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News ed Eventi

Inventario Bausinve Fvg 2018

Sono stati pubblicati dall’Ersa Fvg i dati di Bausinve 2018, sullo stato fitosanitario delle foreste regionali. Nel 2018, l’Inventario fitopatologico forestale regionale (attivo dal 1994) è stato gestito dal Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa, in collaborazione con il Servizio foreste e corpo forestale regionale della Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione. Nel 2018 è proseguita, tra l’altro, l’attività di monitoraggio degli organismi di interesse forestale per i quali sono previste misure di difesa obbligatoria e/o di quarantena.   

Le segnalazioni raccolte dal 1994 al 2018, attualmente conservate nell’archivio generale dell’Inventario, ammontano a 7.124, di cui 4.672 per perdite associate ad agenti biotici e 2.452 per danni da eventi meteorici che sono stati particolarmente elevati e superiori a quelli già alti, del 2017.

Nel 2018, i rilevatori Bausinve hanno redatto 806 schede di danno. Di queste, la maggior parte hanno riguardato danni da eventi meteorici (657) mentre 149 sono state compilate per danni da agenti biotici. In totale sono stati identificati 23 diversi agenti di danno di origine biotica. 

Anche in seguito alla tempesta Vaia del 28-29-30 ottobre, a livello regionale, le volumetrie di materiale schiantato hanno superato i 680.000 mc (in passato nessun evento meteorico ha provocato danni superiori ai 40.000 mc di schianti). Tuttora manca il censimento dei microschianti diffusi che potrebbero rivelarsi, in particolar modo quelli di abete rosso, come inneschi per focolai diffusi di Bostrico tipografo (Ips typographus) a partire, presumibilmente, dal 2020.

Il maggior numero di segnalazioni (121) ha riguardato i danni causati da insetti e altri animali: per l’88,5% xilofagi (soprattutto su conifere), seguite da quelle causate da insetti defogliatori (9%). Il Bostrico è, in assoluto, l’organismo più dannoso ai boschi del Friuli VG, ma non sono trascurabili nemmeno i danni causati dall’Ilesino del frassino (Hylesinus sp.).

Per gli agenti patogeni sono state compilate 28 schede di danno. (Fonte: Notiziario Ersa, n. 1/2019


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Le foreste, serbatoio indispensabile di acqua ed energia

Il tempo stringe per le foreste del mondo, la cui superficie totale diminuisce di giorno in giorno, avverte un nuovo rapporto della Fao che esorta i governi a promuovere un approccio omnicomprensivo a beneficio sia degli alberi, sia di coloro che vi fanno affidamento.
Occorre arrestare la deforestazione, gestire boschi e foreste in modo sostenibile, ripristinare quelle degradate e incrementare la copertura di alberi in tutto il mondo per evitare conseguenze potenzialmente dannose per il pianeta e la sua popolazione, avverte lo “Stato delle Foreste nel Mondo 2018”.
Le foreste e gli alberi contribuiscono molto di più ai mezzi di sussistenza umani di quanto non si creda, svolgendo ruoli cruciali nella sicurezza alimentare, nella fornitura di acqua potabile, nelle energie rinnovabili e nelle economie rurali. Forniscono circa il 20% del reddito alle famiglie rurali nei Paesi emergenti - in molte zone anche di più - e il combustibile per cucinare e riscaldarsi per una persona su tre.
«Le foreste sono fondamentali per i mezzi di sostentamento - ha dichiarato il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva -. Foreste sane e produttive sono essenziali per un'agricoltura sostenibile e abbiamo la prova dell'importanza delle foreste e degli alberi per la qualità dell'acqua, per contribuire al fabbisogno energetico del futuro e per progettare città sostenibili e sane».
«Gli alberi e le foreste contribuiscono a raggiungere diversi obiettivi di sviluppo sostenibile nell'agenda 2030 e devono essere incorporati nelle strategie per raggiungerli», ha aggiunto Eva Mueller, direttrice del Dipartimento Foreste della Fao.
Il Rapporto 2018 documenta quanto siano essenziali le foreste per gli obiettivi di sviluppo sostenibile, dall'affrontare il cambiamento climatico all'assicurare l'acqua potabile e migliorare gli habitat urbani. Lo studio offre prove concrete dei molteplici contributi che le foreste danno e traccia i percorsi per fare di più. Il Rapporto mette in evidenza, inoltre, l'importanza di quadri giuridici chiari sui diritti di proprietà forestale, plaude alla crescente tendenza di governance locale e chiede partenariati efficaci e l'impegno del settore privato per perseguire gli obiettivi sostenibili. Dato che la deforestazione è la seconda causa dei cambiamenti climatici dopo il consumo di combustibili fossili, osserva che "la responsabilità delle imprese per una deforestazione zero è fondamentale".
Lo stato di avanzamento
Anche se c'è ancora molto lavoro da fare, la pubblicazione mostra numerosi esempi che indicano una crescente consapevolezza e un graduale aumento delle pratiche sostenibili per quanto riguarda le foreste e i boschi del mondo. A esempio, oggi oltre il 56% della carta viene riciclato, rispetto a meno di un quarto nel 1970. Nel frattempo, l'utilizzo di materiali di scarto per produrre pannelli in legno ha consentito alla produzione di crescere negli ultimi due decenni quattro volte più velocemente rispetto al fabbisogno di legname appena tagliato.
Foreste e alberi in buona salute fanno molto più che fornire legname. Una persona su cinque in tutto il mondo conta su prodotti forestali non legnosi per cibo, reddito e diversità nutrizionale, i pilastri della vita umana. Ciò è particolarmente importante per circa 250 milioni di persone - per lo più in Africa e Asia e tra essi circa il 40% di coloro soffrono di povertà estrema nelle zone rurali - che vivono in aree di savana e foreste "punti caldi per la povertà" in tutte le zone tropicali.
Gli studi dimostrano che un gran numero di famiglie in aree tropicali raccolgono alimenti forestali per il proprio consumo, spesso più di quanto producano dall'agricoltura o allevando il bestiame. Anche in un'Europa prospera, una persona su quattro raccoglie cibo direttamente dalle foreste, per esempio frutta e bacche, e il 90% delle persone acquista questi prodotti.
Circa un terzo dei piccoli agricoltori in Africa coltivano alberi sulla propria terra e da essi ricavano circa un sesto del loro reddito lordo in vari modi, oltre a benefici aggiuntivi che vanno dalla fertilità del terreno all'ombra dal sole.
A livello globale, le entrate generate da prodotti forestali non legnosi ammontano a 88 miliardi di dollari, ma la cifra reale è probabilmente molto più alta. Una ricerca in Uganda ha rilevato che il valore non in contanti dei prodotti forestali - in questo caso inclusi carbone e materiali da costruzione - era da due a quattro volte superiore per la popolazione locale rispetto al denaro raccolto dalla loro vendita.
Le foreste aiutano anche le persone ad acquistare cibo aumentando le loro entrate. Si stima che il settore ogni anno, produca oltre 45 milioni di posti di lavoro e 580 miliardi di dollari di reddito da lavoro, senza metter in conto quello che è considerato un settore informale molto ampio. I responsabili politici dovrebbero mirare a spostare più posti di lavoro nel settore formale.
«Per raggiungere quelli che stanno più indietro, dobbiamo percorrere la strada forestale e potenziare gli agenti di cambiamento», ha detto Mueller, salutando una tendenza globale a trasferire i diritti di possesso forestali dai governi nazionali alle comunità locali.
Un alleato naturale per il fabbisogno di acqua ed energia
La gestione sostenibile delle foreste è un imperativo per il fabbisogno mondiale di acqua ed energia, sottolinea il Rapporto. Grandi città come Vienna, Tokyo, Johannesburg e Bogotá ottengono una quantità notevole di acqua potabile dalle foreste protette. 180 milioni di persone negli Usa dipendono dalle foreste per il loro fabbisogno di acqua potabile, secondo il servizio forestale di quel Paese. Mentre molti dei maggiori bacini idrografici del mondo hanno perso la copertura degli alberi, il Rapporto rileva un aumento mondiale negli ultimi 25 anni delle aree forestali ora gestite per la conservazione del suolo e dell'acqua.
Il combustibile legnoso rappresenta la maggior parte delle forniture di energia rinnovabile al mondo combinate con energia solare, idroelettrica ed eolica e oltre la metà del fabbisogno nazionale di approvvigionamento di energia primaria per 29 Paesi, la maggior parte nell'Africa sub-sahariana. Che le foreste contengano l'equivalente di 142 miliardi di tonnellate di petrolio, circa 10 volte il consumo annuo globale di energia primaria, sottolinea il loro valore e la necessità del loro uso sostenibile. (Fonte: Fao)

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RaF Italia per rilanciare la filiera del bosco

I boschi italiani rappresentano la più grande infrastruttura verde del nostro Paese. Con i suoi 11 milioni di ettari (circa il 36,4% della superficie nazionale), oltre 400 mila persone coinvolte nel settore produttivo e servizi ambientali quali l’assorbimento del carbonio, la difesa del suolo, il contrasto del dissesto idrogeologico, la regolazione della qualità di acqua e di aria, la conservazione della biodiversità, le foreste italiane rappresentano uno straordinario patrimonio sia per la ricchezza biologica, culturale e sociale, nonché occupazionale. Per tutti questi aspetti è essenziale per il sistema Paese valorizzarlo e conservarlo, attraverso una corretta gestione e una pianificazione attiva.

Il RaF Italia (Rapporto nazionale sullo stato delle Foreste e del settore forestale 2017-2018), è stato realizzato dal Crea, con il suo centro di Politiche e Bioeconomia, sotto l’egida della Direzione generale delle foreste del Mipaaft, nell'ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale 2014-2020. Un importante contributo è stato offerto anche dell’Istat e dal Cufa (Commando dei Carabinieri per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare).

Il Rapporto, presentato recentemente a Roma, è una sorta di numero zero con il quale si è fatto un primo quadro dei dati disponibili e dei soggetti che ne sono in possesso, con l'intento di accrescere le conoscenze e le informazioni riguardanti la materia foreste e filiere forestali nazionali, dando avvio a un nuovo processo di aggiornamento per le indagini statistiche in materia, con specifica attenzione alle necessità conoscitive europee e internazionali. Questo strumento conoscitivo, dunque, rappresenta un primo passo importante per il rilancio della filiera del bosco, strategica per il nostro Paese e in particolare per le aree montane e più svantaggiate, e sarà base concreta sulla quale elaborare una strategia forestale nazionale nei prossimi anni.

«I nostri boschi, quando opportunamente gestiti, rappresentano una risorsa preziosa per l’uomo e per l’ambiente, da cui è possibile trarre risorse rinnovabili fondamentali per lo sviluppo della bioeconomia, oltre a rappresentare un elemento caratterizzante del nostro paesaggio. Per queste ragioni, le superfici forestali nazionali, che per più del 60% sono di proprietà privata, devono essere opportunamente valorizzate e salvaguardate», sottolinea Agrinsieme, il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari. «A tal fine, occorre una armonizzazione e semplificazione delle autorizzazioni per gli interventi selvicolturali, la digitalizzazione delle pratiche forestali, adeguate risorse nella nuova programmazione di sviluppo rurale volte a sostenere e certificare una gestione forestale sostenibile - aggiunge il Coordinamento -. In questo ambito, inoltre, è fondamentale che i dicasteri di competenza, di concerto con le Regioni, si impegnino a finanziare l'ammodernamento della viabilità forestale, essenziale per la sicurezza degli operatori. Gestire il bosco significa valorizzare biomasse e territori, favorendo nuove opportunità di occupazione e contrastando gli effetti del cambiamento climatico. Per tali ragioni, e tenuto conto delle evidenze del RaF Italia, il Coordinamento invita i ministeri coinvolti nella redazione del Piano nazionale per l’energia e il clima (PNIEC) a rivalutare il ruolo del settore forestale nell’ambito della strategia climatica al 2030, riconoscendo al comparto le sue potenzialità in termini di produzione di biomasse legnose e di assorbimento di CO2 - continua Agrinsieme -. Un’altra grande opportunità per il rilancio del settore viene poi dal Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali, per la cui attuazione è fondamentale una stretta concertazione e un confronto continuo con le organizzazioni che rappresentano la proprietà privata delle nostre foreste», conclude il Coordinamento.

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Estate e incendi, prevenirli costa otto volte in meno che spegnerli

Con l’arrivo della stagione estiva torna il rischio di incendi per il patrimonio boschivo italiano. Il 2018, con un aumento del 56% delle precipitazioni rispetto all’anno precedente, ha visto una diminuzione del 90% degli incendi rispetto al devastante 2017, durante il quale bruciarono 141.000 ettari di bosco. Ciononostante le temperature elevate di questo inizio di estate dovrebbero mettere in allerta tutti gli addetti ai lavori e le istituzioni, soprattutto in un momento difficilissimo per il settore boschivo italiano, che vede ancora a terra 5 milioni di metri cubi di alberi schiantati dalla tempesta Vaia del 2018.
 

“La prevenzione è il metodo più economico ed efficace per combattere gli incendi e il miglior momento per intervenire è adesso”, spiega Maria Cristina D’Orlando, Presidente del PEFC Italia. In quanto garante della gestione sostenibile delle foreste, il PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) è da sempre impegnato affinché il patrimonio forestale italiano venga protetto dalle fiamme: il modo migliore per farlo è gestirlo correttamente. “Ogni anno si lavora solo in emergenza con uno spreco enorme di risorse che potrebbero essere destinate alla corretta gestione delle foreste, creando lavoro e contribuendo a proteggere davvero il nostro territorio. Spegnere un incendio costa in media 8 volte più che prevenirlo. In un momento drammatico per tutta la filiera del legno, messa in ginocchio dalla tempesta Vaia, non possiamo permetterci di sprecare risorse economiche ed è necessario invece attivare le ingenti risorse disponibili nei Programmi di Sviluppo Rurale, cofinanziati dall’Unione Europea, dallo Stato e dalle Regioni”.
 

Per evitare di attivarsi solo in stato emergenziale, le amministrazioni e i gestori privati dovrebbero mettere in atto delle semplici azioni preventive capaci di ridurre drasticamente il rischio di incendio nei boschi, nelle foreste e nelle aree verdi urbane.
Tra le azioni possibili il PEFC Italia ne indica cinque:

1 - I boschi devono essere gestiti e non lasciati a loro stessi: l’abbandono colturale è il problema del settore forestale italiano. Il taglio degli alberi non è un evento negativo: se fatto in modo corretto infatti contribuisce a mantenere un equilibrio fra le varie componenti del bosco  alimentando la crescita degli alberi più giovani a scapito di quelli malati e secchi (e quindi più a rischio incendio). In questo senso, la certificazione forestale obbliga ad un monitoraggio costante delle risorse forestali ed è quindi un importante  strumento di prevenzione. 

2 - La creazione di punti d’acqua e la presenza di una viabilità forestale sono necessari per intervenire prontamente in caso di incendio. A questo si aggiunge la costruzione di infrastrutture come punti di atterraggio per elicotteri. 

3 - Il sostegno, la formazione e il mantenimento di squadre specializzate nella lotta agli incendi boschivi e dei volontari antincendio boschivo sono una buona pratica da estendere a tutto il paese. 

4 - La pulizia del sottobosco - e la sua rimozione nelle aree ad alto rischio - aiuta a controllare il problema degli incendi. Un bosco curato costituisce un ostacolo al propagarsi delle fiamme e, allo stesso modo devono essere curati i prati e tutte le aree verdi all’interno delle aree urbanizzate, la cui erba alta deve essere rimossa con regolarità. In alcune regioni, inoltre, la presenza di discariche abusive e di rifiuti abbandonati, anche nei boschi, costituisce un rischio per la salute in caso di incendio e talora può causare l’innesco stesso di incendi che poi coinvolgono le aree naturali e forestali: un ulteriore motivo per esigere il corretto smaltimento di ogni rifiuto. 

5 - L’avvio di campagne di sensibilizzazione a favore dei cittadini è importante perché siano partecipi e consapevoli del fatto che il bosco, non soltanto produce ossigeno ed assorbe anidride carbonica, ma ha anche il compito di tutelare l’assetto idrogeologico del territorio. Ricordare ai cittadini quali sono le norme di sicurezza da rispettare quando ci si trova in bosco è importante per prevenire incendi di natura colposa


“La gestione è il primo fondamentale passo che consente di prevenire non solo gli incendi, ma anche tutte le illegalità all’interno di un bosco - dichiara Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia - Analizzando i dati relativi agli incendi nelle aree certificate del 2017, emerge che su 755.952 ettari di boschi certificati PEFC sono bruciati solo 0,13%, contro l’1,29% a livello nazionale. Questo dato ci dimostra ancora una volta che a soffrire gli incendi sono anzitutto le aree boschive abbandonate, mentre una gestione attenta, sostenibile e certificata mette al sicuro le foreste, la loro economia e la loro incredibile biodiversità”.

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Installate su 8KM di spiaggia di BIBIONE le 43 "AREE FUMO” in legno proveniente dalle foreste schiantate da VAIA
Consegnate ed installate su 8KM di spiaggia di BIBIONE le 43 "AREE FUMO” commissionate dal comune di San Michele al Tagliamento.
Le aree composte da sedute, ombrelloni, recinzione e pedane, sono state tutte costruite col legno delle foreste certificate PEFC del Friuli Venezia Giulia e del Veneto e che gode del marchio Filiera Solidale PEFC perché proveniente dalle foreste schiantate dal Ciclone VAIA dello scorso ottobre.
 
I manufatti si caratterizzano per alcune peculiarità specifiche:
Perché sono stati progettati e realizzati in ottica “economia circolare” - dunque facili da manutenere e prolungare il ciclo di vita,
Perché gli elementi di usura sono “ reversibili” - e cosi sfruttabili su entrambe le facce,
Perché sono stati progettati e realizzati col concetto di “ecodesign” - pertanto di facile separazione tra i materiali che li compongono perché cosi facendo sarà facile il loro riuso ed il loro riciclo.
 
Una iniziativa che si inserisce nel contesto delle spiagge Italiane, chiamate a proporre alla propria clientela manufatti che sostituiscano la plastica con materiali che per loro natura diano diversi vantaggi:
Stoccaggio dellaCO2,
Materiale Rinnovabile,
Recuperabili e Riciclabile
di basso consumo di energia.
 
Belle iniziative che faranno bene, all’ambiente, all’uomo ed alla natura e valorizzeranno il legname schiantato dal Ciclone VAIA.
 
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La solidarietà si fa legno

Da “Vaia” alla tavola. Il tagliere solidale di Legno Servizi si presenta ad “Aria di Festa”
Nell’ottobre 2018 la tempesta “Vaia” ha distrutto migliaia di ettari di foreste in Friuli VG, abbattendo centinaia di migliaia di metri cubi di legname. Alla perdita del bosco si affianca ora il rischio di malattie e ulteriori crolli.

Per questo, grazie anche al progetto avviato da Pefc Italia, una catena di solidarietà si è mossa per restituire, almeno in parte, ai boschi e alle montagne, un po’ di valore dando il proprio contributo al recupero del materiale schiantato, sotto la regia della cooperativa di Tolmezzo, Legno Servizi e della rete d’imprese FriûlDane.

È stato, allo scopo, realizzato un “tagliere solidale” che vuole proprio rappresentare un segno concreto di questa solidarietà e che sarà presentato nello stand di Legno Servizi, in collaborazione con il Consorzio del prosciutto di San Daniele, ad Aria di festa (21-24 giugno). Il tagliere è stato realizzato dalla segheria Domini Legnami di San Pier d’Isonzo, in legno massello di purissimo abete bianco, non trattato, proveniente dalle foreste schiantate del Friuli VG, certificate per la loro gestione sostenibile. Acquistandolo, ci si porta a casa un piccolo pezzo di bosco e si contribuisce a ridare nuova vita alle foreste regionali poiché il ricavato delle vendite sarà destinato proprio a questo scopo solidaristico.

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Seminario didattico: “Mari e monti di valori senza prezzo…”, lunedì 10 giugno 2019
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Un superfood dagli aghi di abete bianco

Una soluzione a base di acqua e aghi di abete bianco della montagna toscana, in concentrazione di appena lo 0.44%, ottenuta attraverso un processo di cavitazione idrodinamica controllata, ha dimostrato capacità antiossidanti equiparabili o migliori rispetto alle sostanze comunemente usate come riferimento, dalle Vitamine C ed E, al Resveratrolo alla Quercetina. È quanto emerge da uno studio condotto da studiosi del Consiglio nazionale delle ricerche, dell’Istituto di biometeorologia Ibimet (HCT-agrifood Laboratory) e dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri (Iret), dal titolo “Affordable production of antioxidant aqueous solutions by hydrodynamic cavitation processing of silver fir (Abies Alba Mill.) needles”, pubblicato dalla rivista Foods.

«Il risultato è interessante non solo in sé, in quanto svela un tesoro nascosto e di grande valore delle conifere e approfondisce le conoscenze sugli antiossidanti naturali, ma anche per il processo di estrazione utilizzato, basato sulla cavitazione idrodinamica, che sta emergendo come una delle tecnologie più promettenti e innovative per l’estrazione di componenti alimentari e sottoprodotti dalla materia prima di scarto della filiera agro-alimentare e, da oggi, anche forestale», osserva Francesco Meneguzzo del Cnr-Ibimet, che aggiunge: «In estrema sintesi, la cavitazione è un fenomeno di formazione, accrescimento e implosione di bolle di vapore in un liquido a temperature inferiori rispetto al punto di ebollizione, che genera microambienti caratterizzati da temperature localmente elevatissime e intense onde di pressione e getti idraulici, capaci di intensificare una serie di processi fisici, chimici e biochimici, in modo efficiente e “verde”. Per la prima volta, tale metodo è stato applicato al processamento degli aghi di abete (in particolare quelli della specie Abies alba Mill.), con risultati sorprendenti».

La possibilità di produrre soluzioni funzionali senza l’uso di alcun solvente sintetico, in modo non solo rapido, economico e scalabile fino al livello industriale, ma anche capace di trasferire in soluzione acquosa una parte molto più grande dell’attività antiossidante del materiale di partenza, estraendone i principi attivi in modo potenziato, rappresenta una grande opportunità per diversi settori. «I risultati ottenuti nello studio, infatti, rispondono pienamente al crescente interesse scientifico e industriale per le sostanze antiossidanti naturali, da applicare nei campi della funzionalizzazione e conservazione delle bevande, sia vegetali analcoliche, sia, per esempio, birra, a fini dietetici e salutari, della stimolazione della crescita di certe colture tra cui il frumento, della conservazione degli alimenti lipidici, della cosmetica, consentendo di superare una serie di inconvenienti legati agli attuali metodi di estrazione – prosegue il ricercatore -. Le proprietà delle conifere, a esempio, sono note da tempo e già utilizzate in diversi campi, ma la variabilità delle loro proprietà bioattive, la complessità dei metodi di estrazione e l’uso di sostanze chimiche sintetiche costose e potenzialmente dannose, hanno rappresentato fino a ora un ostacolo alla loro diffusione e utilizzo».

I risultati ottenuti con la cavitazione idrodinamica, in termini di efficienza, economicità e sostenibilità del processo e di qualità e quantità degli antiossidanti estratti dagli aghi di abete bianco, «aprono dunque una nuova strada per valorizzare una specie vegetale dalle ottime potenzialità, dando nuova vita ai sottoprodotti della gestione forestale e, non da ultimo, indirizzando l’attenzione a una specie spesso trascurata – conclude Meneguzzo -. Lo studio conferma il potenziale del processo di cavitazione idrodinamica per la creazione di soluzioni acquose arricchite con composti bioattivi estratti da piante e biomassa vegetale, prive di solventi e ottenute attraverso un processo di produzione efficiente, per ridurre il consumo di risorse e generare prodotti sani e di alta qualità». (Fonte: www.teatronaturale.it)

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Legno Servizi e FriûlDane, al MADE di Milano, dal 13 al 16 marzo, per promuovere l’Abete bianco

Per la prima volta insieme, al MADE di Milano (13-16 marzo 2019), la cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo e la rete d’imprese FriûlDane. La cooperativa è una delle più importanti imprese private del Friuli VG per la commercializzazione del legname mentre, FriûlDane, nata nel 2016, è la prima Rete d’imprese d’Italia interamente dedicata alla valorizzazione del legno di Abete bianco. Una specie forestale nobile che, in Friuli VG, vive nei boschi misti i quali occupano una superficie di circa 19mila ettari, rappresentando il 20% della massa forestale delle conifere regionali e dove maturano, ogni anno, circa 30.000 mc di pregiato legname.

Alla Rete, che ha per capofila la Legno Servizi di Tolmezzo (www.legnoservizi.it), hanno aderito anche: Legnolandia srl, di Forni di Sopra; la segheria Tarussio e l’impresa boschiva Nicola Sbrizzai, di Paularo; la Pontoni Legnami, di Corno di Rosazzo; la segheria Luigi Cortolezzis, di Treppo Carnico, la segheria Gaetano Schneider, di Sauris e la società agricola Dolomitis Legnami, di Forni di Sotto.

«Tutti i lavorati e i semilavorati sono certificati PEFC – spiega Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -, che garantisce la gestione forestale sostenibile. Ma vengono pure certificate le peculiarità tecnologiche e fisico meccaniche dei prodotti che finiscono sul mercato. Inoltre, per ogni singola linea produttiva, viene calcolata l’impronta ecologica (quantità di anidride carbonica emessa per ogni mc di legname lavorato) al fine di proporre agli utilizzatori finali prodotti a basse emissioni che abbiano un valore aggiunto superiore rispetto ai concorrenti».

FriûlDane (www.abetebianco.net), ha già preso accordi formali con 6 Comuni della Carnia (Paularo, Sauris, Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto e Ravascletto) per garantirsi il prelievo della conifera dai boschi di quegli ambiti costituendo, così, una sorta di filiera virtuosa che vede camminare insieme aziende private del territorio ed enti pubblici.

E, all’interno della Fiera, giovedì 14 marzo, alle ore 15 (Pad. 10 G48-F45), verrà proposto un importante momento di riflessione su: “Progettare e costruire con l’Abete bianco” al quale, moderati da Marino De Santa, parteciperanno il ricercatore Giorgio Vacchiano, il tecnico del Catas Ezio Facchini e l’architetto Maurizio Sanna.

Ma già alcune iniziative pratiche hanno preso corpo nei mesi scorsi. Un primo vanto della Rete, a esempio, è quello di aver realizzato il nuovo Bivacco “Bianchi”, in Val Alba, nel Comune di Moggio Udinese, utilizzando esclusivamente legno di Abete bianco certificato PEFC, messo a disposizione dalla Regione Friuli VG e prelevato in loco a km zero. L’intervento, finanziato dal Parco Naturale delle Prealpi Giulie, è stato coordinato da Legno Servizi e portato a compimento dai membri di FriûlDane. Un esempio virtuoso di come, il buon funzionamento di una filiera corta, possa portare vantaggi a tutto il territorio montano.

Da alcuni mesi, inoltre, Legno Servizi e FriûlDane sono molto impegnati nel recupero e nella valorizzazione del legname prelevato dai boschi devastati da Vaia, nell’ottobre 2018, appoggiando con convinzione la Filiera Solidale proposta da PEFC Italia. (Essegipress)

Il Volantino del convegno lo potete scaricare qui: Volantino A3 Convegno Abete bianco v3

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FriûlDane: innovazione e sostenibilità di una rete

Innovazione e sostenibilità legate alla gestione dell’Abete bianco (Abies alba) in Friuli VG, sono state le parole d’ordine declinate dai relatori dell’incontro che, recentemente, si è tenuto a Udine, presso la Sala convegni di Confindustria. 

A raccontarle, in maniera puntuale e assai interessante, coordinati da Emilio Gottardo, presidente della rete d’imprese FriûlDane, sono stati: Marco Tarussio (di FriûlDane); Carlo Tasso e Claudio Ferfuia dell’Università di Udine; Ezio Facchini del Catas; Sandro Comini di Unidea e Daniele Di Gleria, Sindaco di Paularo. Le conclusioni sono state affidate a Rinaldo Comino, del Servizio foreste della Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Fvg.

Sono circa 19.000 gli ettari regionali dove è presente l’Abete bianco che rappresenta il 20% della massa forestale delle conifere del Fvg e dove maturano, ogni anno, circa 30.000 mc di pregiato legname. Per valorizzare a 360 gradi questa preziosa e “rara” risorsa boschiva è stata creata, per la prima volta in Italia, una rete di 8 imprese (con capofila Legno Servizi di Tolmezzo) concentrate nel rilancio di una specie legnosa dalle grandi qualità. FriûlDane, questo il suo nome, ha costruito un progetto di valorizzazione (sostenuto dalla Misura 16.2.1 del Psr del Fvg) che ha sviluppato rilevanti elementi di innovazione e sostenibilità all’interno del comparto regionale forestale, promuovendo l’aggregazione e la cooperazione stabile tra aziende in funzione dell’incremento della produttività mediante soluzioni ICT, della caratterizzazione con prove sperimentali di una risorsa legnosa locale di pregio al momento sottoutilizzata, potenziandone il prelievo boschivo in una logica di filiera condivisa con alcuni Comuni montani, offrendo alle imprese partecipanti alla rete e al mercato, legname e prodotti certificati secondo il sistema Pefc, con marchio di origine proprio e certificazione delle imprese per la catena di custodia dei prodotti legnosi. 

FriûlDane e il suo progetto hanno anche lo scopo di: rafforzare la competitività del settore forestale (crescita intelligente); preservare gli ecosistemi boschivi sviluppando filiere locali a ridotto carbon footprint (crescita sostenibile); promuovere nuove occasioni di occupazione in aree marginali (crescita inclusiva). (Essegipress)

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La riscoperta del valore dell'abete bianco

Intervista a Giorgio Vacchiano, ricercatore forestale dell’Università di Milano

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Abete bianco in Friuli: una rete all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità

Un convegno a Udine, giovedì 14 febbraio, organizzato da FriûlDane, prima rete italiana dedicata alla pregiata conifera 

Sono circa 19.000 gli ettari regionali dove è presente l’Abete bianco che rappresenta il 20 percento della massa forestale delle conifere del Fvg e dove maturano, ogni anno, circa 30.000 mc di pregiato legname. Per valorizzare a 360 gradi questa preziosa risorsa boschiva è stata creata, per la prima volta in Italia, una rete di 8 imprese (con capofila Legno Servizi di Tolmezzo) concentrate nel rilancio di una specie legnosa dalle grandi qualità. FriûlDane, questo il suo nome, ha costruito un progetto di valorizzazione (sostenuto dalla Misura 16.2.1 del Psr Fvg) che ha sviluppato rilevanti elementi di innovazione e sostenibilità all’interno del comparto regionale forestale, promuovendo l’aggregazione in rete e la cooperazione stabile tra aziende in funzione dell’incremento della produttività mediante soluzioni ICT, della caratterizzazione con prove sperimentali di una risorsa legnosa locale di pregio al momento sottoutilizzata, potenziandone il prelievo boschivo in una logica di filiera condivisa con alcuni Comuni montani, offrendo alle imprese partecipanti alla rete ed al mercato, legname e prodotti certificati secondo il sistema Pefc, con marchio di origine proprio e certificazione delle imprese per la catena di custodia dei prodotti legnosi. 


Un progetto che verrà esposto in tutti sui particolari, durante uno specifico convegno dal titolo: “Innovazione e sostenibilità della filiera dell’Abete bianco in Friuli”, che si terrà a Udine (presso la sala Convegni di Confindustria, largo C. Melzi 2), giovedì 14 febbraio a partire dalle ore 16.00.


Numerosi gli interventi previsti, dopo l’introduzione di Emilio Gottardo, presidente di FriûlDane. Tra gli altri, sono previsti i contributi di Marco Tarussio (FriûlDane); Carlo Tasso e Claudio Ferfuia dell’Università di Udine; Ezio Facchini del Catas; Sandro Comini di Unidea e Daniele Di Gleria, Sindaco di Paularo. Le conclusioni sono state affidate ad Adolfo Faidiga, vicedirettore centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Fvg.


FriûlDane e il suo progetto hanno anche lo scopo di: rafforzare la competitività del settore forestale (crescita intelligente); preservare gli ecosistemi boschivi sviluppando filiere a ridotto carbon footprint (crescita sostenibile); promuovere nuove occasioni di occupazione in aree marginali (crescita inclusiva).


Agli iscritti all’Ordine degli Architetti e all’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali che parteciperanno al convegno, saranno riconosciuti i relativi Crediti formativi.

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Dallo schianto, nuove radici

L’abete bianco di Ampezzo 

Davanti al Municipio di Ampezzo, in occasione del Natale, è stato piantumato un nuovo abete  simbolo della località carnica e, ora, della sua volontà di rinascita. Si tratta di un Abete bianco, prelevato da una foresta certificata a Gestione Forestale sostenibile, tagliato il 30 ottobre a causa del forte vento di quella giornata.  

Rappresenterà l’esibizione di un momento di orgoglio, solidarietà e riflessione anche durante i giorni della manifestazione: “Il bel legno in bella mostra” (14 e 15 dicembre) e nel corso della mattinata (15 dicembre) nella quale si svolgerà la 4^ Asta regionale del legname di pregio. Ma soprattutto accompagnerà negli anni futuri la Comunità ampezzana, vegliando, dall'alto delle sue fronde, sulla gente e dandole protezione e solidità.


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Un omaggio ai boschi del nostro Friuli, distrutti da Vaia

Non piantiamoli lì!

A memoria d’uomo non si era mai vista una devastazione simile nei boschi del Friuli-VG. Un enorme camposanto legnoso giace sulle montagne della regione e bisogna intervenire subito per rimuovere i milioni di alberi schiantati e non abbandonare i boschi (e il territorio e gli uomini che lo abitano) a sé stessi. Ecco l’omaggio e l'appello di FriûlDane.

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ASTA REGIONALE DEL LEGNAME

4^ edizione dell’Asta regionale del legname di pregio con il patrocinio del Comune di Ampezzo, della rete d’imprese FriûlDane e Uncem Fvg

La quotazione tiene il prezzo. Battuti anche tronchi di abete rosso provenienti dai boschi colpiti dal maltempo alla fine dello scorso ottobre.

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FriulDane e Legno Servizi assieme per la 4° Asta regionale del legname di pregio 2018: nonostante gli schianti e le devastazioni dei boschi regionali, l’Asta del legname si svolgerà regolarmente

La cooperativa tolmezzina Legno Servizi, assieme al Gruppo Regionale PEFC, organizza la 4^ edizione dell’Asta regionale del legname di pregio con il patrocinio del Comune di Ampezzo, della rete d’imprese FriûlDane e Uncem Fvg.

Regolamento d’asta e quelli per la fornitura del legname e per l’invio delle offerte sono consultabili sul sito https://www.legnoservizi.it/4-asta-regionale-del-legname-di-pregio/

Per ulteriori informazioni, T 0433.468120 (orario ufficio) o M amministrazione@legnoservizi.it.

Ogni altra informazione è reperibile sul sito www.legnoservizi.it.

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IL BEL LEGNO IN BELLA MOSTRA

La manifestazione “Il bel legno in bella mostra” si terrà il 14 e 15 dicembre, ad Ampezzo, nella quale sono previsti eventi convegnistici, un’importante mostra fotografica, una gara di orienteering (lo sport del bosco), oltre alla presenza di artigiani del legno, ad un’esposizione di macchine e attrezzature forestali e di prodotti biologici e del territorio 

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CONVEGNO ABETE BIANCO

Ampezzo, 14 dicembre 2018

Sala Convegni dell’Asilo - via dell’Asilo
9,30-13,30

PROGETTARE e COSTRUIRE con l’ABETE BIANCO

Il convegno offre un’occasione per conoscere le prerogative che l’Abete bianco offre, dal bosco al prodotto finito, per soluzioni costruttive di vario tipo e il ridotto impatto ambientale legato alla sua utilizzazione in uno schema di filiera locale. Architetti, ingegneri e artigiani specialisti illustreranno la validità del legno di Abete bianco, specie ampiamente diffusa in Friuli, per costruire edifici, arredi e interni.
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Festa Val Alba

Domenica 2 Settembre 2018 dalle ore 7.00 
Festa della Val Alba al Bivacco G.Bianchi 
Ore 7.00 Escursione alpinistica anello della Val Alba 
Ore 8.30 Escursione con guida naturalistica Alla scoperta della Riserva della Val Alba 
Ore 12.30 Inaugurazione del nuovo bivacco "Giuseppe Bianchi" e brindisi conviviale 

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Rassegna stampa Messaggero Veneto 2016_12_11
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Rassegna stampa
Business parla di FriulDane! Gennaio 2017
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Business
Convegno a casa moderna 2017
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Locandina casa moderna 2017
Video filiera Abete Bianco
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Contatti

FriûlDane c/o Legno Servizi s.c
Tel. 0433/468120

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