Regione Friuli VG e prelevato in loco a km zero. L’intervento, finanziato dal Parco Naturale delle Prealpi Giulie, è stato coordinato da Legno Servizi e portato a compimento dai membri di FriûlDane. Un esempio virtuoso di come, il buon funzionamento di una filiera corta, possa portare vantaggi a tutto il territorio montano.

Da alcuni mesi, inoltre, Legno Servizi e FriûlDane sono molto impegnati nel recupero e nella valorizzazione del legname prelevato dai boschi devastati da Vaia, nell’ottobre 2018, appoggiando con convinzione la Filiera Solidale proposta da PEFC Italia. (Essegipress)

Il Volantino del convegno lo potete scaricare qui: Volantino A3 Convegno Abete bianco v3

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Volantino Convegno Abete Bianco
Fiera Boster 2019: a Timau di Paluzza, il 30 agosto – 1 settembre

Boster (acronimo di Bosco e Territorio) è l'evento outdoor dedicato alla valorizzazione delle risorse boschive e alla gestione sostenibile dei territori montani. La manifestazione, organizzata da Paulownia Italia srl, ha raccolto molti e significativi patrocini, tra i quali quelli del PEFC Italia, della cooperativa Legno Servizi e della rete d’imprese FriûlDane. Boster si svolge in Italia ad anni alterni nelle edizioni "Nord Ovest" e "Nord Est". Quest'anno si svolgerà a "Nord Est", ai Laghetti di Timau di Paluzza (Udine) dal 30 agosto al 1 settembre 2019.
La manifestazione, come sempre, mette al centro le prove dinamiche della meccanizzazione agroforestale, i lavori in bosco, la gestione e la manutenzione sostenibile del territorio montano attraverso la formula espositiva “tutto all’aperto”, ovvero nel reale contesto operativo di macchine, attrezzature e cantieristica per le filiere produttive del legno. Particolare attenzione è rivolta alla filiera legno-energia con un'ampia gamma di macchine e attrezzature per la prima lavorazione del legno, con l'esposizione a fiamma accesa di caldaie, stufe e camini e con la possibilità di visite tecniche a impianti realizzati sul territorio. L'ideale ambientazione montana, favorisce la presenza di modelli produttivi legati all'uso del legno locale e certificato, con le filiere legno-arredo (design e artigianato) e legno-edilizia con il comparto "case in legno".
La fiera è rivolta all’utenza tecnica, professionale e hobbistica dei prodotti e servizi delle filiere del legno, dell'agricoltura e zootecnia di montagna, nonché alla committenza privata, nell’ambito dei settori trattati dalla manifestazione: ditte boschive, segherie, professionisti e imprenditori attivi nelle filiere bosco – legno, legno - energia e legname da opera; tecnici, professionisti e privati interessati all’edilizia in legno e al riscaldamento domestico con apparecchi termici (stufe, caldaie, camini) a biomasse legnose; imprenditori agricoli e piccoli-medi allevatori attivi nel territorio montano; artigiani delle principali trasformazioni agroalimentari di montagna: settore caseario, macellerie, apicoltori, erboristerie; imprese multifunzionali che si occupano di gestione del territorio montano: movimento terra, manutenzione viabilità, opere di ingegneria naturalistica, cura del verde e del paesaggio.
Boster, grazie al suo ricco programma di incontri, workshop e dimostrazioni, richiama anche il mondo della ricerca, della formazione scolastica e professionale e dell'editoria tecnica.
Per informazioni: tel. 041 928672; www.fieraboster.it; info@fieraboster.it. (Essegipress)

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“Camminaboschi” valorizza simbiosi tra uomo e natura

Il patrimonio boschivo del Friuli VG, da alcuni giorni, è fruibile in 27 itinerari scelti dal Corpo forestale regionale per i visitatori e i turisti che potranno farsi accompagnare da una guida cartacea o più comodamente da una app digitale georeferenziata.

È questa la finalità di “Camminaboschi.Fvg.2”, un'iniziativa editoriale, su carta e su web, realizzata nell'ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario di fondazione del Corpo forestale regionale e coordinata dal Centro didattico naturalistico di Basovizza (Trieste) in collaborazione con tutte le 27 stazioni forestali del Friuli VG. 

«È un lavoro appassionante e coinvolgente che i nostri forestali hanno svolto davvero con il cuore in occasione di questo anniversario importantissimo», è la definizione che l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha dato di quest'opera. 

I contenuti dei due volumi della guida cartacea “Camminaboschi”, sono disponibili anche in formato digitale attraverso l'indirizzo web camminaboschi.regione.fvg.it., una piattaforma realizzata da Insiel.

Da qui si possono visualizzare i 27 itinerari in diverse modalità di rappresentazione della mappa (stradale, aerea, OpenStreetMap, OpenTopMap). La webapp, accessibile da tutti i tipi di dispositivo fisso o mobile, fornisce la descrizione di ciascun itinerario e dei punti di interesse attraverso schede con foto e servizi multimediali, l'altimetria del luogo e - grazie al servizio di indicazione stradale - segnala il punto di partenza e di arrivo del percorso scelto. 

Lo strumento è pensato per i cittadini del territorio e per i turisti interessati a temi ambientali.

La webapp è ora disponibile in lingua italiana, ma si pensa già a estendere l'offerta con una versione multilingua. Le guide cartacee, invece, sono in distribuzione gratuita nelle Stazioni forestali regionali e negli Uffici per le relazioni con il pubblico (Urp) della Regione.

«Non è un'operazione di pura valorizzazione, ma include finalità di formazione e divulgazione e certamente potrà integrare l'offerta turistica regionale nel settore escursionistico e naturalistico», ha affermato l'assessore, ricordando ancora che «la Regione è già pronta a stampare ulteriori copie e a collaborare affinché la guida possa essere implementata anche in futuro». (Fonte: ARC)


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Fiera Boster 2019: a Timau di Paluzza, il 30 agosto – 1 settembre

Boster (acronimo di Bosco e Territorio) è l'evento outdoor dedicato alla valorizzazione delle risorse boschive e alla gestione sostenibile dei territori montani. La manifestazione, organizzata da Paulownia Italia srl, ha raccolto molti e significativi patrocini, tra i quali quelli del PEFC Italia, della cooperativa Legno Servizi e della rete d’imprese FriûlDane. Boster si svolge in Italia ad anni alterni nelle edizioni "Nord Ovest" e "Nord Est". Quest'anno si svolgerà a "Nord Est",  ai Laghetti di Timau di Paluzza (Udine) dal 30 agosto al 1 settembre 2019. 

La manifestazione, come sempre, mette al centro le prove dinamiche della meccanizzazione agroforestale, i lavori in bosco, la gestione e la manutenzione sostenibile del territorio montano attraverso la formula espositiva “tutto all’aperto”, ovvero nel reale contesto operativo di macchine, attrezzature e cantieristica per le filiere produttive del legno. Particolare attenzione è rivolta alla filiera legno-energia con un'ampia gamma di macchine e attrezzature per la prima lavorazione del legno, con l'esposizione a fiamma accesa di caldaie, stufe e camini e con la possibilità di visite tecniche a impianti realizzati sul territorio. L'ideale ambientazione montana, favorisce la presenza di modelli produttivi legati all'uso del legno locale e certificato, con le filiere legno-arredo (desing e artigianato) e legno-edilizia con il comparto "case in legno".

La fiera è rivolta all’utenza tecnica, professionale e hobbistica dei prodotti e servizi delle filiere del legno, dell'agricoltura e zootecnia di montagna, nonché alla committenza privata, nell’ambito dei settori trattati dalla manifestazione: ditte boschive, segherie, professionisti e imprenditori attivi nelle filiere bosco – legno, legno - energia e legname da opera; tecnici, professionisti e privati interessati all’edilizia in legno e al riscaldamento domestico con apparecchi termici (stufe, caldaie, camini) a biomasse legnose; imprenditori agricoli e piccoli-medi allevatori attivi nel territorio montano; artigiani delle principali trasformazioni agroalimentari di montagna: settore caseario, macellerie, apicoltori, erboristerie; imprese multifunzionali che si occupano di gestione del territorio montano: movimento terra, manutenzione viabilità, opere di ingegneria naturalistica, cura del verde e del paesaggio.

Boster, grazie al suo ricco programma di incontri, workshop e dimostrazioni, richiama anche il mondo della ricerca, della formazione scolastica e professionale e dell'editoria tecnica.

Per informazioni: tel. 041 928672; www.fieraboster.it; info@fieraboster.it. (Essegipress)


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Foreste Fvg: 3,2 milioni a bando per patrimonio boschivo

Ripristinare i danni causati alle foreste dalle calamità naturali, con particolare riferimento agli effetti della tempesta “Vaia”, abbattutasi sul Friuli VG nell'ottobre del 2018, e sostenere i costi per l'estrazione del legname, la manutenzione della viabilità forestale e, ove ritenuto opportuno, il rimboschimento artificiale. Sono queste le finalità del bando per l'accesso individuale alla Misura 8, Sottomisura 8.4, del Psr del Friuli VG, la cui delibera è stata approvata dalla Giunta su proposta dell'assessore alle Risorse Agroalimentari, Forestali e Ittiche, Stefano Zannier. 

L'importo stanziato ammonta a un totale di 3,2 milioni di euro, erogati in conto capitale nella misura del 100% delle spese riconosciute ammissibili: risorse, che potranno comunque essere implementate in relazione alle domande presentate e al reperimento di ulteriori economie, rese disponibili per la concessione di aiuti, cofinanziati dall'Ue, a proprietari e gestori, sia pubblici che privati, di foreste regionali.

«Si tratta di un'iniziativa complementare a quella sul recupero del materiale legnoso, già finanziata subito dopo l'ondata di maltempo dello scorso autunno - ha spiegato Zannier -, che reca tuttavia un'importante novità: grazie alla negoziazione della Regione con gli Uffici della Commissione Europea, è stato possibile uscire dal regime 'de minimis', aprendo così la finestra contributiva a chi, in precedenza, a causa di questa limitazione, non aveva potuto accedere al fondo regionale». (Fonte: ARC)


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Legno Servizi e FriûlDane incontrano Mittelfest. Gli schianti di Vaia risuonano nei ritmi del noto gruppo olandese degli Slagwerk den Haag

All’interno dell’intenso programma di Mittelfest 2019, il giorno 18 luglio, sul palco di Cividale del Friuli (Udine), si sono esibiti i percussionisti olandesi Slagwerk den Haag con: “Sentieri di legno/Trails of Wood” (in anteprima nazionale). Per il loro concerto, hanno utilizzato il legno di abete bianco certificato messo a disposizione dal FriûlDane (rete friulana di imprese per la promozione dell’Abete bianco, capitanata da Legno Servizi e aderente alla “Filiera Solidale PEFC”). La “materia prima sonora” è stata accuratamente preparata, secondo le indicazioni dei musicisti, da Lgnolandia di Forni di Sopra (Udine), ricavandola dagli alberi di Ampezzo e Forni di Sopra (Udine), abbattuti dalla tempesta “Vaia” che ha colpito anche le foreste del Friuli VG alla fine di ottobre del 2018.

Un concerto originale, quello dei cinque grandi musicisti contemporanei, che racconta la storia e i segreti delle percussioni in legno e della loro creazione. “Trails of Wood” è al cento per cento ciò che promette di essere: un’avventurosa escursione attraverso il mondo del suono del legno, dal tronco d’albero di base alla creazione delle armoniche alle risonanze attentamente lavorate fino alla destinazione finale del legno divenuto strumento musicale. (Essegipress)

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Inventario Bausinve Fvg 2018

Sono stati pubblicati dall’Ersa Fvg i dati di Bausinve 2018, sullo stato fitosanitario delle foreste regionali. Nel 2018, l’Inventario fitopatologico forestale regionale (attivo dal 1994) è stato gestito dal Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa, in collaborazione con il Servizio foreste e corpo forestale regionale della Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione. Nel 2018 è proseguita, tra l’altro, l’attività di monitoraggio degli organismi di interesse forestale per i quali sono previste misure di difesa obbligatoria e/o di quarantena.   

Le segnalazioni raccolte dal 1994 al 2018, attualmente conservate nell’archivio generale dell’Inventario, ammontano a 7.124, di cui 4.672 per perdite associate ad agenti biotici e 2.452 per danni da eventi meteorici che sono stati particolarmente elevati e superiori a quelli già alti, del 2017.

Nel 2018, i rilevatori Bausinve hanno redatto 806 schede di danno. Di queste, la maggior parte hanno riguardato danni da eventi meteorici (657) mentre 149 sono state compilate per danni da agenti biotici. In totale sono stati identificati 23 diversi agenti di danno di origine biotica. 

Anche in seguito alla tempesta Vaia del 28-29-30 ottobre, a livello regionale, le volumetrie di materiale schiantato hanno superato i 680.000 mc (in passato nessun evento meteorico ha provocato danni superiori ai 40.000 mc di schianti). Tuttora manca il censimento dei microschianti diffusi che potrebbero rivelarsi, in particolar modo quelli di abete rosso, come inneschi per focolai diffusi di Bostrico tipografo (Ips typographus) a partire, presumibilmente, dal 2020.

Il maggior numero di segnalazioni (121) ha riguardato i danni causati da insetti e altri animali: per l’88,5% xilofagi (soprattutto su conifere), seguite da quelle causate da insetti defogliatori (9%). Il Bostrico è, in assoluto, l’organismo più dannoso ai boschi del Friuli VG, ma non sono trascurabili nemmeno i danni causati dall’Ilesino del frassino (Hylesinus sp.).

Per gli agenti patogeni sono state compilate 28 schede di danno. (Fonte: Notiziario Ersa, n. 1/2019


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Le foreste, serbatoio indispensabile di acqua ed energia

Il tempo stringe per le foreste del mondo, la cui superficie totale diminuisce di giorno in giorno, avverte un nuovo rapporto della Fao che esorta i governi a promuovere un approccio omnicomprensivo a beneficio sia degli alberi, sia di coloro che vi fanno affidamento.
Occorre arrestare la deforestazione, gestire boschi e foreste in modo sostenibile, ripristinare quelle degradate e incrementare la copertura di alberi in tutto il mondo per evitare conseguenze potenzialmente dannose per il pianeta e la sua popolazione, avverte lo “Stato delle Foreste nel Mondo 2018”.
Le foreste e gli alberi contribuiscono molto di più ai mezzi di sussistenza umani di quanto non si creda, svolgendo ruoli cruciali nella sicurezza alimentare, nella fornitura di acqua potabile, nelle energie rinnovabili e nelle economie rurali. Forniscono circa il 20% del reddito alle famiglie rurali nei Paesi emergenti - in molte zone anche di più - e il combustibile per cucinare e riscaldarsi per una persona su tre.
«Le foreste sono fondamentali per i mezzi di sostentamento - ha dichiarato il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva -. Foreste sane e produttive sono essenziali per un'agricoltura sostenibile e abbiamo la prova dell'importanza delle foreste e degli alberi per la qualità dell'acqua, per contribuire al fabbisogno energetico del futuro e per progettare città sostenibili e sane».
«Gli alberi e le foreste contribuiscono a raggiungere diversi obiettivi di sviluppo sostenibile nell'agenda 2030 e devono essere incorporati nelle strategie per raggiungerli», ha aggiunto Eva Mueller, direttrice del Dipartimento Foreste della Fao.
Il Rapporto 2018 documenta quanto siano essenziali le foreste per gli obiettivi di sviluppo sostenibile, dall'affrontare il cambiamento climatico all'assicurare l'acqua potabile e migliorare gli habitat urbani. Lo studio offre prove concrete dei molteplici contributi che le foreste danno e traccia i percorsi per fare di più. Il Rapporto mette in evidenza, inoltre, l'importanza di quadri giuridici chiari sui diritti di proprietà forestale, plaude alla crescente tendenza di governance locale e chiede partenariati efficaci e l'impegno del settore privato per perseguire gli obiettivi sostenibili. Dato che la deforestazione è la seconda causa dei cambiamenti climatici dopo il consumo di combustibili fossili, osserva che "la responsabilità delle imprese per una deforestazione zero è fondamentale".
Lo stato di avanzamento
Anche se c'è ancora molto lavoro da fare, la pubblicazione mostra numerosi esempi che indicano una crescente consapevolezza e un graduale aumento delle pratiche sostenibili per quanto riguarda le foreste e i boschi del mondo. A esempio, oggi oltre il 56% della carta viene riciclato, rispetto a meno di un quarto nel 1970. Nel frattempo, l'utilizzo di materiali di scarto per produrre pannelli in legno ha consentito alla produzione di crescere negli ultimi due decenni quattro volte più velocemente rispetto al fabbisogno di legname appena tagliato.
Foreste e alberi in buona salute fanno molto più che fornire legname. Una persona su cinque in tutto il mondo conta su prodotti forestali non legnosi per cibo, reddito e diversità nutrizionale, i pilastri della vita umana. Ciò è particolarmente importante per circa 250 milioni di persone - per lo più in Africa e Asia e tra essi circa il 40% di coloro soffrono di povertà estrema nelle zone rurali - che vivono in aree di savana e foreste "punti caldi per la povertà" in tutte le zone tropicali.
Gli studi dimostrano che un gran numero di famiglie in aree tropicali raccolgono alimenti forestali per il proprio consumo, spesso più di quanto producano dall'agricoltura o allevando il bestiame. Anche in un'Europa prospera, una persona su quattro raccoglie cibo direttamente dalle foreste, per esempio frutta e bacche, e il 90% delle persone acquista questi prodotti.
Circa un terzo dei piccoli agricoltori in Africa coltivano alberi sulla propria terra e da essi ricavano circa un sesto del loro reddito lordo in vari modi, oltre a benefici aggiuntivi che vanno dalla fertilità del terreno all'ombra dal sole.
A livello globale, le entrate generate da prodotti forestali non legnosi ammontano a 88 miliardi di dollari, ma la cifra reale è probabilmente molto più alta. Una ricerca in Uganda ha rilevato che il valore non in contanti dei prodotti forestali - in questo caso inclusi carbone e materiali da costruzione - era da due a quattro volte superiore per la popolazione locale rispetto al denaro raccolto dalla loro vendita.
Le foreste aiutano anche le persone ad acquistare cibo aumentando le loro entrate. Si stima che il settore ogni anno, produca oltre 45 milioni di posti di lavoro e 580 miliardi di dollari di reddito da lavoro, senza metter in conto quello che è considerato un settore informale molto ampio. I responsabili politici dovrebbero mirare a spostare più posti di lavoro nel settore formale.
«Per raggiungere quelli che stanno più indietro, dobbiamo percorrere la strada forestale e potenziare gli agenti di cambiamento», ha detto Mueller, salutando una tendenza globale a trasferire i diritti di possesso forestali dai governi nazionali alle comunità locali.
Un alleato naturale per il fabbisogno di acqua ed energia
La gestione sostenibile delle foreste è un imperativo per il fabbisogno mondiale di acqua ed energia, sottolinea il Rapporto. Grandi città come Vienna, Tokyo, Johannesburg e Bogotá ottengono una quantità notevole di acqua potabile dalle foreste protette. 180 milioni di persone negli Usa dipendono dalle foreste per il loro fabbisogno di acqua potabile, secondo il servizio forestale di quel Paese. Mentre molti dei maggiori bacini idrografici del mondo hanno perso la copertura degli alberi, il Rapporto rileva un aumento mondiale negli ultimi 25 anni delle aree forestali ora gestite per la conservazione del suolo e dell'acqua.
Il combustibile legnoso rappresenta la maggior parte delle forniture di energia rinnovabile al mondo combinate con energia solare, idroelettrica ed eolica e oltre la metà del fabbisogno nazionale di approvvigionamento di energia primaria per 29 Paesi, la maggior parte nell'Africa sub-sahariana. Che le foreste contengano l'equivalente di 142 miliardi di tonnellate di petrolio, circa 10 volte il consumo annuo globale di energia primaria, sottolinea il loro valore e la necessità del loro uso sostenibile. (Fonte: Fao)

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RaF Italia per rilanciare la filiera del bosco

I boschi italiani rappresentano la più grande infrastruttura verde del nostro Paese. Con i suoi 11 milioni di ettari (circa il 36,4% della superficie nazionale), oltre 400 mila persone coinvolte nel settore produttivo e servizi ambientali quali l’assorbimento del carbonio, la difesa del suolo, il contrasto del dissesto idrogeologico, la regolazione della qualità di acqua e di aria, la conservazione della biodiversità, le foreste italiane rappresentano uno straordinario patrimonio sia per la ricchezza biologica, culturale e sociale, nonché occupazionale. Per tutti questi aspetti è essenziale per il sistema Paese valorizzarlo e conservarlo, attraverso una corretta gestione e una pianificazione attiva.

Il RaF Italia (Rapporto nazionale sullo stato delle Foreste e del settore forestale 2017-2018), è stato realizzato dal Crea, con il suo centro di Politiche e Bioeconomia, sotto l’egida della Direzione generale delle foreste del Mipaaft, nell'ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale 2014-2020. Un importante contributo è stato offerto anche dell’Istat e dal Cufa (Commando dei Carabinieri per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare).

Il Rapporto, presentato recentemente a Roma, è una sorta di numero zero con il quale si è fatto un primo quadro dei dati disponibili e dei soggetti che ne sono in possesso, con l'intento di accrescere le conoscenze e le informazioni riguardanti la materia foreste e filiere forestali nazionali, dando avvio a un nuovo processo di aggiornamento per le indagini statistiche in materia, con specifica attenzione alle necessità conoscitive europee e internazionali. Questo strumento conoscitivo, dunque, rappresenta un primo passo importante per il rilancio della filiera del bosco, strategica per il nostro Paese e in particolare per le aree montane e più svantaggiate, e sarà base concreta sulla quale elaborare una strategia forestale nazionale nei prossimi anni.

«I nostri boschi, quando opportunamente gestiti, rappresentano una risorsa preziosa per l’uomo e per l’ambiente, da cui è possibile trarre risorse rinnovabili fondamentali per lo sviluppo della bioeconomia, oltre a rappresentare un elemento caratterizzante del nostro paesaggio. Per queste ragioni, le superfici forestali nazionali, che per più del 60% sono di proprietà privata, devono essere opportunamente valorizzate e salvaguardate», sottolinea Agrinsieme, il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari. «A tal fine, occorre una armonizzazione e semplificazione delle autorizzazioni per gli interventi selvicolturali, la digitalizzazione delle pratiche forestali, adeguate risorse nella nuova programmazione di sviluppo rurale volte a sostenere e certificare una gestione forestale sostenibile - aggiunge il Coordinamento -. In questo ambito, inoltre, è fondamentale che i dicasteri di competenza, di concerto con le Regioni, si impegnino a finanziare l'ammodernamento della viabilità forestale, essenziale per la sicurezza degli operatori. Gestire il bosco significa valorizzare biomasse e territori, favorendo nuove opportunità di occupazione e contrastando gli effetti del cambiamento climatico. Per tali ragioni, e tenuto conto delle evidenze del RaF Italia, il Coordinamento invita i ministeri coinvolti nella redazione del Piano nazionale per l’energia e il clima (PNIEC) a rivalutare il ruolo del settore forestale nell’ambito della strategia climatica al 2030, riconoscendo al comparto le sue potenzialità in termini di produzione di biomasse legnose e di assorbimento di CO2 - continua Agrinsieme -. Un’altra grande opportunità per il rilancio del settore viene poi dal Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali, per la cui attuazione è fondamentale una stretta concertazione e un confronto continuo con le organizzazioni che rappresentano la proprietà privata delle nostre foreste», conclude il Coordinamento.

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Estate e incendi, prevenirli costa otto volte in meno che spegnerli

Con l’arrivo della stagione estiva torna il rischio di incendi per il patrimonio boschivo italiano. Il 2018, con un aumento del 56% delle precipitazioni rispetto all’anno precedente, ha visto una diminuzione del 90% degli incendi rispetto al devastante 2017, durante il quale bruciarono 141.000 ettari di bosco. Ciononostante le temperature elevate di questo inizio di estate dovrebbero mettere in allerta tutti gli addetti ai lavori e le istituzioni, soprattutto in un momento difficilissimo per il settore boschivo italiano, che vede ancora a terra 5 milioni di metri cubi di alberi schiantati dalla tempesta Vaia del 2018.
 

“La prevenzione è il metodo più economico ed efficace per combattere gli incendi e il miglior momento per intervenire è adesso”, spiega Maria Cristina D’Orlando, Presidente del PEFC Italia. In quanto garante della gestione sostenibile delle foreste, il PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) è da sempre impegnato affinché il patrimonio forestale italiano venga protetto dalle fiamme: il modo migliore per farlo è gestirlo correttamente. “Ogni anno si lavora solo in emergenza con uno spreco enorme di risorse che potrebbero essere destinate alla corretta gestione delle foreste, creando lavoro e contribuendo a proteggere davvero il nostro territorio. Spegnere un incendio costa in media 8 volte più che prevenirlo. In un momento drammatico per tutta la filiera del legno, messa in ginocchio dalla tempesta Vaia, non possiamo permetterci di sprecare risorse economiche ed è necessario invece attivare le ingenti risorse disponibili nei Programmi di Sviluppo Rurale, cofinanziati dall’Unione Europea, dallo Stato e dalle Regioni”.
 

Per evitare di attivarsi solo in stato emergenziale, le amministrazioni e i gestori privati dovrebbero mettere in atto delle semplici azioni preventive capaci di ridurre drasticamente il rischio di incendio nei boschi, nelle foreste e nelle aree verdi urbane.
Tra le azioni possibili il PEFC Italia ne indica cinque:

1 - I boschi devono essere gestiti e non lasciati a loro stessi: l’abbandono colturale è il problema del settore forestale italiano. Il taglio degli alberi non è un evento negativo: se fatto in modo corretto infatti contribuisce a mantenere un equilibrio fra le varie componenti del bosco  alimentando la crescita degli alberi più giovani a scapito di quelli malati e secchi (e quindi più a rischio incendio). In questo senso, la certificazione forestale obbliga ad un monitoraggio costante delle risorse forestali ed è quindi un importante  strumento di prevenzione. 

2 - La creazione di punti d’acqua e la presenza di una viabilità forestale sono necessari per intervenire prontamente in caso di incendio. A questo si aggiunge la costruzione di infrastrutture come punti di atterraggio per elicotteri. 

3 - Il sostegno, la formazione e il mantenimento di squadre specializzate nella lotta agli incendi boschivi e dei volontari antincendio boschivo sono una buona pratica da estendere a tutto il paese. 

4 - La pulizia del sottobosco - e la sua rimozione nelle aree ad alto rischio - aiuta a controllare il problema degli incendi. Un bosco curato costituisce un ostacolo al propagarsi delle fiamme e, allo stesso modo devono essere curati i prati e tutte le aree verdi all’interno delle aree urbanizzate, la cui erba alta deve essere rimossa con regolarità. In alcune regioni, inoltre, la presenza di discariche abusive e di rifiuti abbandonati, anche nei boschi, costituisce un rischio per la salute in caso di incendio e talora può causare l’innesco stesso di incendi che poi coinvolgono le aree naturali e forestali: un ulteriore motivo per esigere il corretto smaltimento di ogni rifiuto. 

5 - L’avvio di campagne di sensibilizzazione a favore dei cittadini è importante perché siano partecipi e consapevoli del fatto che il bosco, non soltanto produce ossigeno ed assorbe anidride carbonica, ma ha anche il compito di tutelare l’assetto idrogeologico del territorio. Ricordare ai cittadini quali sono le norme di sicurezza da rispettare quando ci si trova in bosco è importante per prevenire incendi di natura colposa


“La gestione è il primo fondamentale passo che consente di prevenire non solo gli incendi, ma anche tutte le illegalità all’interno di un bosco - dichiara Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia - Analizzando i dati relativi agli incendi nelle aree certificate del 2017, emerge che su 755.952 ettari di boschi certificati PEFC sono bruciati solo 0,13%, contro l’1,29% a livello nazionale. Questo dato ci dimostra ancora una volta che a soffrire gli incendi sono anzitutto le aree boschive abbandonate, mentre una gestione attenta, sostenibile e certificata mette al sicuro le foreste, la loro economia e la loro incredibile biodiversità”.

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Installate su 8KM di spiaggia di BIBIONE le 43 "AREE FUMO” in legno proveniente dalle foreste schiantate da VAIA
Consegnate ed installate su 8KM di spiaggia di BIBIONE le 43 "AREE FUMO” commissionate dal comune di San Michele al Tagliamento.
Le aree composte da sedute, ombrelloni, recinzione e pedane, sono state tutte costruite col legno delle foreste certificate PEFC del Friuli Venezia Giulia e del Veneto e che gode del marchio Filiera Solidale PEFC perché proveniente dalle foreste schiantate dal Ciclone VAIA dello scorso ottobre.
 
I manufatti si caratterizzano per alcune peculiarità specifiche:
Perché sono stati progettati e realizzati in ottica “economia circolare” - dunque facili da manutenere e prolungare il ciclo di vita,
Perché gli elementi di usura sono “ reversibili” - e cosi sfruttabili su entrambe le facce,
Perché sono stati progettati e realizzati col concetto di “ecodesign” - pertanto di facile separazione tra i materiali che li compongono perché cosi facendo sarà facile il loro riuso ed il loro riciclo.
 
Una iniziativa che si inserisce nel contesto delle spiagge Italiane, chiamate a proporre alla propria clientela manufatti che sostituiscano la plastica con materiali che per loro natura diano diversi vantaggi:
Stoccaggio dellaCO2,
Materiale Rinnovabile,
Recuperabili e Riciclabile
di basso consumo di energia.
 
Belle iniziative che faranno bene, all’ambiente, all’uomo ed alla natura e valorizzeranno il legname schiantato dal Ciclone VAIA.
 
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La solidarietà si fa legno

Da “Vaia” alla tavola. Il tagliere solidale di Legno Servizi si presenta ad “Aria di Festa”
Nell’ottobre 2018 la tempesta “Vaia” ha distrutto migliaia di ettari di foreste in Friuli VG, abbattendo centinaia di migliaia di metri cubi di legname. Alla perdita del bosco si affianca ora il rischio di malattie e ulteriori crolli.

Per questo, grazie anche al progetto avviato da Pefc Italia, una catena di solidarietà si è mossa per restituire, almeno in parte, ai boschi e alle montagne, un po’ di valore dando il proprio contributo al recupero del materiale schiantato, sotto la regia della cooperativa di Tolmezzo, Legno Servizi e della rete d’imprese FriûlDane.

È stato, allo scopo, realizzato un “tagliere solidale” che vuole proprio rappresentare un segno concreto di questa solidarietà e che sarà presentato nello stand di Legno Servizi, in collaborazione con il Consorzio del prosciutto di San Daniele, ad Aria di festa (21-24 giugno). Il tagliere è stato realizzato dalla segheria Domini Legnami di San Pier d’Isonzo, in legno massello di purissimo abete bianco, non trattato, proveniente dalle foreste schiantate del Friuli VG, certificate per la loro gestione sostenibile. Acquistandolo, ci si porta a casa un piccolo pezzo di bosco e si contribuisce a ridare nuova vita alle foreste regionali poiché il ricavato delle vendite sarà destinato proprio a questo scopo solidaristico.

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Seminario didattico: “Mari e monti di valori senza prezzo…”, lunedì 10 giugno 2019
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Un superfood dagli aghi di abete bianco

Una soluzione a base di acqua e aghi di abete bianco della montagna toscana, in concentrazione di appena lo 0.44%, ottenuta attraverso un processo di cavitazione idrodinamica controllata, ha dimostrato capacità antiossidanti equiparabili o migliori rispetto alle sostanze comunemente usate come riferimento, dalle Vitamine C ed E, al Resveratrolo alla Quercetina. È quanto emerge da uno studio condotto da studiosi del Consiglio nazionale delle ricerche, dell’Istituto di biometeorologia Ibimet (HCT-agrifood Laboratory) e dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri (Iret), dal titolo “Affordable production of antioxidant aqueous solutions by hydrodynamic cavitation processing of silver fir (Abies Alba Mill.) needles”, pubblicato dalla rivista Foods.

«Il risultato è interessante non solo in sé, in quanto svela un tesoro nascosto e di grande valore delle conifere e approfondisce le conoscenze sugli antiossidanti naturali, ma anche per il processo di estrazione utilizzato, basato sulla cavitazione idrodinamica, che sta emergendo come una delle tecnologie più promettenti e innovative per l’estrazione di componenti alimentari e sottoprodotti dalla materia prima di scarto della filiera agro-alimentare e, da oggi, anche forestale», osserva Francesco Meneguzzo del Cnr-Ibimet, che aggiunge: «In estrema sintesi, la cavitazione è un fenomeno di formazione, accrescimento e implosione di bolle di vapore in un liquido a temperature inferiori rispetto al punto di ebollizione, che genera microambienti caratterizzati da temperature localmente elevatissime e intense onde di pressione e getti idraulici, capaci di intensificare una serie di processi fisici, chimici e biochimici, in modo efficiente e “verde”. Per la prima volta, tale metodo è stato applicato al processamento degli aghi di abete (in particolare quelli della specie Abies alba Mill.), con risultati sorprendenti».

La possibilità di produrre soluzioni funzionali senza l’uso di alcun solvente sintetico, in modo non solo rapido, economico e scalabile fino al livello industriale, ma anche capace di trasferire in soluzione acquosa una parte molto più grande dell’attività antiossidante del materiale di partenza, estraendone i principi attivi in modo potenziato, rappresenta una grande opportunità per diversi settori. «I risultati ottenuti nello studio, infatti, rispondono pienamente al crescente interesse scientifico e industriale per le sostanze antiossidanti naturali, da applicare nei campi della funzionalizzazione e conservazione delle bevande, sia vegetali analcoliche, sia, per esempio, birra, a fini dietetici e salutari, della stimolazione della crescita di certe colture tra cui il frumento, della conservazione degli alimenti lipidici, della cosmetica, consentendo di superare una serie di inconvenienti legati agli attuali metodi di estrazione – prosegue il ricercatore -. Le proprietà delle conifere, a esempio, sono note da tempo e già utilizzate in diversi campi, ma la variabilità delle loro proprietà bioattive, la complessità dei metodi di estrazione e l’uso di sostanze chimiche sintetiche costose e potenzialmente dannose, hanno rappresentato fino a ora un ostacolo alla loro diffusione e utilizzo».

I risultati ottenuti con la cavitazione idrodinamica, in termini di efficienza, economicità e sostenibilità del processo e di qualità e quantità degli antiossidanti estratti dagli aghi di abete bianco, «aprono dunque una nuova strada per valorizzare una specie vegetale dalle ottime potenzialità, dando nuova vita ai sottoprodotti della gestione forestale e, non da ultimo, indirizzando l’attenzione a una specie spesso trascurata – conclude Meneguzzo -. Lo studio conferma il potenziale del processo di cavitazione idrodinamica per la creazione di soluzioni acquose arricchite con composti bioattivi estratti da piante e biomassa vegetale, prive di solventi e ottenute attraverso un processo di produzione efficiente, per ridurre il consumo di risorse e generare prodotti sani e di alta qualità». (Fonte: www.teatronaturale.it)

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FriûlDane: innovazione e sostenibilità di una rete

Innovazione e sostenibilità legate alla gestione dell’Abete bianco (Abies alba) in Friuli VG, sono state le parole d’ordine declinate dai relatori dell’incontro che, recentemente, si è tenuto a Udine, presso la Sala convegni di Confindustria. 

A raccontarle, in maniera puntuale e assai interessante, coordinati da Emilio Gottardo, presidente della rete d’imprese FriûlDane, sono stati: Marco Tarussio (di FriûlDane); Carlo Tasso e Claudio Ferfuia dell’Università di Udine; Ezio Facchini del Catas; Sandro Comini di Unidea e Daniele Di Gleria, Sindaco di Paularo. Le conclusioni sono state affidate a Rinaldo Comino, del Servizio foreste della Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Fvg.

Sono circa 19.000 gli ettari regionali dove è presente l’Abete bianco che rappresenta il 20% della massa forestale delle conifere del Fvg e dove maturano, ogni anno, circa 30.000 mc di pregiato legname. Per valorizzare a 360 gradi questa preziosa e “rara” risorsa boschiva è stata creata, per la prima volta in Italia, una rete di 8 imprese (con capofila Legno Servizi di Tolmezzo) concentrate nel rilancio di una specie legnosa dalle grandi qualità. FriûlDane, questo il suo nome, ha costruito un progetto di valorizzazione (sostenuto dalla Misura 16.2.1 del Psr del Fvg) che ha sviluppato rilevanti elementi di innovazione e sostenibilità all’interno del comparto regionale forestale, promuovendo l’aggregazione e la cooperazione stabile tra aziende in funzione dell’incremento della produttività mediante soluzioni ICT, della caratterizzazione con prove sperimentali di una risorsa legnosa locale di pregio al momento sottoutilizzata, potenziandone il prelievo boschivo in una logica di filiera condivisa con alcuni Comuni montani, offrendo alle imprese partecipanti alla rete e al mercato, legname e prodotti certificati secondo il sistema Pefc, con marchio di origine proprio e certificazione delle imprese per la catena di custodia dei prodotti legnosi. 

FriûlDane e il suo progetto hanno anche lo scopo di: rafforzare la competitività del settore forestale (crescita intelligente); preservare gli ecosistemi boschivi sviluppando filiere locali a ridotto carbon footprint (crescita sostenibile); promuovere nuove occasioni di occupazione in aree marginali (crescita inclusiva). (Essegipress)

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La riscoperta del valore dell'abete bianco

Intervista a Giorgio Vacchiano, ricercatore forestale dell’Università di Milano

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Abete bianco in Friuli: una rete all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità

Un convegno a Udine, giovedì 14 febbraio, organizzato da FriûlDane, prima rete italiana dedicata alla pregiata conifera 

Sono circa 19.000 gli ettari regionali dove è presente l’Abete bianco che rappresenta il 20 percento della massa forestale delle conifere del Fvg e dove maturano, ogni anno, circa 30.000 mc di pregiato legname. Per valorizzare a 360 gradi questa preziosa risorsa boschiva è stata creata, per la prima volta in Italia, una rete di 8 imprese (con capofila Legno Servizi di Tolmezzo) concentrate nel rilancio di una specie legnosa dalle grandi qualità. FriûlDane, questo il suo nome, ha costruito un progetto di valorizzazione (sostenuto dalla Misura 16.2.1 del Psr Fvg) che ha sviluppato rilevanti elementi di innovazione e sostenibilità all’interno del comparto regionale forestale, promuovendo l’aggregazione in rete e la cooperazione stabile tra aziende in funzione dell’incremento della produttività mediante soluzioni ICT, della caratterizzazione con prove sperimentali di una risorsa legnosa locale di pregio al momento sottoutilizzata, potenziandone il prelievo boschivo in una logica di filiera condivisa con alcuni Comuni montani, offrendo alle imprese partecipanti alla rete ed al mercato, legname e prodotti certificati secondo il sistema Pefc, con marchio di origine proprio e certificazione delle imprese per la catena di custodia dei prodotti legnosi. 


Un progetto che verrà esposto in tutti sui particolari, durante uno specifico convegno dal titolo: “Innovazione e sostenibilità della filiera dell’Abete bianco in Friuli”, che si terrà a Udine (presso la sala Convegni di Confindustria, largo C. Melzi 2), giovedì 14 febbraio a partire dalle ore 16.00.


Numerosi gli interventi previsti, dopo l’introduzione di Emilio Gottardo, presidente di FriûlDane. Tra gli altri, sono previsti i contributi di Marco Tarussio (FriûlDane); Carlo Tasso e Claudio Ferfuia dell’Università di Udine; Ezio Facchini del Catas; Sandro Comini di Unidea e Daniele Di Gleria, Sindaco di Paularo. Le conclusioni sono state affidate ad Adolfo Faidiga, vicedirettore centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Fvg.


FriûlDane e il suo progetto hanno anche lo scopo di: rafforzare la competitività del settore forestale (crescita intelligente); preservare gli ecosistemi boschivi sviluppando filiere a ridotto carbon footprint (crescita sostenibile); promuovere nuove occasioni di occupazione in aree marginali (crescita inclusiva).


Agli iscritti all’Ordine degli Architetti e all’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali che parteciperanno al convegno, saranno riconosciuti i relativi Crediti formativi.

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Dallo schianto, nuove radici

L’abete bianco di Ampezzo 

Davanti al Municipio di Ampezzo, in occasione del Natale, è stato piantumato un nuovo abete  simbolo della località carnica e, ora, della sua volontà di rinascita. Si tratta di un Abete bianco, prelevato da una foresta certificata a Gestione Forestale sostenibile, tagliato il 30 ottobre a causa del forte vento di quella giornata.  

Rappresenterà l’esibizione di un momento di orgoglio, solidarietà e riflessione anche durante i giorni della manifestazione: “Il bel legno in bella mostra” (14 e 15 dicembre) e nel corso della mattinata (15 dicembre) nella quale si svolgerà la 4^ Asta regionale del legname di pregio. Ma soprattutto accompagnerà negli anni futuri la Comunità ampezzana, vegliando, dall'alto delle sue fronde, sulla gente e dandole protezione e solidità.


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Un omaggio ai boschi del nostro Friuli, distrutti da Vaia

Non piantiamoli lì!

A memoria d’uomo non si era mai vista una devastazione simile nei boschi del Friuli-VG. Un enorme camposanto legnoso giace sulle montagne della regione e bisogna intervenire subito per rimuovere i milioni di alberi schiantati e non abbandonare i boschi (e il territorio e gli uomini che lo abitano) a sé stessi. Ecco l’omaggio e l'appello di FriûlDane.

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ASTA REGIONALE DEL LEGNAME

4^ edizione dell’Asta regionale del legname di pregio con il patrocinio del Comune di Ampezzo, della rete d’imprese FriûlDane e Uncem Fvg

La quotazione tiene il prezzo. Battuti anche tronchi di abete rosso provenienti dai boschi colpiti dal maltempo alla fine dello scorso ottobre.

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FriulDane e Legno Servizi assieme per la 4° Asta regionale del legname di pregio 2018: nonostante gli schianti e le devastazioni dei boschi regionali, l’Asta del legname si svolgerà regolarmente

La cooperativa tolmezzina Legno Servizi, assieme al Gruppo Regionale PEFC, organizza la 4^ edizione dell’Asta regionale del legname di pregio con il patrocinio del Comune di Ampezzo, della rete d’imprese FriûlDane e Uncem Fvg.

Regolamento d’asta e quelli per la fornitura del legname e per l’invio delle offerte sono consultabili sul sito https://www.legnoservizi.it/4-asta-regionale-del-legname-di-pregio/

Per ulteriori informazioni, T 0433.468120 (orario ufficio) o M amministrazione@legnoservizi.it.

Ogni altra informazione è reperibile sul sito www.legnoservizi.it.

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IL BEL LEGNO IN BELLA MOSTRA

La manifestazione “Il bel legno in bella mostra” si terrà il 14 e 15 dicembre, ad Ampezzo, nella quale sono previsti eventi convegnistici, un’importante mostra fotografica, una gara di orienteering (lo sport del bosco), oltre alla presenza di artigiani del legno, ad un’esposizione di macchine e attrezzature forestali e di prodotti biologici e del territorio 

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CONVEGNO ABETE BIANCO

Ampezzo, 14 dicembre 2018

Sala Convegni dell’Asilo - via dell’Asilo
9,30-13,30

PROGETTARE e COSTRUIRE con l’ABETE BIANCO

Il convegno offre un’occasione per conoscere le prerogative che l’Abete bianco offre, dal bosco al prodotto finito, per soluzioni costruttive di vario tipo e il ridotto impatto ambientale legato alla sua utilizzazione in uno schema di filiera locale. Architetti, ingegneri e artigiani specialisti illustreranno la validità del legno di Abete bianco, specie ampiamente diffusa in Friuli, per costruire edifici, arredi e interni.
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Festa Val Alba

Domenica 2 Settembre 2018 dalle ore 7.00 
Festa della Val Alba al Bivacco G.Bianchi 
Ore 7.00 Escursione alpinistica anello della Val Alba 
Ore 8.30 Escursione con guida naturalistica Alla scoperta della Riserva della Val Alba 
Ore 12.30 Inaugurazione del nuovo bivacco "Giuseppe Bianchi" e brindisi conviviale 

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Rassegna stampa Messaggero Veneto 2016_12_11
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Rassegna stampa
Business parla di FriulDane! Gennaio 2017
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Business
Convegno a casa moderna 2017
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Locandina casa moderna 2017
Video filiera Abete Bianco
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Contatti

FriûlDane c/o Legno Servizi s.c
Tel. 0433/468120

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33028 Tolmezzo (UD)